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Beato e Santo, subito.

È notizia di oggi: Pìnuccì PesciolìnRuss de Pulìtor Caditonì comprensiv de Grigliat, in groppa al suo destriero bianco è partito stamani da Avignone alla volta di Casamassima. Custodita nella sua bisaccia la preziosa prima Icona, benedetta nelle acque sante del Rodano e la Bolla controfirmata con tanto di sigillo apostolico che finalmente consacrerà come Beato e Santo di riserva in caso di carestia il Nostro, il Vostro e il Loro Giuseppe Nitti da Casamassima.

E così, per meriti speciali acquisiti sul campo di battaglia, oseremmo dire finalmente se non fossimo tifosi ultras, il vostro, più che nostro Giuseppe, salirà nella sfera dell’Olimpo come i sui illustri predecessori: Dottor Facilier, Gaston e l’indimenticabile Maga Magò.

Nato nel triste paesello a sud est la grande metropoli nel lontano ‘86, lottò per tutta la vita affinché quel celestino pallido pallido della sua giovinezza si tramutasse in un azzurro che ricordasse più la profondità del mare che l’immensità del cielo.

Onorato e venerato in ogni dove riuscì, con l’aiuto di qualche amico fidato, ma fidato assai, ad addomesticare quelle voci flebili di dissenso che di tanto in tanto si levavano nei suoi confronti. Anche durante quelle sedute di Consiglio Cittadino interminabili che giorni e giorni duravano ma che tutti già sapevano come sarebbero andate a finire ancora prima che cominciassero, riusciva, con il suo eloquio sopraffino che se non faceva l’imperatore l’avvocatura doveva intraprendere, ad addomesticare le minoranze che, messe nello zaino le invettive che a mezz’aria rimanevano, tornavano sconsolati alle loro capanne dove, mangiucchiando un pezzo di formaggio coi vermi accompagnato da pane raffermo, meditavano a lungo su quale dovesse essere la loro prossima brutta figura.

Ma le sue opere supreme furono e sono il suo cavallo di battaglia che gli hanno fatto guadagnare la santità meritata e che nessuno mai prima di lui, aveva solo potuto immaginare.

La pulizia dopo anni di quelle caditoie e di quei tombini per la raccolta delle acque piovane, quella piantumazione di aranci, quelle strisce pedonali disegnate sull’asfalto che avrebbero fatto un baffo a Leonardo, quella bolla contro le “donnine” allegre che volendo trastullare i cortigiani semi nude se ne andavano girando, quel natale azzurro con tante casette per gli gnomi, quelle lettere stracolme di Vivissime Cordialità alle donne nella giornata a loro dedicate, quel palo raddrizzato sulla via di Damasco, quella lettera strappa lacrime al ministro, quella coerenza dimostrata in più occasioni non ultima la scelta dell’assessora al bilancio imperiale di un partito a lui avverso sono solo alcune delle ragioni per cui oggi, dalla residenza di Avignone, quel Nunzio Apostolico porta seco per noi, per voi, per loro e  per tutti.

E se santità gli deve essere riconosciuta, noi, voi e loro, non possiamo dimenticare l’opera suprema che come un trofeo campeggia sulla sua testolina santa: aver fatto dimenticare a tutti, compresi i bambini piccoli, che tra una scuola in affitto in un negozio alla strada ed una che un cantiere senza arte né parte è per l’anno prossimo si prospetta un altro anno scolastico di inferno che grazie all’elevazione del privilegio di avere un Beato e Santo di riserva nostrano ci terrà compagnia.

Per scaricare l’immaginetta del Beato e Santo Giuseppe Nitti da Casamassima e portarla sempre con te affinché illumini il nostro, il vostro e il loro cammino, clicca qui.

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