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1° gennaio 2017

E come nelle migliori tradizioni dei campionati di calcio aziendali, scapoli contro ammogliati, il sindaco Cessa, insieme alla sua  squadra ormai allo sbando e senza più un tecnico che sappia motivare il gioco e che anche in difesa comincia ad arrancare paurosamente, incassa la seconda sconfitta su quella variazione di bilancio presentata in zona cesarini prima che il funesto 2016 chiudesse definitivamente i battenti.  Anno che sarà tristemente ricordato non solo dai sostenitori ultras del Cessa sindaco, cuginanza e parentado vario in testa, ma da tutto il paesello a sud est come fra i più neri, se non il più nero, dalla sua fondazione.

Quelle variazioni di bilancio che sarebbero servite anche per pagare i contributi previdenziali al sindaco e a qualche assessore, uno in particolare, diciamo un po’ troppo pronto a farsi esentare dal lavoro e di cui il datore ne chiede il rimborso, così come detto a chiare lettere durante il consiglio di San Silvestro, insieme anche a spese da sostenere o sostenute per il Castello inframmezzate con spese ad associazioni per attività pre scolastiche, non passa, ed il sindaco è sonoramente battuto con un secco 9 a 7.

Ricordiamo che quei 99 mila euro ottenuti come “premialità” dal comune di Casamassima per le politiche sul sociale e che preferibilmente sul sociale sarebbero dovuti essere impiegati, non hanno visto un solo euro destinato a politiche sociali, ma ad altro.

A spese che si rendevano urgenti ed improrogabili su altri capitoli di spesa. Capitoli di spesa decisi da una delibera di giunta del 30 novembre scorso e che avrebbe dovuto avere l’assenso del Consiglio Comunale richiesto, a quanto pare, fuori tempo massimo.

Già dal 23 dicembre scorso, giorno in cui un altro consiglio comunale convocato per discutere la faccenda, non si tenne per la totale assenza della maggioranza impegnata a dirimere le cause del suo sgretolamento che la città sta pagando. In seconda convocazione, il 27 dicembre, con le assenze fra le fila della maggioranza di Verna Fortunato, divenute un solo corpo ed una sola anima, il sindaco fu battuto 7 a 6, con quell’astensione imbarazzante della presidente che durante il consiglio del 31 decide di votare un provvedimento già battuto dalle dichiarazioni di voto. Ma la presidente non sa cosa sia la politica, perché impegnata nell’organizzare eventi della fondazione che la vedono presidente anche lì? Si astiene quando avrebbe potuto il suo voto determinare il pareggio e vota a favore quando perde. Schizofrenia: politica naturalmente.

La posizione della minoranza non cambia, anzi si rafforza, anche attraverso quel voto contrario sostenuto anche da Verna Fortunato che nasconde insidie ancora maggiori. La solita Verna, abituati siamo, spara e rispara contro il sindaco, la presidente, i lavori: grida trasparenza e lealtà, cose che ad oggi, nonostante di impegno ci siamo messi, non riusciamo a cogliere dalle sue arringhe. Un inutile e sterile show se non si da seguito a fatti concreti. Si renda parte attiva di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, la Verna Fortunato, e non ci inondi più del suo sterile ed approssimativo opportunismo che non vogliamo sia indirizzato questa volta solo all’ottenimento di un assessorato o due.

Concretizzi di più la sua veemente denuncia e faccia più fatti.

Di chiacchiere sterili siamo stufi, cara la mia Stefania.

Un consiglio comunale che qualcuno sospetta  non essere del tutto legittimo e così le osservazioni del Carelli in conferenza dei capigruppo, riprese e circostanziate dal Nitti in consiglio, non dissipano i dubbi che la platea dimostra. Il segretario comunale più volte nominato e più volte interrogato dal consigliere, tentenna e non scrive veramente la parola fine su di una interpretazione, quella della presidente, sia del regolamento che delle leggi che ne regolano i lavori. Nel frattempo un esposto si presenta in Prefettura per informare di quanto avviene nel paesello a sud est.

Fa capolino anche un  documento stilato e controfirmato da Adriano Bizzoco per il PD (A. Manzari, Pasqua Borracci e Giacinto Rella), da Stefano Evangelista per la lista Vito Cessa per Casamassima (M. G. Nero), da Arianna Zizzo per il gruppo misto (?) e da Fabio Lisco per Rinascita Casamassima (N. Ferri) che sembri non accettare il cammino suggerito da Libera Casamassima (G. Nitti) e da Civicamente (R.Bellomo) per la ricomposizione della crisi che sarebbe dovuta ripartire dalla nomina di assessori esterni alla politica scelti per professionalità e competenza. Se Nitti e Bellomo rimarranno sulla posizione, la ricucitura sembra impossibile e se a questo dovessimo aggiungere la meteoropatia riscontrata dalla Verna e Fortunato, compreso l’innominato F.B. che ora anche in consiglio si presenta, il sindaco dovrebbe cercare nei banchi delle opposizioni quel consenso che le sue fila gli osteggiano.

Ma chi nelle opposizioni, nonostante la maggioranza e qualche assessore dimissionato ultimamente ne parla tanto, vorrà “sporcarsi le mani” con questa amministrazione nata brancaleonide?

Vi terremo informati, tranquilli.

Buon anno paesello a sud est.

A proposito: il sette e mezzo, con la tombola e con il tre sette rende liberi.

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