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Ancora le scuole e poi le tasse. Storia banale di un Consiglio Comunale.

Chi mente una volta, spesso deve abituarsi alla menzogna; perché ci vogliono sette menzogne per occultarne una.
(Friedrich Rückert)

Quanta la tristezza dipinta sul volto del giovane consigliere Giuseppe Nitti che sembra improvvisamente invecchiato di oltre un decennio da quando è rientrato in maggioranza.

Povero Giuseppe.

Lo immaginiamo quando, nei momenti di sconforto che sempre più spesso lo assaliranno in questo ultimo periodo, di fronte ad uno specchio, ricordare con rammarico quando riusciva con quell’j’accuse ad infiammare i suoi sostenitori che a frotte masterizzavano quel monologo che portava un’aria nuova in quell’aula così triste ed a volte angusta. Il suo pollice all’ingiù come un novello nuovo imperatore a decretare quello che sino a qualche mese fa era il male da sopprimere, oggi, senza remissione dal peccato, abiurare quelle promesse così falsamente credute definitive.

Povero Giuseppe.

Ed è così che il Consiglio Comunale del 29 marzo scorso ha regalato alla platea non pochi colpi di scena.

Partenza scoppiettante che vede protagonisti da una parte la consigliera Stefania Verna e dall’altra il neo assessore Vitangelo Ardito. La Verna nelle comunicazioni, rivolgendosi all’assessore, gli chiede come mai lo stesso abbia dichiarato durante il Consiglio del 24 marzo che l’integrazione ad un progetto inerente la Scuola Rodari era stato consegnato alla Città Metropolitana, senza però, che la consegna di tale progetto risultasse all’ufficio protocollo in quanto, dopo regolare accesso agli atti, non vi era traccia di tale consegna. E’ sembrata stizzita la risposta dell’assessore il quale a sua difesa comunicava che il giorno 24, dopo aver regolarmente incaricato una persona non meglio identificata di portare fisicamente questo progetto alla Città Metropolitana, gli stessi uffici dell’Ente Metropolitano non abbiano preso in considerazione la consegna, rifiutandola, perché mancava la firma e quindi la presa visione e quindi l’avvallo dell’ing. Domenico Colapietro.

L’ing. Danny Colapietro garante nei confronti della Città Metropolitana su quanto concerne la progettazione sulle scuole a Casamassima? Ma il Comune di Casamassima ha incaricato tramite conferimento ufficiale la nomina di Colapietro come garante nei confronti della Città Metropolitana in riferimento alla progettazione e quindi ai lavori sulla scuola Rodari? Non convince la risposta dell’assessore Ardito, come non convince il fatto che un assessore perda le staffe nei confronti di un rappresentante i cittadini, affermando che il suo compito non sia anche quello di verificare che la consegna di documentazioni fra Enti Pubblici sia regolarmente avvenuta tramite consegna e ricezione documentate e regolarmente protocollate.
Anche il sindaco, a tal proposito nulla dichiara.

Ma perché alla partecipazione ai tavoli iter istituzionali, come li ha definiti il sindaco Cessa nell’ultimo Consiglio, non si dichiara anche la presenza dell’ing. Colapietro, che senza le richieste di chiarimento da parte della Verna, non sarebbero, probabilmente, mai state comunicate?

Quale il mistero di tale omissione?

Comunque, sembra ancora difficile poter credere che la Scuola Rodari e la Scuola Collodi possano essere regolarmente aperte per l’inizio dell’anno scolastico prossimo. Continua a germogliare l’ipotesi che il piano B non sia sufficiente. Quello C ci vorrà.

La maggioranza, risicata sino all’osso, non riesce, nel frattempo a votare un semplice cambiamento di ordine del giorno in quanto anche l’assenza momentanea di un consigliere di maggioranza fa decadere il numero legale che la minoranza sfrutta a suo vantaggio abbandonando l’aula ed interrompendo di fatto il Consiglio.

Seconda parte.

Il Primo Cittadino, convinto com’è che i benefici della differenziata saranno a tutto vantaggio economico dei cittadini, sin da subito, come afferma con enfasi, introduce l’argomento principe del Consiglio Comunale: la monnezza e i suoi derivati, comprese le tasse.

Ma una precisazione la fa, il sindaco: quest’anno Casamassima pagherà di più. Per la spazzatura differenziata. Per un costo del servizio passato da 2 milioni e 800 mila euro ad 3 milioni e 800 mila euro è inevitabile.

Data la mia incommensurabile ignoranza avrei voluto che per esempio la consigliera Nero, oppure il Guerra o la stessa Presidente del Consiglio, passando per il Rella, mi avessero potuto spiegare come fossi un bambinello di 6 anni perché avrebbero votato da li a poco favorevolmente l’aumento della tassa sui rifiuti, ma simile soddisfazione non ho avuto: maggioranza batte la minoranza 9 ad 8, che approva il PEF (Piano Economico Finanziario) in cui si decide l’aumento delle tariffe sulla monnezza, seppur differenziata.

E poi sul famoso emendamento presentato dalla Borracci e portato in Commissione la stessa mattina del Consiglio Comunale, in cui si chiedeva una riduzione di tariffazione TARI per le cosiddette case sparse, facciamo nostre le considerazioni del consigliere Nitti, che vi invitiamo a sentire, che insieme a tutta la minoranza, vota non favorevolmente per la sua approvazione. Non può essere motivo di riduzione il non ritiro dei rifiuti giornalmente, in quanto tale riduzione dovrebbe essere riconosciuta nei confronti di tutti i cittadini, che nonostante vivano anche nel centro del paesello, conferiscono i bidoncini non giornalmente, ma solo quando gli stessi risultano nella loro capacità massima.

Come peraltro dovrebbe essere fatto.

Minoranza + Nitti batte maggioranza per 9 ad 8.

Eccola la maggioranza traballante. Un voto da una parte anziché dall’altra la fa ondeggiare pericolosamente.

Sempre sul filo del precipizio è quella seggiola che accoglie fra i suoi braccioli il Sindaco.

E poi con il solit risultato di 9 ad 8, la maggioranza si approva in solitudine il Regolamento comunale sui rifiuti, la I.U.C. TARI, la TASI, l’I.M.U., l’imposta comunale sulle pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni e la tassa sull’occupazione del suolo pubblico.

Post scriptum

A quel consigliere che apprezza gli assessori perché impavidi rimangono seduti per tutta la durata del Consiglio, vorrei solo sommessamente far notare che la stessa premura non dimostrano durante le sedute di Giunta.

Qualcuno di loro risulta assente ……… ed anche più di una volta.

 

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