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A Casamassima se sei povero ti tirano le pietre.

E’ da anni che le forze politiche tutte, comprese le associazioni di volontariato no profit che operano nel paesello, tacciono incomprensibilmente sulle scelte politiche che le varie amministrazioni che si rincorrono sul Palazzo di Città mettono in campo ogni anno.

Ci riferiamo in particolar modo alla scelta politica reiterata anche dall’amministrazione Nitti in virtù della Delibera di Giunta n. 52 del 3/06/2020.

Per i servizi a domanda individuale esercizio 2020. Determinazione tariffe e percentuali di copertura, si continua ad osservare e seguire un canovaccio che è apparso sin dal primo momento non solo indecifrabile ma innegabilmente ingiusto.

La Giunta comunale, presieduta dal sindaco Giuseppe Nitti e composta dagli assessori Annamaria Latrofa, Azzurra Acciani, Michele Loiudice, Maria Montanaro e Gino Petroni, ravvisata la necessità di dover predisporre gli atti di programmazione e gestione per il bilancio di previsione esercizio 2020 con particolare riferimento ai servizi a domanda individuale (1. Mensa ad uso scolastico; 2. Mensa anziani; 3. Trasporto scolastico; 4. Colonia estiva minori; 5. Soggiorno climatico anziani; 6. Palestre Scolastiche), determina le tariffe cui i cittadini dovranno attenersi per richiedere il servizio.

E come sempre saltano agli occhi delle ingiuste incongruenze a cui, purtroppo, da anni, nessuno cerca di porre rimedio.

Il costo dei singoli buoni pasto che i genitori dovranno sborsare per permettere ai figli di accedere al servizio sono così suddivisi:

  • 1,65 PER SINGOLO BUONO PASTO per dichiarazione ISEE da 0 a € 6.000,00

  • 2,10 PER SINGOLO BUONO PASTO per dichiarazione ISEE da 6.001,00 a € 12.000,00

  • 2,60 PER SINGOLO BUONO PASTO per dichiarazione ISEE da 12.001,00 a € 21.000,00

  • 3,80 PER SINGOLO BUONO PASTO per dichiarazione ISEE oltre € 21.001,00

Quello che salta immediatamente agli occhi è la scelta, anche per Nitti, ma come abbiamo sottolineato non solo per lui visti i precedenti, di mettere in rapporto (guardate la prima fascia), un ISEE uguale a zero con un ISEE pari a € 6.000.

Quale sia il rapporto matematico e/o proporzionale che collega lo zero con qualsiasi altro valore, lo chiederemo non solo agli illustri matematici ma anche agli emeriti giuristi e costituzionalisti presenti non solo in giunta, ma anche a quelli che occupano le seggiole del consiglio comunale.

Se proporzionalità dovrebbe essere seguita per stabilire il costo di un servizio, questa non può prescindere dalla determinazione del reddito familiare. E se alla base decidiamo di utilizzare lo strumento dell’ISEE per stabilirlo, quale il criterio di sancire per “legge comunale” che chi possiede 0 (zero) deve pagare il buono pasto € 1,65 come quello che possiede 1 oppure 6.000?

Questa abnorme stortura non solo della morale, del diritto e dei principi costituzionali, cozza ancora di più in questo momento di emergenza economica in cui molti sono stati stritolati. Da una parte si procede a solidarizzare con le famiglie in difficoltà con i pacchi doni degli aiuti alimentari seguiti dai buoni pasto alimentari e dall’altro, scordandosi colpevolmente di quanto si sia stati bravi a concedere l’aiuto, si chiede al genitore in difficoltà che non sa neanche cosa sia un reddito, di pagare per il proprio figlio il buono pasto per la mensa. Penso che il far di conto sia una prerogativa che tutti, ma proprio tutti posseggono, ed allora perché chi ha o dichiara zero non può usufruire del servizio in forma completamente gratuita?

Molti comuni lo fanno, ma l’amministrazione del paesello no. Perché?

E come se, spente le telecamere del TG3 e le dirette strappalacrime in cui si mettevano in risalto le doti umanitarie di questo o di quello, tutto d’improvviso sia scomparso.

Certo, sarebbe difficilissimo (?) suddividere proporzionalmente la spesa necessaria per assicurare il servizio fra i richiedenti lo stesso escludendo a priori quelli che zero riportano sui certificati, ma sarebbe di gran lunga più equo e più giusto.

Ma la giustizia non è di questo mondo e neanche di questa amministrazione, si sa.

E se poi volessimo applicare, richiedendolo, lo stesso criterio di proporzionalità, escludendo gli zero, anche per le bambine e i bambini attratti dalla colonia estiva o dalle attività ludico ricreative, saremmo tacciati da questa giunta comunale a cui riesce bene solo il copia ed incolla di delibere dannose e qualunquiste, di essere pericolosi bolscevichi figli di Marx?

A proposito, dopo i campi estivi e le attività ludico ricreative, saranno stati tutti risolti i problemi per le scuole aperte a settembre cui quei buoni pasto sono destinati?

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