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Se Antonello Caravella non è meglio di Maradona, di Giggino Di Maio certamente si.

Finalmente sono stati pubblicati i risultati delle parlamentarie, la consultazione online del Movimento 5 Stelle per scegliere quelli che avrebbero potuto concorrere al gioco a premi per occupare un posto alla Camera o al Senato.

Tralasciando l’#annullatetutto, lanciato dagli attivisti il movimento solo poche ore l’inizio delle consultazioni in rete, viste le palesi irregolarità da loro stessi certificate, la Casaleggio associati, proprietaria dell’Associazione Rousseau, che detiene tutti i diritti sul M5S, così come attestato dal Foglio il 31 gennaio scorso, pubblica con settimane di ritardo i risultati di quelle consultazioni.

Non parleremo intorno a questo MoVimento che è riuscito a raccogliere in se tutte le contraddizioni di tutti gli altri che voleva soppiantare con lo slogan Onestà Onestà, ma solo di un risultato che appare, agli occhi dei più, comico.

Luigi Di Maio, divenuto capo politico di questa aggregazione senza né capo né coda, che si candida alla presidenza del consiglio, nel suo collegio, Campania 1, su 2.040 voti certificati da Casaleggio, raccoglie 490 preferenze. Il 24,02%.

Al paesello, Antonello Caravella, candidato nel 2015 a sindaco per lo stesso MoVimento, raccoglie, ma questa volta sono dati reali, su 10.498 votanti in carne ed ossa,  889 preferenze, pari al 9,095% .

Capite bene che la proporzione è abissale e tutta a favore del nostro pentastellato nostrano.

Due sono le possibilità:

o Antonello Caravella è il non plus ultra del MoVimento, ed il paesello ha avuto modo di apprezzarlo in questi anni e Luigi Di Maio nà scartina, oppure il Movimento 5 Stelle è l’ulteriore bluff che segue quello di Berlusconi ed alleati prima, con Renzi ed alleati poi.

E pensare che da noi, in questo paesello sperduto a sud est della grande metropoli, ci son stati semplici candidati consiglieri che in questi anni altro che i 490 clik di Giggino.

Quanta tristezza.

 

 

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