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A Nitti non bastava il caso dell’assessora leghista Montanaro. Anche quello di Gino Petroni dovremo aggiungere?

A Casamassima vengono al pettine i nodi della grande confusione all’interno della coalizione di governo cittadino che, sotto le mentite spoglie del civismo casereccio, con il passare dei giorni porta alla luce quello che in campagna elettorale, i palloncini blu innalzati al cielo, non sono riusciti a mascherare.

E così dopo il caso eclatante della Maria Santa Montanaro, leghista e salviniana nell’anima ma creduta civica all’esterno di cui abbiamo dato conto più volte (clicca qui per rileggere), si aggiunge anche il caso di Gino Petroni, anch’egli assessore e finanche vice sindaco nominato dal civico di Italia in Comune Giuseppe Nitti.

Il vice sindaco Petroni, candidato in CivicaMente al cui nome fu sapientemente aggiunto quel NOI per identificarne l’appartenenza politica quale componente attivo di quel NOI con l’Italia di Raffaele Fitto e Davide Bellomo, a breve potrebbe anche lui, uscire allo scoperto e scombinare i piani già fin troppo precari della maggioranza di governo cittadino.

In fin dei conti già dalla notte del ballottaggio vinto da Giuseppe Nitti, lo stesso Davide Bellomo accorse a Casamassima per festeggiare l’evento e lasciare la foto ricordo con le congratulazioni di rito come testimonia questo scatto dello stesso Bellomo.

Ma secondo un comunicato stampa pubblicato da Raffaele Fitto lo scorso 20 ottobre, sarebbero in corso trattative per raggiungere un’intesa politico elettorale con Fratelli d’Italia della Giorgia Meloni, per contrastare lo strapotere della Lega di Salvini in vista delle Europee del 2019 avendo nel mirino e sullo sfondo anche le Regionali in Puglia.

(Il comunicato stampa di Raffaele Fitto pubblicato su facebook)

Se tutto ciò dovesse avverarsi e prendere corpo lo scenario per Casamassima sarebbe veramente grottesco. Alla Montanaro, della Lega, si potrebbe contrapporre Gino Petroni che sceglierebbe di “combatterla” elettoralmente, ed il tutto all’ombra del Palazzo di Città con la “complicità” politica dello stesso Nitti se non dovesse porre rimedio in tempo. Considerando poi che Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale siede all’opposizione, cosa accadrebbe con i vertici locali meloniani  rappresentati in massima misura da Franco Pignataro?

E se considerassimo anche le recenti passate alleanze sempre di Noi con l’Italia cui aderisce Gino Petroni con quell’UDC che ci porta alla memoria Mimmo Birardi, Monica Portaccio e Giacomo Nanna, quale lo scenario?

Una domanda sorge spontanea: ma il civismo di Italia in Comune, di cui Giuseppe Nitti si fregia di appartenere, che con il passare del tempo ci accorgiamo  non capace di delineare una linea poltica coerente e che ospita al suo interno realtà politiche che solo in prossimità delle elezioni si dichiarano indipendenti dai partiti, ma che una volta raggiunto lo scopo, tornano a cibarsi dei simboli che li hanno visti nascere e militare, vedi Montanaro e Petroni, che tipo di contenitore politico è?

Quale la logica in questa follia?

 

 

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