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Black out.

Il problema non è Giuseppe Nitti ed i suoi immaginari haters compresi i proclami spacciati come sostanza, ma quelli che Giuseppe Nitti vorrebbero sconfiggere.

E’ tutta lì la questione. Se sia meglio ubriacare gli elettori e le elettrici con quelle fantasmagoriche uscite ecologiste a cui oggi tutti vorrebbero partecipare indossando quelle magliette identificative che una squadra di calcio mi sembra o contrastare quel populismo che parla alla pancia della gente da strada con progetti realizzabili.

Chi segue la politica nostrana non può negare di aver avuto i primi segnali che qualcosa stava maturando fra il Nitti e il Fortunato già da un anno fa. Ma anche ammettendo che distrattamente nessuno ne aveva colto i segnali, già il 15 dicembre scorso, da queste pagine, avevamo anticipato, come confermato dai fatti, che sarebbe stato l’asse Giuseppe NittiPinuccio Fortunato quello che prepotentemente si era proposto alla guida del paesello. Mugugni e disapprovazione accompagnarono quella candidatura tirata fuori dal cilindro da Autonomia Cittadina che mal si sposava con l’idea di amministrazione della cosa pubblica. Ma è da allora che gli strateghi della politica, quelli che la mangiano a colazione, pranzo e cena, una risposta ancora non riescono a darla.

Il centro destra trova oggi il coraggio, attraverso il suo uomo simbolo, Franco Pignataro, di affermare che Casamassima HA BISOGNO DI DESTRA” ma senza specificare da chi dovrebbe essere rappresentata quella destra che appare divisa, frantumata e lacerata.

Quelle radici che il Pignataro dice dovrebbero affondare nel ricordo del MSI e di Giorgio Almirante, sembrano più una conta dei nostalgici che un programma di governo (cittadino).

“Se Fratelli d’Italia, insieme ai suoi alleati, dovesse ricevere il mandato popolare di governare Casamassima, NON FARA’ SCONTI A NESSUNO. Ordine, Pulizia, Dovere prima dei Diritti, Onestà e Serietà di Comportamenti”, scrive Pignataro, dimenticando di nominarli gli alleati, che oggi appaiono e scompaiono come le buche sul selciato. Tralasciando il giudizio che ci spingerebbe a disquisire a lungo se siano i doveri a precedere i diritti, pone l’accento sul fatto, questo si incontrovertibile, che “Nel silenzio assordante di una cittadinanza che appare e che probabilmente è rassegnata, il Comune ha stralciato dai residui attivi circa 1,2 milioni di euro e che il Commissario ha eliminato dal bilancio una entrata, che in realtà non esisteva, ma contribuiva a garantire una spesa equivalente”.

Cosa significa tutto ciò? Si chiede Pignataro: Significa meno possibilità di intervenire sulle strade, nei giardini, nelle opere necessarie per la nostra Comunità. Ma significa anche il rischio che il Comune, con un’altra operazione simile, incorra in ben più pesanti conseguenze.

Che il riferimento sia ad un possibile default, sembra ovvio, ed allora, chiediamo noi?

Quale il programma di governo che la destra casamassimese mette in campo? E quali le donne e gli uomini sulle cui gambe quel programma dovrebbe realizzarsi al netto di quelli e di quelle che causa transumanza una sistemazione già l’hanno trovata in un posto all’ombra magari di quegli alberi piantati di recente?

Sono oltre tre mesi che vi riunite, che aprite e poi chiudete e poi socchiudete la porta, ma risposte ad oggi nessuna. Compresa quella che ci permetterebbe di sapere senza ombra di dubbio se il vostro candidato sindaco risponde al nome di Agostino Mirizio oppure se anche questo nome, a meno di due mesi dalle elezioni, è divenuto trattabile o no.

E se “Casamassima non ha bisogno neanche di giovani ma già esperti voltagabbana che con preoccupante e semplicistica sufficienza danno fiato, in completa incoscienza, ad un repertorio infinito di sciocchezze, pensando alla carica di Sindaco come ad una possibilità occupazionale”, quali le contromosse che propone quella destra ancorata alle radici nel ricordo di Almirante e che oggi ritroviamo in Fratelli d’Italia?

I cittadini chiedono chiarezza, nomi e programmi, portavoce Franco Pignataro.

Le solite invettive contro il PD e la sinistra in genere hanno fatto il loro tempo; almeno qui tutti siamo coscienti di cosa abbiano rappresentato alcune delle tante amministrazioni di falso centro sinistra, (in verità anche quelle di centro destra, comprese quelle di Carelli sindaco per un giorno e quella di Birardi), ed allora?

Continuare a dividersi nonostante i problemi siano noti a tutti con la speranza che la nostalgia canaglia possa risolverli?

Ma non solo la destra o il centro destra è in uno stato confusionale da incubo. Anche la sinistra, (non pervenuta in verità), con tutto il centro, cerca una via di fuga. Ma anche da quella sponda ad oggi nessuna risposta. Sembrava all’inizio intenzionata a intavolare un dialogo con il Nitti, ma si son presto resi conto che con i fondo schiena che vedi quando qualcuno si allontana, nessun discorso è possibile. Ed allora anche loro, come il centro destra suo dirimpettaio, hanno voluto aspettare il 4 marzo e in una spinta propulsiva nazionale che anche la pietra tonda sapeva non ci sarebbe stata. O almeno non c’è stata nel senso sperato. Ed anche lì riunioni su riunioni, aggiornamenti, proposte, invettive sino ad arrivare a quella proposta ventilata di un governo di salute pubblica che calcasse quel contratto che anche Di Maio, per districarsi a livello nazionale da quell’abbraccio mortale con il PD o con la Lega di Salvini senza Berlusconi che apre le porte però, propone per tentare una via d’uscita dignitosa.

Ma anche quella proposta fatta dal PD casamassimese di inglobare tutti nel nome della responsabilità sembra ferma ai nastri di partenza. Inutile negare le divisioni ideologiche all’interno del partito fra coloro i quali vorrebbero l’apertura e quelli che la porta chiusa sarebbe meglio. Per far cosa, però, nessuno lo spiega. Che anche loro siano nostalgici che fanno della testimonianza una virtù? Ed intorno a quel documento già controfirmato, così dichiarano quelli che sanno, non senza patemi d’animo fra il PD, Articolo Uno e Uniti per Casamassima, nessuna certezza sull’auspicato allargamento della coalizione visto che segreto rimane come se fosse uno di quelli rivelati a Fatima.

Nel frattempo sembra non interessi nessuno che fra circa 30 giorni scadranno i termini per presentare le liste ed i candidati sindaco collegati. Ad oggi non conosciamo i nomi di tutti i possibili candidati sindaco, ad esclusione di Giuseppe Nitti e Lorenzo Ronghi, manca ancora l’ufficializzazione di quello per il Movimento 5 Stelle, come i programmi ed i candidati consiglieri che vorranno e sapranno e avranno la voglia e la competenza di risolverli i problemi.

Ed oggi, con quello che si prospetta per il paesello non certamente rappresentato da qualche pezzo di terreno ripulito dalle erbacce, (vero Pignataro? vero caro e vecchio PD?) si discute ancora se sia o meno il caso di intavolare un discorso serio fra tutte le forze politiche in campo e con i cittadini che hanno il diritto di sapere quello che fra qualche mese prenderà corpo.

Ed il problema non sarà certamente quello degli spazi verdi abbandonati ed incolti usati per i bisogni dei cani.

 

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