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Ancora niente, ma il Parco non c’è più.

L’estate sta finendo, canterebbero i Righeira e del Centro Parrocchiale neanche l’ombra.

Dopo che in fretta e furia si è deciso di far sloggiare da quello spiazzo di fronte alla Collodi, anch’essa in abbandono, il Parco Giochi della zona 167, dopo l’aratura forzosa di quegli spazi dove sorgevano quei campetti da giochi e dopo l’apposizione di quel cartello che recitava: Proprietà della Parrocchia S. Maria delle Grazie – Vietato l’ingresso ai non autorizzati, anche la recinzione che delimitava il Parco, da oltre un mese, è sparita.

L’abbandono, il degrado che il tempo favorisce e quegli alberi che cominciano ad ingiallirsi senza una goccia d’acqua sotto il sole cocente,  fanno da contorno a quello spazio destinato ai bambini che lì trovavano un momento di svago, di gioco e di socializzazione.

Sembrava che i lavori che avrebbero interessato l’area in questione, destinati alla costruzione di una nuova chiesa e del nuovo centro parrocchiale, di cui mai si sono visti i progetti definitivi, sarebbero iniziati presto. Ma ad oggi nulla.

Sono trascorsi inutilmente già cinque mesi.

Forse più.

Nessuna tabella che indichi quando i lavori dovrebbero iniziare, nessuna comparsa di autorizzazioni per eseguire i lavori: nessuna data e nessuna informazione.

Mancano i soldi?

Mancano le autorizzazioni?

Mancano i progetti definitivi?

Ma chi ha optato per lo “sfratto”, possibile lo abbia deciso senza le coperture finanziarie e senza le autorizzazioni necessarie? Come se i mille misteri che circondano il paesello a sud est non bastassero.

Non pensiamo che tutti quei bambini che popolavano quel Parco abbiano avuto la possibilità di andare in vacanza, al mare, oppure in montagna, ed allora perché privarli anzitempo almeno del gioco dietro una palla che rotola o su quelle giostrine che arredavano quell’area?

Che ci sia bisogno di spazi verdi da destinarsi ai piccoli in questo paesello è indubbio, ed allora perché ostacolarli in ogni modo?

Grande clamore suscitò il fatto che siccome si trattava di un terreno privato, fosse il privato a deciderne la destinazione. Ma qui il privato era una chiesa. Possibile che una chiesa possa sfrattare i bambini senza che immediatamente si inizino i lavori previsti?

Possibile che nessuno sia in grado di trovare soluzioni alternative?

A Casamassima di aree abbandonate in balia di pantegane e affini se ne contano molte, ed allora, perché mai non si decide di affidarle a volontari che possano valorizzarle e renderle fruibili per la collettività?

Affidare un’area sembra sia la cosa più semplice che si possa fare, vedi quella di via Taranto destinata a sgambatoio per cani, ed allora perché mai non destinare, per esempio quella che insiste su via Sammichele, abbandonata da anni, ad un parco per i più piccoli?

Le giostrine messe su all’interno della cosiddetta Villa di via Acquaviva, dopo un inizio promettente, cominciano ad essere poco sicure (qualche giorno fa un albero si è abbattuto su una panchina) ed insufficienti per una popolazione di 20 mila abitanti, ed allora perché mai nessuno si è adoperato per destinare altri spazi a questo scopo?

Inascoltati gli appelli rivolti all’ex sindaco.

Commissario, che fa, ci pensa Lei?

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