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Ancora sulla Scuola. Ricapitoliamo.

La Dirigente Brucoli, invitando il sindaco Cessa a rivedere quella Delibera di Giunta di fine novembre in cui “spinge” verso la costituzione di Istituti Comprensivi a Casamassima, osteggiati senza tregua anche da Cessa, ma quando a proporli era Birardi, rammenta a tutti che anche per l’anno scolastico prossimo ci saranno problemi in quanto non sembra “possibile” che la Collodi e la Rodari possano rientrare nella disponibilità della Scuola visto lo stato dei lavori. Non sappiamo se anche questioni tecnico giuridiche possano comprometterne o ritardarne la riconsegna. Sembra anche che le iscrizioni possibili, come se non bastassero già le richieste di nulla osta in uscita, potrebbero subire un calo consistente.

Alla riunione presso la Città Metropolitana di ieri, la politica, quella che dovrebbe rappresentare la ex Provincia, sia risultata assente facendo diventare l’incontro un preludio a quello che nel pomeriggio, in quelle commissioni riunite ed allargate, si ripete senza costrutto da tempo.
Secondo il Cessa sindaco, la Città Metropolitana, chiamata a risolvere la “questione Collodi”, ma che al tavolo non si presenta forse per attriti interni nello stesso PD determinante nella ex provincia che male continuerebbe a vedere il Cessa ed il PD nostrano, con quella concessione a titolo oneroso del piano terra al Majorana, dovrebbe essere anche responsabile di risolvere la “questione Rodari” attraverso l’acquisizione momentanea di ulteriori aule del Majorana.
Due sarebbero disponibili presso la media.

Nelle commissioni congiunte, poi, il sindaco, oltre ripetere stancamente la solita manfrina inframmezzate dalle notizie già ampiamente note da tempo, ammette finalmente, almeno così raccontano le cronache, che se moduli abitativi devono essere, questi non possono che partire dal 2017, presumibilmente da settembre 2017, quando si prevede parta l’anno scolastico 2017-18.
Completa la doppia giornata quella lettera indirizzata al Prefetto, in cui il Cessa sindaco richiede un tavolo tecnico allo scopo di affrontare e risolvere le problematiche in atto. Senza che, è bene ricordarlo, né la Città Metropolitana, né la Prefettura, non hanno ne rivestono ruoli specifici nella gestione dell’istruzione all’interno dei comuni, visto che dalla scuola dall’infanzia a quella media, passando per la primaria, il solo deputato responsabile è il Comune, quindi Cessa e la sua amministrazione.

Due le novità di rilievo:
la prima riguarda la dirigente Brucoli che finalmente, messa di fronte alla evidenze delle cose, rende pubbliche le sue preoccupazioni circa non solo l’anno scolastico in corso, ma anche per quello a venire, che sembra compromesso. Oggi ci accorgiamo tutti anche del monte ore necessario che studenti ed insegnanti devono rispettare al fine di scongiurare, non solo un ridimensionamento del corpo docente, ma anche la validità dell’anno scolastico per i piccoli studenti.
La seconda il fallimento in toto della programmazione di Cessa e dei suoi adepti circa la fine certa dei lavori che stanno interessando le due scuole ed il riconoscimento che una soluzione, quella dei moduli abitativi scolastici prefabbricati, “volere o nolere”, a settembre 2017 sarà essenziale se non vogliamo ricadere negli stessi errori che stiamo vivendo in questi giorni.

I genitori e la loro azione, certo boicottata da più parti e con sempre qualcuno che ha cercato e cerca di ostacolarne il prosieguo , non sembra più incisiva come lo è stato all’inizio e non vorremmo che la rassegnazione abbia preso il posto di quella sana e positiva dimostrazione di cittadinanza attiva.
I moduli, diventati quasi determinanti da settembre 2017, ad oggi, considerato i turni serali sia all’infanzia che alla primaria siano drammaticamente inconcepibili, non sembrano raccogliere quel necessario consenso risolutore.
«Fate vobis», direbbe Totò.

 

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