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Anche Casamassima fa i conti con la democrazia sospesa.

Colui il quale non vuole adeguarsi, senza battere ciglio, al potere unico mainstream dell’”informazione imposta come l’unica possibile, che il triumvirato, accarezzando e servendosi di un manipolo di utili idioti, sforna giorno dopo giorno servendosi della tela come fece Penelope, o è un heater oppure un incosciente oppositore disturbatore che non può permettersi di imbarazzare l’ordine costituito.

Si scioglierà la neve prima o poi.

Anche la democrazia è in lockdown e quanto si registra al paesello a sud est la grande metropoli ne è dimostrazione plastica.

Di atti, scritti e verbali, di decisioni, di comportamenti incoerenti in questo periodo di arresti domiciliari senza alcuna accusa, il vaso è colmo. Ma chi sarà a denunciare quanto avviene all’intera collettività addormentata, anestetizzata e intorpidita dall’imbonitore del momento?

Si scioglierà la neve prima o poi.

E così sembra ci si sia assuefatti alle notizie fatte circolare ad hoc senza che nessuno più abbia il coraggio di verificarle.

La politica tutta, completamente assente se non addirittura complice e connivente con la tendenza dominante, mentre consuma le poche risorse rimastele in corpo per condividere, spiegare, portare prove a sostegno ora sul MES, ora su James Conte Bond ed ora sul Cazzaro Verde e la sua degna Fratella d’Italia, tace in una incomprensibile pace su quanto ogni giorno avviene sotto i propri occhi che anche dalla finestra, se proprio non si volesse uscire per andare dal pizzicagnolo, si potrebbe tranquillamente osservare.

Ma niente li smuove, niente li spinge neanche a commentare quello che è divenuto oramai in-commentabile ma che si affannano a stigmatizzare tenendosi a debita distanza lontano dai riflettori per paura di essere visti o ascoltati. Riunioni di capigruppo su Skype di una lunghezza inconfessabile, ma da non rendere assolutamente pubbliche neanche attraverso la pubblicazione di eventuali verbali redatti, sanciscono la condivisione di interventi e di decisioni di cui il popolo sovrano avrà notizia attraverso quella delibera di giunta o quella determina di prossima pubblicazione se il sito istituzionale si troverà funzionante.

Si scioglierà la neve prima o poi.

E nella considerazione generale che fra tutti questi colpevoli non c’è nessun colpevole, non resta che esternare le angosce, i dubbi e perplessità sui social sempre che una mano furtiva non cancelli quello che sarebbe meglio non circolasse.

Di consigli comunali, come si fa con il virus in agguato?, neanche a parlarne e così i cittadini, impegnati a preparare la focaccia o il panzerotto o la tortilla con la farina introvabile e con il lievito fatto in casa, aspettano la diretta ora di questo ora di quello che li tiri un po su il morale e che gli sussurri all’orecchio che bisogna restare a casa, che in fin dei conti le code le sappiamo fare bene e che se tutti si andassero a comprare le buste per la monnezza che sono anche quelle introvabili, non sarebbe male.

La politica ascolta, legge e scrive sulle chat privatissime che diventando le nuove segrete stanze in cui si può alzare la voce lasciando i rappresentati (noi) all’oscuro di tutto tra gli interrogativi quotidiani che l’uomo solo al comando saprà dissipare innescando però altre domande che non avranno mai risposta e che serviranno da detonatore alla protesta silenziosa e senza attributi di cui la politica (nostrana) è madre.

Eppure un bel consiglio comunale in questo momento andrebbe proprio bene: sarebbe interessante sapere non solo cosa farebbe e direbbe la fantomatica minoranza in questo particolare momento ma anche la fantomatica maggioranza sino a che punto si spingerebbe per giustificare e/o elogiare i suoi uomini e le sue donne chiusi nella stanza dei bottoni.

Sarebbe bello se il consiglio comunale fosse equiparato al mercato settimanale del sabato che fra recinti e “cecchini” pronti a redarguire l’indisciplinato in fila mai si è interrotto.

Ma si sa: la democrazia al tempo del coronavirus non si mangia.

Si scioglierà la neve prima o poi.

Non ci resta che guardare La signora gioca bene a scopa? con C. Giuffrè e E. Fenech, una commedia da oscar del 1974.

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