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Il 2017 volge al termine. Breve storia triste.

Non sappiamo se sia vero che gli anni dispari siano anni maledetti.

Non possiamo neanche giurare che quelli pari siano i migliori.

La coincidenza che non sfugge però e che gli ultimi due sindaci del paesello, poi caduti rovinosamente, sono stati eletti, Mimmo Birardi nel 2011 e Vito Cessa nel 2015, entrambi anni dispari.

Che sia stato un caso?

E chi potrà mai saperlo.

Resta il fatto che il 2017 si avvicina all’irreversibile fine e corre l’obbligo di ricordarlo, l’annus horribilis di Casamassima, il paesello a sud est la grande metropoli. Se volessimo portarci in un sacco le parole che lo hanno identificato, queste non potrebbero che essere: Cessa, scuole, acqua, maggioranza, crono programma, assessore tecnico, ricatto, defenestramento, Partito Democratico, fascia tricolore, poltrona, presidenza, Nitti, sospetto, cambio di casacca, tradimento, rifiuto, comodo, CCR, ufficio, burocrazia, ingresso monumentale, comitato feste ….. commissario.  

Il 2017 comincia peggio di come era terminato il 2016, anno pari.

Nelle primissime ore di gennaio il sindaco, che il 21 dicembre del 2016 si era dimesso, rinomina la giunta che poi defenestrerà definitivamente, per approvare quella convenzione che permetterà ai bambini della Collodi, privati della loro scuola, di essere ospitati in spazi ricavati all’interno del Majorana. In affitto.

Invece, per quelli che frequentavano la Rodari continueranno i turni serali presso la Marconi.

Sul fronte politico i Nitti, seguiti da Civicamente di Guerra & Rubino, per tamponare quell’uscita dalla maggioranza della Stefania Verna e del Donato Fortunato, propongono al sindaco una soluzione che in seguito si dimostrerà fallimentare: una giunta tecnica ed un crono programma che tenga conto di pochi ma imprescindibili punti all’ordine del giorno.

Una foglia di fico che presto appassirà.

Il 7 gennaio il sindaco Cessa ritira le dimissioni ma senza aver chiaro il progetto che di lì a poco dovrà mettere in campo per continuare a sopravvivere con la fascia tricolore sbiadita.

Mai una commissione d’inchiesta indagò le dichiarazioni rilasciate l’11 gennaio a La Gazzetta del Mezzogiorno da parte della Verna e di Fortunato che, inguaiando la Francesca Barone, assessora di riferimento e proposta dagli stessi al sindaco e da lui accettata, “riscontrava cose al limite della legittimità”. Ricordiamo che anche un’altra ex assessora, la Silvia Lioce, lanciò dichiarazioni al fulmicotone nei confronti di Cessa e del suo modo di operare.

Gennaio, tra la catastrofe scuole e la partenza della raccolta porta a porta che non pochi problemi causerà al paesello e ai suoi abitanti distratti, finisce con la nomina per niente a sorpresa, dei nuovi assessori fatti passare come tecnici ma che forti sospetti li segnalano graditi alla nuova costituente maggioranza: e così Angela Giuseppina Di Donna, Vitangelo Ardito, Giovanni Tancorra, Maria Teresa Franchini e Giuseppe Cupertino, occupano le seggiole lasciate libere da Andrea Palmieri, Rocco Bagalà, Antonietta Spinelli, Giuseppe Cristantielli e Francesca Barone.

Febbraio comincia con quell’invito, mai accettato, di incamminarsi verso le bellezze di Orta Nova che molti politici avrebbero dovuto seguire per liberare il paesello dalla loro presenza. La maggioranza non si distingue più dalla minoranza e quel repentino e comodo cambio di casacca investe tutti. Il consigliere Bellomo, entità astratta; la Arianna Zizzo, eletta nelle file del PD al fianco di Andrea Palmieri abiura il “contratto”; il Nitti, passato all’opposizione e poi alla maggioranza, una trottola; i tre consiglieri PD in Consiglio una farsa e le opposizioni non sempre all’altezza del compito.

Nel frattempo anche esponenti di spicco del PD regionale e nazionale, Dario Ginefra e Alberto Losacco fra tutti, gridano la loro rabbia nei confronti di un sindaco, il loro, che impunemente ha cacciato Palmieri, Bagalà e la Spinelli dalla giunta.

L’11 febbraio i cassonetti per la monnezza spariscono e la raccolta porta a porta parte ufficialmente per tutto il paesello.

Il PD, sempre più allo sbando, decide, sotto il “ricatto politico” da parte del Nitti J. e di Bellomo, che parla per bocca di Rubino e Guerra, il suo appoggio esterno, che mai si è capito cosa volesse significare, alla nuova giunta e al sindaco Cessa sempre più depotenziato ed in balia delle onde.

Il 21 febbraio da queste pagine, a proposito dell’ormai nota vicenda che portava a definire il paesello la Nitticity del sud est, si commentavano le dimissioni di Raffaele Bellomo, anima pia dell’ex lista Vito Cessa per Casamassima divenuta quasi per incanto Civicamente.

Il salvagente proposto dai Nitti, l’avvocato Alessio e il giovane rampollo Giuseppe, nei confronti di un sindaco praticamente destinato all’oblio, provoca non pochi scossoni all’interno del PD ridimensionato ed oltraggiato, che cerca di giustificare l’ingiustificabile attraverso riunioni ed assemblea pubbliche, chiuse.

Marzo comincia con il tormentone della raccolta porta a porta e della guerra personale del sindaco contro i zozzoni che continuano a imbrattare le strade con quei rifiuti maleodoranti. Del Centro Comunale di Raccolta neanche l’ombra ma le contravvenzioni, minacciate a più non posso, diventano unico deterrente ad un servizio partito male ed imposto con una tassa senza uguali.

L’8 marzo, durante un consiglio comunale, che vedeva interrogarsi il consigliere Carelli circa quella mole di incarichi indescrivibili rilasciati alla funzionaria Carmela Fatiguso, alle 21 e 52, il consigliere trottolino amoroso Giuseppe Nitti, fustigatore del sindaco Vito Cessa e della sua politica, quello delle lotte senza quartiere alla Borracci sulla questione Palestrone, quello che, come più volte ricordato dalla Ferri, la caramella della Presidenza del Consiglio non aveva avuto ed è per questo che ha vestito i panni del Moschettiere, quello che fortemente ha voluto la Carta di Pisa, quello delle interpellanze di fuoco, quello attento alla legalità e alla trasparenza, con il candore che contraddistingue la piccola peste che, sapendo di averla fatta grossa, tenta di mitigare la pena inflitta dalla mamma, rivolgendosi all’emiciclo, dichiara:

”Oggi è un nuovo inizio”.

E l’inizio poteva essere rappresentato dal Centro Comunale di Raccolta individuato nell’ex Cantina Sociale, ma anche dalla nuova giunta imposta al sindaco ed al PD.

Anche la Scuola Marconi è vittima di infiltrazioni: la palestra viene parzialmente colpita dall’acqua che dal cielo cade.

Si torna a parlare di acqua potabile con quelle immagini del Pertusillo, invaso di circa 155 milioni di metri cubi d’acqua, potabile, che disseta l’Acquedotto Pugliese: noi, che di quell’acquedotto ci serviamo, assistiamo inermi a quelle acque che si colorano di nero. In riferimento a ciò, mai un euro è stato speso dall’amministrazione, per una serie di analisi indipendenti che potessero assicurare i cittadini sulla bontà o meno del bene in assoluto più importante.

Il 18 marzo nasce quella lista civica che in seguito diventerà Insieme per Casamassima alla cui guida risulta esserci Lorenzo Ronghi coadiuvato da Pinuccio Massaro e Nicola Vallarelli.

Marzo viene ricordato anche per la chiusura imposta dalla Chiesa di Casamassima, di quel Parco Giochi alla zona 167, che per undici anni ha rallegrato lo spirito di quei piccoli cittadini che ne hanno calcato i campi da gioco. Quegli spazi dovevano essere occupati da una nuova chiesa. Progetti e lavori mai visti e mai iniziati.

Sul fronte scuole si può solo peggiorare: anche i bambini della Rodari in affitto al Majorana.

Le scuole Rodari e Collodi inagibili. Mai presa in considerazione la proposta che avrebbe visto il Comune acquistare o affittare moduli abitativi da adibire a scuola evitando turni serali ed affitti vari. Una questione ancora intatta ancora oggi sul finire del 2017 e che non sappiamo quando, se, vedrà mai soluzione.

Ancora problemi di maggioranza traballante durante il consiglio comunale di fine marzo.

Aumenta la tassa sui rifiuti.

Aprile vede le dimissioni di tre componenti su cinque del direttivo della Pro Loco. Si dimettono Francesco Villari, il presidente, Gerardo Spinelli e Luisa Valenzano.

Il 10, sempre di Aprile, la Nica Ferri non è più Presidente del Consiglio. Con 9 voti viene sfiduciata e crediamo sia questo il momento in cui l’asse Autonomia-Nitti prende impulso. Oggi, forse grazie proprio a quell’intesa, il Nitti diventa, per Autonomia, il candidato sindaco prescelto e designato.

Il 21 Autonomia Cittadina va a Congresso e Pinuccio Fortunato ne esce come nuovo segretario politico. Ai lavori si nota l’assenza del due volte candidato sindaco Vito Rodi.

Parere non favorevole è il giudizio dei Revisori dei Conti su quello schema di Bilancio di Previsione 2017-2019 che vedeva i nuovi uffici guidati ad interim dalla dott.ssa Fatiguso e dall’assessore Tancorra che chiede un nuovo Consiglio Comunale. Il 21 aprile, dopo una diffida da parte del Prefetto, attraverso un emendamento che passa in Giunta ma con l’assenza dell’assessore al ramo Tancorra, i Revisori dei Conti non cambiano idea: parere non favorevole.

Ma è il 26 che avviene l’impensabile. Attraverso una nota, protocollo 8597, il parere, come per incanto diventa favorevole.

Il 27 aprile la Pro Loco, dopo il periodo che ha visto alla guida dell’associazione Francesco Villari,  elegge, attraverso elezioni che vedevano candidati Antonio Pastore, Lucia Creatura e Cosimo Morgese, proprio questi al nuovo direttivo che passa da 5 a 3.

Aprile si conclude con le primarie del PD. I 388 votanti destinano a Michele Emiliano 136, a Matteo Renzi 129 e ad Andrea Orlando 105 preferenze.

Maggio si apre con quel Consiglio Comunale del 2 allorquando la maggioranza in solitudine approvava quel Bilancio di Previsione al centro delle polemiche in merito a quei giudizi cangianti da parte dei Revisori dei Conti.

Torna alla ribalta Jack lo squartaporte che risponde al nome di Gioacchino Prisciandaro, barese classe 70, ma residente da anni al paesello dove guida una scuola calcio, per il caloroso benvenuto che Cremona, la città che continua ad amarlo, gli dedica attraverso un saluto stellare.

Il 16 maggio il sindaco Cessa, in base a quel crono programma controfirmato con i Nitti, fissa come data per la risoluzione del problema scuole quella del 31 agosto.

Nel frattempo si potrà continuare in affitto al Majorana.

Il 18 maggio si tiene il Consiglio Comunale che avrebbe dovuto votare il nuovo presidente del consiglio. La maggioranza, ancora in coma profondo e non capace di dirimere la questione, si alza ed abbandona l’aula. Uno dei tanti affronti da parte di un sindaco e di una maggioranza che hanno preferito giocare più che governare.

Il 26 maggio i lavori che interessano la nuova stazione di servizio sulla rotonda Auchan sembrano terminati. I problemi inerenti la circolazione stradale non interessano nessuno.

Nello stesso giorno la consigliera Arianna Zizzo, prima del PD e poi delle ACLI, comunica attraverso un post che la maggioranza tutta non si presenterà in aula per il Consiglio Comunale, né in prima né in seconda convocazione. La nuova presidenza del consiglio bisognava eleggere, ma la maggioranza brancola ancora nel buio. Si presentano le minoranze e il solo sindaco a quel consiglio comunale, dove vengono eletti Giovanna Nero come presidente e Nicola Guerra come suo vice.

Si dimetteranno ben presto.

A giugno inoltrato viene asfaltata di nuovo via Bari, una delle arterie più trafficate del paesello. I tre assessori PD defenestrati non ci stanno e si fanno immortalare in una foto su quella strada, su quell’asfalto fresco, perché solo grazie a loro sono pervenuti i fondi necessari per quei lavori.

Altro che gli assessori tecnici.

Il 20 giugno un gruppo di cittadini presenta un ricorso al TAR Puglia per annullare le decisioni del consiglio comunale che fissavano le nuove tariffe TARI e per contestarne l’iter.

Nel frattempo non si riesce di trovare la quadra intorno a chi dovrà rivestire i panni di presidente del consiglio. Ed è ancora Giuseppe Nitti a tener banco. Dichiara candidamente che voterà scheda bianca oppure annullerà il voto quando sarà chiamato ad esprimere una preferenza. Ancora una volta Libera Casamassima ed il suo consigliere di riferimento a dettare l’agenda.

Vito Cessa, il sindaco, continua a vivacchiare indisturbato.

Solo a fine giugno Pasqua Borracci diventa, con soli 5 voti, presidente del consiglio. Neanche i voti della maggioranza riesce a racimolare la presidente che durerà in carica un mese solo. Come vice Antonello Caravella, che combatte si il sistema, ma quando le maggioranze lo inchiodano alla carica, non sa rifiutare.

Nel frattempo rimangano senza risposte le domande sulle scuole, sulla Caserma dei Carabinieri, sul Rendiconto e sulla turnazione dei funzionari da troppo tempo sulla stessa poltrona.

Luglio è caratterizzato da quello spostamento, ancora avvolto nel mistero, che vedeva la Giacomina Giustino, da sempre occupare il posto all’interno degli uffici finanziari, passare nell’ufficio tecnico e del geometra Francesco Ladisa, da sempre nell’ufficio tecnico, passare a quello finanziario. Un mistero intrigante che si aggiunge ai tanti.

Una polemica investe la Pro Loco, partecipante ad un bando regionale, in cui figurano soggetti ignari di tutto. Anche La Gazzetta del Mezzogiorno si occuperà della questione.

Il 28 luglio, durante il Consiglio Comunale che avrebbe dovuto approvare il Rendiconto, con l’assenza determinante della Nica Ferri, il sindaco Vito Cessa cade rovinosamente non raccogliendo la fiducia neanche da parte della sua maggioranza. E’ la fine dei Nitti, del PD e delle varie comparse che avevano tentano di governare il paesello.

Mentre tutti si interroghino di chi le colpe, di chi le responsabilità per una caduta rovinosa nonostante l’ancora di salvezza fornita dai Nitti, il 2 agosto arriva il Commissario Prefettizio Aldo Aldi che trova il paesello pronto ad attenderlo dopo tanta inattività. Con un curriculum di rispetto e con quell’intervista rilasciata immediatamente alla Gazzetta, riscuote da subito la simpatia di tutti. Fiducia e simpatia che presto si riveleranno mal poste vista la mole opinabile e discutibile di atti che metterà in campo.

Il 9 agosto va in scena a Sammichele di Bari un caso che riguarda Casamassima. Una famiglia del paesello, vista la mancanza di alloggi pensa bene di occuparne uno nel vicino paese.

Anche un altro nostro concittadino che dimostrò sotto il Comune la propria disperazione per la mancanza di un lavoro e di una casa, trova comprensione e solidarietà a Sammichele.

Dopo un rilassante periodo di ferie si torna ad operare per il bene dei cittadini.

A breve dovranno iniziare le scuole, ma niente affanni: si continuerà in affitto.

Settembre apre le porte a determine, delibere e decisioni che hanno dell’incredibile.

Sono i debiti fuori bilanci che dopo decenni riaffiorano ad interrogare i cittadini.

Sul fronte politico Franco Pignataro diventa il portavoce e Franco Reginella il segretario di Fratelli d’Italia. Giacinto Rella esce dal PD per confluire in MDP – Articolo 1 dove lo aspettano Pinuccio Castellano e Andrea Azzone.

Nel frattempo dopo 19 anni di lavoro ininterrotto presso il Comune di Casamassima la Giacomina Giustino lascia il paesello per approdare a Gioa del Colle.

La Caserma dei Carabinieri necessita di interventi che nessuno sembra voler autorizzare ed il caso dei gattini avvelenati in una villa a Barialto, occupano le cronache incessantemente.

Se volessimo seguire i TG per le notizie non potremmo farlo: il digitale terrestre non va proprio.

Alla fine di settembre viene resa pubblica la notizia che presto, entro il 1° gennaio del 2018, la Casa della Salute aprirà le sue porte alla cittadinanza.

Ad oggi sembra che anche questa data sarà suscettibile di variazione.

Il 29 settembre ci si accorge, dopo anni, che l’ingresso Storico e Monumentale del Comune di Casamassima è chiuso e che il suo androne è utilizzato come deposito di cianfrusaglie.

Il 7 ottobre nelle edicole compare La Voce del Paese edizione di Casamassima, con una redazione tutta nostrana. La (nostra) Voce del Paese, come spesso è pubblicizzata attraverso i social, mostra un’informazione parziale che spesso mette l’accento sul bello e sul buono, tralasciando, non sappiamo ancora per quanto, l’informazione di inchiesta e di approfondimento.

A fine ottobre comincia a montare la polemica su quella decisone da parte del Commissario Prefettizio, di concedere in comodato gratuito ad un comitato feste stanze comunali prospicienti l’androne di Palazzo di Città. La cittadinanza si divide, ma resta il fatto che lo schiaffo delle istituzioni nei confronti della collettività che arbitrariamente è privata del diritto di decidere sull’uso dei suoi beni attraverso un’assise democraticamente eletta, rimane intatto nella sua gravità.

A fine ottobre la polemica della mamma che credeva di aver messo al mondo un campione si scontra con la dura realtà dell’allenatore che ne constata l’incapacità anche nel centrare la palla.

Dal Congresso del PD del 22 ottobre ci si aspettava un ricambio della classe dirigente e una presa di coscienza sulle gravi colpe che avevano portato il partito quasi a scomparire nell’indifferenza generale. Ma Vito Cessa ed Adriano Bizzoco, presente anche in segreteria, nonostante il cammino politico non coerente, figuravano ancora presenti all’interno del Coordinamento Cittadino insieme a Vito De Tommaso, esponente di spicco del partito nel suo massimo splendore. Anche Vitangelo Ardito, ex assessore tecnico, conquistava un posto in prima linea. Rocco Bagalà veniva scelto come nuovo segretario.

Cosa non si farebbe per un partito morente.

Entra nel PD anche Michele Fiermonte, esponente di Libera Casamassima, la lista familiare dei Nitti.

A novembre scopriamo che in altri paesi facenti parte dello stesso ARO 5, la distribuzione dei kit che qui siamo costretti a ritirare dopo lunghe code presso locali comunali concessi all’impresa della raccolta dei rifiuti, avvengono tramite l’inserimento della tessera magnetica all’interno di una macchina distributrice. Ma neanche questo sconvolge più di tanto i cittadini che senza batter ciglio continuano a lavorare per far percepire all’azienda quel premio che di li a poco sarà riconosciuto all’impresa e solo ad essa per la percentuale di differenziata realizzata.

Nonostante l’importo complessivo dei lavori ammonti a € 381.359,27 e che gli stessi sarebbero dovuti terminare a febbraio, nulla sembra smuovere l’abbandono di Santa Chiara.

Iniziano i lavori che porteranno quelle pensiline comparire sui parcheggi dell’Auchan.

E’ una sentenza del TAR Puglia che le dispone.

Si affaccia timidamente l’ipotesi di Fabio Nanna quale possibile candidato sindaco per il PD alle amministrative del 2018.

Nel frattempo vengono, almeno per il prossimo anno, scongiurati gli Istituti Comprensivi. Quando un tavolo tecnico sulla situazione scuole a Casamassima?

Il 19, sempre di novembre, si tiene il 1° Congresso Cittadino di Fratelli d’Italia, mentre la targa che ne certifica l’esistenza in Piazza, scompare.

Un altro caso affascina chi scrive: una serie di Determine riconduce incarichi legali e no ad un unico studio legale. Il fato? Il destino?

Dicembre si apre con la notizia di Maria Montanaro che, persa la segreteria cittadina di Forza Italia, passata nel frattempo a Rino Carelli, diventa Vice Coordinatrice Provinciale di Forza Italia con l’incarico specifico di curare i rapporti con gli Enti Locali. Anche qui non si capisce bene chi ha delegato chi nell’incarico.

Il 4 dicembre presso le Officine UFO si tiene un incontro promosso dal Comitato Tari equa Casamassima, quello dell’esposto al TAR Puglia a cui partecipano praticamente tutte le forze politiche presenti sul territorio ad esclusione del M5S.

La ricostruzione e l’analisi sia dell’avvocato Paccione che di Fais e Nesta, inchioderebbero Cessa e la sua amministrazione alle loro responsabilità. Gli argomenti portati dall’ex sindaco non convincono nessuno.

Poi potremmo rammentare la trovata geniale, il bontempone è ancora introvabile, che decide di sistemare quelle buche divenute voragine nel paesello, colmandole di brecciolino, oppure della decisione di sistemare quei dossi artificiali al fine di impedire le corse sfrenate non solo su via Bari.

Peccato che il Codice della Strada li ritenga “da rimuovere immediatamente”.

Il 9 Libera Casamassima predispone la discesa in campo di Giuseppe Nitti dichiarando il rompete le righe. Bisognerà liberare l’ex consigliere da ingombranti appartenenze per spianarli la strada che da li a poco lo vedrà candidato sindaco.

Nel frattempo vengono rese pubbliche le giocate che a Casamassima hanno tenuto impegnate le slot: 52 milioni di euro nel 2016.

Il 19 dicembre con una manifestazione surreale viene riaperto quell’androne dell’Ingresso Storico e Monumentale del Comune che, spogliato delle sue stanze un giorno occupate dalla Polizia Municipale, oggi diventa un luogo triste, cupo e patetico e privo di qualsivoglia valore.

Neanche il tempo della soddisfazione effimera di essere annoverati fra i Comuni Ricicloni 2017, che una Determina riconosce una premialità di oltre 150 mila euro.

Ma non per i cittadini: per l’impresa.

Il danno e la beffa.

Il 23 dicembre si ufficializza la candidatura di Giuseppe Nitti a sindaco. Guiderà una coalizione composta da Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima di Pinuccio Fortunato, Civicamente del duo Guerra Rubino e di una lista personale del Nitti stesso.

Per finire in bellezza questo annus horribilis, non ci poteva che essere l’intervento dell’ex sindaco Vito Cessa per indispettire molti a fine anno.

Il 27 dicembre riapre il caso sul CCR. Come al solito le sue dichiarazioni sembrano avvalorare ciò che in paese si andava dicendo. Come è possibile, ancor prima che venga redatta la Delibera del Commissario Prefettizio pubblicata sull’Albo Pretorio (28 dicembre) affermare che l’aria interessata per realizzare il CCR sia quella che anche lui aveva individuato ed indicato? A cosa sarà servito il chiedere ai cittadini se avessero un terreno da vendere per destinarlo a CCR quando tutto, come afferma l’ex sindaco, era già deciso? Una sceneggiata?

Nel frattempo il contratto ed il capitolato d’appalto per la gestione dei rifiuti è ancora segreto.

Il peggior nemico di Vito Cessa?

Senza alcun dubbio, Vito Cessa stesso.

L’anno si conclude con la solita affluenza di pubblico  per la dodicesima edizione del Presepe Vivente organizzato nel Borgo Antico dall’Oratorio P.G. Frassati e dalla Parrocchia S. Croce e per la Mostra dei Presepi orchestrata da anni da Raffaello Magnifico.

Buon 2018 a tutti.

 

 

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