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Amara avventura per i bambini di una scuola di Casamassima.

Avevano preparato quell’uscita da giorni, le bambine ed i bambini che frequentano una scuola di Casamassima. Era una occasione fin troppo ghiotta che sta girando in lungo e in largo l’intera Italia, per non essere ammirata.

E dopo quelle spiegazioni e quegli approfondimenti in classe arriva finalmente il giorno in cui tutti, muniti del solito zainetto in spalla con all’interno del quale non poteva mancare la deliziosa merendina da consumarsi a metà mattinata, si danno appuntamento al pullman che di lì a poco li avrebbe finalmente portati a destinazione. L’euforia è al massimo e l’adrenalina, complice quella giornata di scuola da trascorrere al di fuori dell’aula, come un toccasana improvviso, fa si che le assenze siano ridotte all’osso.

E dopo i saluti ed i baci dei genitori che sembravano salutare i propri figli che pareva per una missione impossibile erano diretti, il pullman accende i motori e parte alla volta dell’avventura.

Ed avventura, brutta ed amara, diventa.

Percorsi qualche centinaio di metri mentre i bambini sono indaffarati a guardare il paesello dai finestrini, un fumo nero ed acre proveniente dal retro del mezzo, li invade.

I pianti, alcuni dei quali disperati, prendono presto il posto dei sorrisi, della spensieratezza e della gioia. Le maestre accompagnatrici a gran voce chiedono che il mezzo sia arrestato immediatamente e che le porte siano aperte.

Ma le porte non si aprono.

Immaginiamo solo il terrore e l’angoscia su quei volti.

Pian piano la normalità torna a prevalere. I bambini vengono tranquillizzati ed il pullman riesce, nonostante tutto, a tornare a scuola. Il peggio è passato.

Le bambine ed i bambini prendono posto in un nuovo pullman che finalmente, senza più drammi, li conduce alla meta.

Ci chiediamo, cosa sarebbe potuto succedere se invece di qualche centinaio di metri quel pullman avesse raggiunto la Statale 100: dove avrebbe fatto scendere quelle bambine e quei bambini?

Nel mezzo di una strada grandemente trafficata?

Per fortuna tutto si è risolto nel migliore dei modi, ma ci chiediamo: chi avrebbe dovuto vigilare per la Scuola sull’integrità di quelle bambine e di quei bambini? Chi avrebbe dovuto controllare su quel servizio di appalto dato a quella società di trasporti? Chi avrebbe avuto il compito di verificare anno di immatricolazione del mezzo, chilometri percorsi, assicurazioni, certificazioni di idoneità degli autisti, certificazioni di manutenzione dei mezzi?

Eppure di Norme stringenti ve ne sono.

Sono state rispettate le disposizioni del Decreto Interministeriale n. 129 del 28 agosto 2018 (Regolamento recante istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 1, comma 143, della legge 13 luglio 2015, n. 107)?

Ed il Codice degli Appalti n. 50 del 2016 aggiornato al 2017, ove servisse, è stato applicato?

Il 20 dicembre scorso, nella vicina Turi, grazie solo all’intervento della Polizia Stradale, si è scoperto che un pullman utilizzato per una gita scolastica non era assicurato e che i documenti dell’autista non erano in regola. (clicca qui per leggere).

 

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