Loading

Aspettando che Nitti, Pastore e Capone facciano il viaggio di ritorno dalla Luna.

Surreali e visionarie le oltre due ore e mezzo che il consiglio comunale di Casamassima del 28 maggio scorso ha dedicato a quella proposta di delibera portata dalla maggioranza all’attenzione di tutti in riferimento all’adeguamento del compenso destinato ai revisori dei conti.

Nel febbraio del 2019 i revisori dei conti facevano pervenire una nota in cui chiedevano che il loro compenso fosse adeguato (in soldoni si procedesse ad aumentarlo). L’amministrazione Nitti, sempre attenta (?) ed oculata (?) quando si parla di danaro pubblico, aspettava un anno e mezzo per portare all’attenzione del consiglio, unico organo deputato a concederlo quell’aumento, il provvedimento che sarebbe costato 15 mila euro in più all’anno. Compenso complessivo che sarebbe passato dagli attuali 47.200 euro ai circa 62.500 euro.

Ma perché, si chiedono le minoranze, proprio ora e proprio in questo periodo emergenziale in cui molti cittadini fanno i conti per aggiungere al pranzo la cena?

E qui, fra le sperticate giustificazioni legali e giuridiche del sindaco Nitti seguito dalle astruse e profonde quanto indecifrabili scusanti dei soliti Franco Pastore e Giuseppe Capone, fra “i lavoratori vanno tutelati” e “l’aiuto non è un obbligo”, ci si incamminava verso una discussione che descrivere surreale ci appare poco.

Ma perché, denunciano GuerraMirizio e Palmieri, ancor prima che il bilancio sia approvato, ancor prima di sapere se i conti sono in ordine oppure no, si decide di dirottare risorse per adeguare il compenso dei revisori? Forse perché, traspare dagli interventi, si vorrebbe diciamo così, un occhio meno aritmetico sull’approvazione del bilancio in fase di preparazione e che per approdare in consiglio ha bisogno del visto favorevole dei revisori dei conti? E per quale ragione l’amministrazione Nitti che non ha destinato un solo centesimo all’emergenza Covid-19 a favore delle fasce più disagiate (tutti gli interventi fatti sono con fondi nazionali n.d.r.), decide così affrettatamente di destinare fondi comunali per aumentare il compenso dei revisori? Quale l’opportunità politica e morale, sottolinea Palmieri, di privare i cittadini di aiuti che potrebbero essere destinati loro, visto anche il grido di allarme lanciato da Antonio Decaro sui 5 miliardi in meno nelle casse dei comuni italiani, per garantire un maggior compenso ai revisori proprio in questa emergenza da cui non siamo ancora usciti?

Come potrebbero giustificare Nitti, Pastore e Capone ai cittadini quel provvedimento se una volta redatto il bilancio dovessero richiedere un aumento indiscriminato delle tasse per far quadrare i conti anche a causa di quell’aumento di compenso ai revisori?

E come nelle migliori delle commedie dell’assurdo cui l’amministrazione Nitti ci ha abituato nel momento in cui si aprono le dichiarazioni di voto, il consigliere Giuseppe Capone chiede una sospensione di 5 minuti.

Al rientro proprio Capone, strenuo difensore di quel provvedimento che lo ha tenuto impegnato a controbattere le tesi di Palmieri, Mirizio e Guerra, dichiara con il candore che riconosciamo negli occhi del bambino che l’ha fatta fuori dal vasino, che la maggioranza ha deciso di ritirare il provvedimento proposto.

Due ore e mezza buttate all’ortica solo per spiegare a questa maggioranza cosa sia l’opportunità politica, la morale e il rispetto delle casse comunali che sono il frutto del lavoro e del sacrificio dei cittadini di questo paesello sempre più a sud est la grande metropoli.

Commenti

commenti

Leave a Reply