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50 sfumature di ….. menzogne

Anche a Casamassima, come per Cellamare e Mola di Bari,  il PD si appresta ad utilizzare l’invenzione politica di sempre del cosiddetto “appoggio esterno”, pratica messa in atto quando, avendo preso coscienza di aver scelto un candidato sindaco rivelatosi una frana, non ha la voglia e il coraggio di sfiduciarlo.

Il PD esce fortemente devastato da quando Cessa, eletto sindaco, ha contribuito non poco, non solo ad assottigliare sempre più  quell’illusione di consenso che si era aggregato alla sua persona, ma anche quel patrimonio di giovani che si erano affacciati alla politica per la prima volta e che serbavano in cuore la possibilità di quella differenza tanto sbandierata. Le parole della Stefania Verna ieri in aula consiliare, come una frusta, hanno messo in risalto quella doppia personalità, come se si stesse parlando del dottor Jekyll e del sig. Hyde quando, indirizzando con veemenza le sue accuse nei confronti del sindaco, ne “decantava” le doti di trasformismo caratteriale dal prima le elezioni al dopo.

Non solo il PD esce distrutto da questa scelta per molti versi scellerata che ha visto la candidatura Cessa, ma anche e soprattutto la sua lista politica personale sciolta come neve al sole senza neanche passare da alcune giornate di freddo che ne conservassero il ghiaccio fastidioso. Rapporti frantumati e la politica della differenzazione che altro non è che la peggior rappresentazione di quella prima repubblica che tanti danni ha procurato.

Il PD a pezzi, la sua classe dirigente fortemente compromessa, non solo a livello locale, non è riuscito ad allontanare da sé l’errore grave di un sindaco che riconosce a fasi alterne la sua appartenenza ad un partito a seconda della convenienza che solo da un punto di vista personale può trarre senza pensare minimamente al danno che la sua azione di schizofrenia politica provoca e che ne assottiglia le file. Messo all’angolo dal colpo di grazia dell’avvocato Nitti e dell’ex presidente Borreggine, il PD del paesello a sud est le contromisure le ha trovate, ma basteranno?

Libera Casamassima, mini gruppo, insieme al mini gruppo Civicamente, redige un documento in cui si chiede al sindaco ed alla nuova costituenda maggioranza, che due devono essere le condizioni per proseguire il mandato:

la prima è quella di una giunta nuova svincolata dai partiti e dalla politica e come seconda condizione quella di controfirmare un crono programma che mettesse l’accento sulle priorità presenti all’interno del programma di centrosinistra non ancora neanche prese in esame. E se giunta “tecnica” esterna (?) al mondo della politica vi è stata, la firma e l’accordo sul crono programma, però, no. Ci si sarebbe aspettato che i Nitti potessero, come dire, pretendere che entrambi i punti della proposta sine qua non fossero rispettati, ma a quanto pare, almeno sino ad oggi, questa firma langue ancora nella penna che dovrà vergare il pezzo di carta. Perché?

Il PD, con quell’appoggio esterno all’amministrazione Cessa, dopo la defenestrazione dei suoi uomini e donne di punta dalla giunta comunale senza che una spiegazione neanche umana è stata data, sceglie la strada della non compromissione nella cacciata del sindaco che si crede deleteria per un partito al minimo storico e che vorrà del tempo per essere metabolizzata. Neanche l’intervento di personalità politiche forti sia a livello regionale che nazionale sono riuscite a smuovere lo psichiatra dal proposito di rimanere sindaco avendo sulla coscienza lo sgretolamento del partito e di quei rapporti umani alla base del vivere civile. Chiuso com’è all’interno della sua torre di avorio ovattata rispetto alla protesta e allo sbigottimento che salgono dal paesello, parla per convincere se stesso, solo se stesso, che le scelte messe in campo siano le migliori. Certo è che il lavoro sottile e per certi versi geniale del consigliere Giuseppe Nitti, animato com’era crediamo da buoni propositi, sarà ricordato come un clamoroso ed incomprensibile inciucio di cui avremmo fatto sicuramente a meno. Le prime avvisaglie ieri quando l’appena insediato, Vito Mazzei l’affondo nei confronti del Nitti comincia a farlo: non penso ci fossero convincenti contromisure da parte del giovane avvocato, che il colpo lo accusava e la platea osservava.

Sembra che nessuno voglia assumersi la responsabilità di mandare il Cessa sindaco a casa e che tutti prendano tempo per scongiurare quell’anno e mezzo, nella più rosea delle aspettative, di commissariamento prima delle prossime elezioni. Tutto condito da quella stucchevole e falsa pretesa di interpretare il pensiero dei cittadini che non capirebbero e che rimarrebbero frastornati da elezioni così ravvicinate. Farebbe e fa comodo a tutti allontanare lo spettro delle elezioni: poco il tempo per organizzare le liste, le alleanze i programmi, gli schemi, gli attacchi e le difese. Troppo lucidi i ricordi su di una classe dirigente, ed in questo mi riferisco all’intero consiglio comunale, distratta per accorgersi dei mille rivoli di una società che chiede giustizia e concretezza al posto di inutili e sanguinose guerre di facciata e di bottega che nulla portano al disoccupato incatenato sotto il comune, o ai bambini che a settembre un’altra volta con il turni perché le scuole un cantiere saranno, ai giardini che mancano, alla farsa della raccolta differenziata non programmata, non guidata che solo aumenti straordinariamente alti porterà in bolletta senza che un’isola ecologica sia stata “costruita”, alle buche sulla strada ed ad un tessuto sociale sfilacciato e lasciato in balia di se stesso e che vede il paesello sprofondare sempre più nel degrado che non è solo quello dei materassi, ma delle coscienze assopite.

Nel frattempo, ufficialmente, le file della minoranza si popolano di due nuovi consiglieri: la Verna e Fortunato ieri hanno ufficializzato il loro ingresso trionfale in opposizione.

A questo punto non ci resta che aspettare di sapere quale la maggioranza.

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