Loading

A.D. 2020 – Il virus che cambiò il mondo. (prima parte)

Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto. (Italo Calvino)

La notte è fonda.

Assediati tra le dirette a reti unificate di Conte nella notte buia, i decreti, le ordinanze, le mascherine e i video consigli sui social da parte di cani e porci, per tentare di evadere dalla reclusione nelle mura amiche di casa non ci resta che la fantasia. Ed illudendoci che tutto finirà presto e bene (?), non pensando alle restrizioni future che saranno peggiori di quelle che stiamo vivendo, viste le industrie chiuse e lo smart working terminato e le lezioni online che senza un pc diventano erdue, avendo più tempo a disposizione ci si dedica a nuovi hobby, inventandoseli.

Chi di noi leggendo quel libro coinvolgente o guardandosi tutte le cinque stagioni di quel fantasy spettacolare, non ha mai avuto voglia di scriversi lui, immaginandosela, una serie televisiva che possa spaccare come la Casa di Carta, Il Trono di Spade oppure Beautiful?

Ma quale il filo conduttore? In un primo momento avrei voluto sfruttare una delle tante teorie sovraniste, xenofobe e razziste che considererebbero i barconi carichi di africani smaniosi di sopprimere l’occidente europeo, e forse non solo, in favore di quelle sudiste del mondo. Ma visto che di barconi e di immigrati non si parla più e che la sostituzione etnica non è più all’ordine del giorno, dovrò necessariamente cambiare tema.

Ed osservando quanto avviene intorno a noi, non sarebbe neanche tanto difficile scrivere l’idea di base da cui poi trarre una sceneggiatura degna degli Emmy Awards.

E per rimanere in tema, perché quello che immaginiamo dovrà anche essere credibile, altrimenti una fesseria di storia scriveremmo, potremmo prendere spunto dalla realtà vera.

Io l’idea per una nuova fiction la immagino così.

Ogni riferimento a persone esistenti o a fatti realmente accaduti è puramente casuale

A.D. 2020 – Il virus che cambiò il mondo.

Ammettiamo per assurdo che da anni gli Stati Uniti d’America, specialmente ora che hanno Donald Trump alla loro guida, per tentare di continuare ad essere il faro economico del mondo intero, decidano di colpo, all’improvviso, prima con la lotta dei dazi, poi con l’ostilità verso produttori di cellulari all’avanguardia, di dichiarare guerra ad un altra economia che si affaccia prepotentemente all’orizzonte nelle borse mondiali rappresentata dalla Cina.

Come premessa ci sembra molto credibile questa idea per scrivere una nuova serie di successo: vi pare?

Una guerra USA vs Cina.

Considerando che le guerre ormai non si fanno più per salvare la principessa dalla torre in cui l’orco l’ha rinchiusa, ma per avere facile accesso ai pozzi petroliferi e alle materie prime così da piegare le altre economie (e i popoli) alla propria, per arricchirsi sempre più mentre tutti gli altri impoveriscono, il conflitto (ipotetico?) è sempre dietro l’angolo.

Torniamo all’idea di base senza divagare.

Gli USA dichiarano guerra alla Cina.

Ma visto che i cinesi sono tanti, anzi tantissimi, e dichiarare una guerra convenzionale sarebbe troppo rischioso e praticamente impossibile (cosa penserebbero tutti gli altri se qualcuno borbandasse impunemente Pechino?), si studiano, sempre nella nostra ipotetica idea per una nuova fiction, sistemi più completi ed efficaci. Risolutori, direi.

Che cosa pensate dell’idea di sterminare milioni di persone, non più con i forni crematori che oramai sono un sistema vecchio e troppo dispendioso, ma magari attraverso la manipolazione di qualche virus?

Ma non un virus qualsiasi: un virus che deve ricordare una malattia a noi molto familiare. Un’influenza, per esempio. Si un’influenza, magari forte, che possa tramutarsi presto in una polmonite. Decine, centinaia, migliaia, magari milioni di polmoniti fulminanti che facciano morire un gran numero di persone.

Si, l’idea della polmonite fulminante mi piace assai.

E poi di esempi che il mondo presto o tardi sarà colpito da un virus non è nuova. Ci sono tanti film di nicchia, divenuti oggi di successo, che proprio sul virus assassino hanno decretato la loro fortuna ai botteghini. Un esempio per tutti Contagion di Steven Soderbergh. Il film racconta di un virus nato in Cina, tra uno strano miscuglio fra un pipistrello e un maiale.

Che idea meravigliosa mi è venuta. Vi pare?

A questo punto potremmo immaginare i servizi sanitari mondiali in balia degli eventi dove prevale il panico, l’isteria collettiva e le immancabili mascherine.

Fenomenale. Si, possiamo continuare con la nostra idea per una serie di successo. Cacchio, diventiamo tutti ricchi.

Arrivati a questo punto abbiamo il nostro nuovissimo virus manipolato in un segretassimo laboratorio che possiamo liberamente utilizzare contro il popolo di Xi Jinping che finalmente piegheremo al volere di Zio Sam.

Ma come liberarlo?

Potremmo approfittare, sempre nella finzione cinematografica, dei Giochi Militari Mondiali che si tengono ogni 4 anni. Potremmo far partecipare a quelli che si tengono a fine ottobre 2019, proprio a Wuhan, una squadra di “falsi” soldati americani che in realtà non sono altro che agenti di bio-guerra.

Wuhan, al centro della Cina e cuore pulsante delle industrie e delle fabbriche e della tecnologia motore dell’intera economia cinese ci sembra il luogo giusto dove ambientare la nostra fiction di successo. Oltre 11 milioni di abitanti.

Fra i “falsi militari” una squadra super tecnologica di soldati bio chimici che dopo una miriade di giochi che neanche una medaglia di bronzo ha regalato, e che alloggiano proprio vicino al mercato all’ingrosso di Wuhan, aprono la fiala che contiene il virus ed il gioco è fatto.

Nessuno sa che il virus, respirato, sta entrando nei polmoni di quelli che diventeranno, loro malgrado, le decine, forse centinaia o migliaia di vettori del contagio. E visto che il contagio avviene attraverso le goccioline infinitesimale di saliva che liberiamo durante il respiro o mentre parliamo e che, depositate sul corrimano del bus o sulla maniglia della porta dell’ufficio o sulla pulsantiera dell’ascensore possono essere trasmesse alla bocca attraverso le mani che le hanno toccate, e quindi essere ingerite, l’epidemia è assicurata.

I giochi finiscono, gli americani gli facciamo arrivare al 35° posto dietro Iran, Finlandia e Slovenia, non scattiamo foto della squadra “militare” americana, non lasciamo filmati da far girare sul web e li facciamo tornare a casa in tutta tranquillità.

Nella suspance la mancanza di prove certe fa sempre il suo effetto.

Ipotizziamo che a dicembre, dopo il normale periodo di incubazione, perché il nostro virus come tutti gli altri un periodo di incubazione ha, e un po’ prima del Capodanno cinese che attira nelle strade centinaia di migliaia di persone, i primi casi sospetti di influenza vengono scoperti in Cina.

A questo punto ci spostiamo sui medici e sugli ospedali della Cina impegnati a risolvere l’arcano. Ma cosa sta infettando ed uccidendo la nostra gente?, si chiedono tutti i cinesi con gli occhi a mandorla. Provetta dopo provetta, analisi dopo analisi si arriva alla scoperta: è un nuovo virus che ci sta uccidendo, facciamo dichiarare dal medico cinese co-protagonista (che poi faremo morire), che aggiunge: lo chiameremo Covid-19.

Ed oramai siamo arrivati al nuovo anno, bisestile per giunta.

Nel frattempo le cineprese attraverso carrellate mozzafiato e con musiche da patos in sottofondo, inquadrano strade deserte, mascherine, militari che costringono tutti a casa e i morti. Per rendere tutto più credibile, vista l’efficienza cinese potremmo anche immaginare di fargli costruire un intero ospedale da mille posti in soli 10 giorni.

Credete voi che gli spettatori ci possano credere?

Ma si, è credibile.

Ed ora arriviamo al clou della serie.

Considerato che gli americani, nei film, nelle serie tv e nelle fiction sono sempre quelli buoni mentre gli altri sono sempre brutti, sporchi e cattivi, potremmo inventarci che illustri studiosi americani indichino proprio i laboratori cinesi artefici di questo virus, che scappato al controllo ora proprio loro sta colpendo.

Bellissimo. Idea deliziosa.

Facciamo diventare a questo punto della serie tv i carnefici vittime e le vittime carnefici.

Mi chiedo chi prima di me ha avuto mai un’idea simile?

Però, mi raccomando, mi fido di voi,non copiatemela, l’idea.

Abbiamo costruito il nostro virus, lo abbiamo liberato e lui per noi sta uccidendo il nemico; ora come facciamo proseguire la storia?

(1-continua)

Commenti

commenti

Leave a Reply