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Ballarò 17 Maggio 2016

Delusione e rassegnazione, questi i sentimenti che mi hanno pervaso ieri sera assistendo inerme al tempo che la televisione pubblica nazionale ha voluto dedicare a Casamassima e all’emergenza acqua potabile.
Del dramma che hanno vissuto e che stanno vivendo ancora oggi i casamassimesi, miei compaesani, non ne ho trovato traccia. Come non ho trovato traccia dei rimedi a che simili sciagure non si verifichino più. Acqua, bene essenziale e determinante affinché la vita possa realizzarsi, tutta la vita, non solo quella umana, trattata come un qualsivoglia altro “bene” che potrebbe essere compromesso per imperizia o negligenza. Il fato non esiste. Non può esistere di fronte al bene supremo e inalienabile quale rappresenta l’acqua.
Poche le certezze, tante le angoscianti ricadute che questo accadimento invita a non sottovalutare. Per fortuna la carta stampata in questi giorni ha cercato di sviscerare le cause e i tardivi interventi e per questo il mio plauso a quei giornalisti della Gazzetta che hanno cercato al meglio di assolvere al loro compito di informare, probabilmente oggi “attenzionati” dall’AQP che con quel comunicato stampa “minaccioso” nei confronti della stampa, ne vorrebbe limitarne la libertà.
Non avrebbe dovuto pubblicarlo, quel comunicato stampa.
Ieri la Portincasa ai microfoni di Ballarò ha riconosciuto che dal 4 al 6 maggio, nonostante fosse conclamata la presenza di elementi estranei all’interno dell’acqua potabile nei nostri rubinetti, l’ente da lei rappresentato, nulla ha fatto affinché questa contaminazione non arrivasse nelle nostre case. Come è mai possibile che devono essere i cittadini solerti e attenti ad allertare un ente mastodontico come l’AQP che l’acqua uscita dai rubinetti è maleodorante e probabilmente infetta?

Che una tubatura si rompa e permetta che al suo interno entri “terriccio”, potrebbe anche considerarsi possibile, ma che questo “terriccio” arrivi nel bicchiere d’acqua che il bambino riempie per bere è inammissibile. E’ inconcepibile ed inaccettabile.
Che dell’acqua e sull’acqua si possano continuare a perpetuare quei delitti continuati che la trasmissione di ieri sera ha accennato solo negli interventi, non può e non deve più continuare.
Tutti siamo chiamati a risponderne.
Qualcuno dovrebbe spiegare al sindaco di Casamassima che il danno subito da quell’acqua non è solo un guasto economico per cui ne chiede a gran voce il risarcimento, ma un danno nei confronti dei cittadini che vogliono essere sicuri che quell’acqua fatta viaggiare in quelle tubazioni nel sottosuolo comunale sia sicura e che non ci si ammali per averla bevuta. Qualcuno dovrebbe spiegare all’assessore alla Tutela delle Acque che la riconoscenza che lui nutre nei confronti dei cittadini pazientemente in coda alle autobotti è solo la conferma che il suo di assessorato nulla ha tutelato.
Altro che le acque.
Quello che stiamo vivendo è la dimostrazione plastica che la buona politica non esiste se neanche l’acqua viene tutelata e rispettata come fonte primaria di vita.
Probabilmente ha ragione Corona quando dice che ci stanno rubando l’acqua. Ci stanno rubando la vita, aggiungo io.
Le questioni incontrovertibili che questa vicenda gravissima acqua potabile che si sta cercando in tutti i modi di derubricare ad un banale e normalissimo guasto, mettono in luce quesiti nei confronti dei quali risposte vanno pretese.
1) Non possiamo continuare a pensare che l’AQP non abbia protocolli interni che permettano immediatamente di inibire il flusso di acqua contaminata all’interno delle tubature. Non credo sia impossibile verificare immediatamente se il “prodotto” erogato sia o non compatibile con i parametri di sicurezza.
2) Non è possibile che si continui a verificare la potabilità dell’acqua erogata ogni due mesi, come dichiarato ieri da una responsabile AQP intervistata.
3) Non è concepibile che il sindaco non si sia impegnato nel far svolgere accurati esami paralleli propri dal Comune, quindi per tutti noi, ricevendone gli esiti. Non è credibile un sindaco che di fronte al dramma che si sta ancora verificando, chieda all’AQP esami più puntuali e cadenzati. Investire il controllato anche da controllore è intollerabile. Certo c’è la ASL, ma è il sindaco il responsabile ultimo e supremo sulla salute dei cittadini, quindi perché non fa cenno di tenerci alla salute dei cittadini che amministra?
4) Quali le ragioni che hanno impedito al sindaco di rendere pubblici gli esiti sulle campionature effettuate dall’AQP in altre zone del paese,oltre quelle rese note, come dichiarato nel consiglio del 13 maggio scorso dalla responsabile AQP?
5) Quali le ragioni del sindaco per non pubblicare la relazione redatta dall’infettivologo contattato così come preannunciato sulla propria pagina facebook e ribadito anche durante il consiglio monotematico del 13?
Che la gestione della crisi sia stata, a mio modo di vedere, male condotta e senza costrutto, è innegabile, ma vorrei che il dopo crisi ci fornisca le armi migliori per evitare future simili sciagure.
Quando avranno finito la ricerca della medaglietta da appuntarsi al petto, quando la finiranno di presentare esposti in Procura che lavora con tempi biblici, gradirei che qualcuno approntasse un protocollo, una serie di azioni da intraprendere da subito, affinché la drammaticità vissuta non si ripresenti più. Mai più.
Chicco Testa, di cui non ho mai condiviso nulla, ha detto ieri sera, ricordando quanto si diceva a proposito dell’AQP: “L’Acquedotto Pugliese ha dato da mangiare a molti.
Da bere a pochi”.
Speriamo che almeno Chicco Testa sappia se tale detto che lui ricordava si dicesse tempo fa, è o no ancora valido.

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