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Brusca frenata con retromarcia (ma non basta) del Commissario Aldo Aldi.

Brusca ed imbarazzante retromarcia del Commissario Prefettizio dott. Aldo Aldi che rettifica la Delibera n. 39 del 18 ottobre scorso sulla concessione delle stanze al piano terra del Palazzo Comunale di Casamassima poste all’interno dell’ingresso monumentale di Piazza Moro a favore del Comitato San Rocco.

In data 26 ottobre 2017 con la Delibera n. 52, dichiara la volontà di destinare quegli spazi sempre al Comitato San Rocco ma non più per 8 anni ma solo per 4 variando il comodato gratuito in comodato modale.

Ma se nell’esercizio della discrezionalità che gli compete in ordine alla gestione del patrimonio pubblico, il Comune dovrebbe non solo evidenziare e pubblicizzare le finalità pubblicistiche che intende perseguire con la stipula del negozio di comodato, bensì dovrebbe altresì verificare che l’utilità sociale perseguita rientri nelle finalità a cui è deputato l’ente locale medesimo, risultano essere affermazioni vere, quali le giustificazioni intorno a tale contratto?

La discrezionalità di scelta adottata dal Commissario Prefettizio, è avvenuta previa valutazione e comparazione degli interessi della Comunità casamassimese, nonché previa verifica della compatibilità finanziaria e gestionale dell’atto dispositivo?

E che significato avrebbe quella clausola che a molti sembra sibillina che si potrà richiederne la restituzione (dei locali) in particolare nel caso di eventuale ammissione a finanziamenti per il completamento del restauro dell’intero edificio entro 30 giorni massimo dalla richiesta di rilascio.

Significa che se tali finanziamenti non dovessero mai giungere non si potrebbe richiederne la restituzione?

 

Ma ricostruiamo la storia.

A fine settembre inizio ottobre, si decide di ripulire dalle cianfrusaglie l’androne dell’ingresso Monumentale del Palazzo Municipale incaricando un’impresa ricompensandola con 3.000 euro.

Il 18 ottobre il Commissario Prefettizio, attraverso una Delibera dichiarata immediatamente eseguibile, (su quale fosse l’urgenza di renderla tale non si sono ancora capiti i motivi) di concedere quelle stanze poste a piano terra al Comitato San Rocco per 8 anni attraverso un contratto di comodato gratuito.

Cominciano a sorgere le prime e naturali lamentele su tale decisione.

Il giorno 23 ottobre, dopo solo 3 giorni lavorativi, anche qui l’urgenza non è ancora giustificata, si provvede a pubblicare lo schema del Contratto di Comodato Gratuito con il Comitato San Rocco.

Il 24 ottobre viene firmato il contratto tra le parti di cui si da notizia solo il 27 ottobre: per il Comune firma la dott.ssa Carmela Fatiguso e per il Comitato San Rocco il sig. Romualdo Nanna.

La polemica sale di tono.

Il giorno 26 ottobre, dopo 6 giorni lavorativi dalla prima stesura, il Commissario Prefettizio provvede a rettificare la Delibera trasformando il comodato gratuito in comodato modale per la durata di 4 anni.

Il giorno 27 ottobre viene pubblicata Determina avente per oggetto: Riapprovazione contratto di comodato d’uso gratuito a tempo determinato al Comitato Festa San Rocco di parte dei locali di piano terra del Palazzo Comunale.

Il tutto nel giro di 7 giorni lavorativi.

Un atto dietro l’altro, tutti immediatamente eseguibili con un’urgenza senza uguali. Sembra che un terremoto all’improvviso abbia abbattuto il paesello e che morti e feriti intralcino il cammino dei soccorritori per le strade.

Non vorrei immaginare se tale premura, tale fretta, tale urgenza fosse stata per esempio seguita e perseguita per le scuole in disarmo.

Nel frattempo la Gazzetta del Mezzogiorno, sul numero del 27 ottobre riporta le dichiarazioni di alcuni fra politici ed ex amministratori.

Il Commissario dichiara, non avendo memoria storica, che secondo lui gli uffici della Polizia Municipale non possono essere trasferiti in quelle stanze. Ma perché, visto che ci sono sempre stati e sono stati spostati, come afferma l’ex sindaco Vito De Tommaso solo per dar modo di procedere alle opere di consolidamento delle scale e ristrutturazione del primo piano? E se oggi tali opere sono state ultimate il Comando di Polizia Municipale non potrebbe tornare in quel luogo?

Attraverso quale alchimia il dott. Aldi dichiara ciò che afferma?

E quei locali destinati da un altro ex sindaco, Mimmo Birardi, all’ASERC, non potrebbero tornare nelle disponibilità del Comune?

Ma l’ex Carcere, non serviva anche per ospitare le Associazioni del territorio? L’ASERC ed anche il Comitato San Rocco, non potrebbero trovare lì sistemazione?

Eppure si è dimostrato che le casse comunali, attraverso una rimodulazione coerente degli spazi, potrebbero trarne beneficio; ed allora perché continuare su questa strada con repentini cambi di direzione?

Facendo occupare le stanze sull’androne dell’ingresso monumentale alla Polizia Municipale e i locali sul Corso ai Servizi Sociali si libererebbero gli appartamenti di via Fiornetini dove in uno potrebbe essere ospitato il Centro per l’Impiego, che oggi ci costa circa 11.500 euro all’anno. Per i 4 anni (?) del contratto, il risparmio sarebbe di 46 mila euro. Questo risparmio il Commissario lo ha previsto? E se non gli interessa contabilmente, ce ne potrebbe spiegare le ragioni?

Ma la risposta non potrebbe che essere politica.

Ma le decisioni politiche non spettano al Consiglio Comunale?

Anche l’ex sindaco Vito Cessa riconosce che quel tipo di soluzione fu scartata dalla passata maggioranza di governo. Tradotto in soldoni tutto ciò testimonia la non volontà dell’itero centro sinistra casamassimese a quel tipo di soluzione, ed allora?

Anche Giacinto Rella, Articolo 1 MDP, preannuncia un ricorso a tale decisone commissariale.

Ma anche il centro destra è critico. Gino Petroni preannuncia un incontro con il Commissario Prefettizio.

Ma è la dichiarazione di Domenico Birardi ad aprire nuovi orizzonti sull’intera faccenda: «massimo rispetto per il Comitato San Rocco, ma è l’ennesima decisone di un Commissario non eletto dal popolo che assume decisioni che stravolgono la situazione. Qualcuno in Municipio consiglia male il Commissario e pensa di essere in permanente campagna elettorale pretendendo di fare il sindaco ombra».

Come non soffermarsi su tali dichiarazioni?

Chi avrebbe l’interesse di scartabellare nei cassetti fra proposte non validate da una maggioranza di governo cittadino, da una Giunta Comunale e addirittura da un Consiglio Comunale, per presentarle come innovative e risolutive nelle mani di un Commissario Prefettizio che dopo qualche mese abbandonerà Casamassima senza peraltro saper nulla delle dinamiche politiche, sociali e culturali ed aggiungerei valoriali, di una Comunità?

Quali i motivi?

Il capitolo non è ancora chiuso.

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