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Carne, pesce o spezzatino?

Dopo aver appreso delle nuove e rinnovate cariche all’interno di Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima, sul noto settimanale divenuto La Voce della Maggioranza (si scherza suvvia, non prendetevela), abbiamo voluto mettere un po’ d’ordine su quella che è la maggioranza di governo che sostiene Giuseppe Nitti come primo cittadino.

E ci siamo imbattuti nel caso che è divenuto emblematico di Gino Petroni, già vice sindaco a tempo determinato e che oggi riveste i panni di assessore con deleghe al commercio ed artigianato, agricoltura, politiche per lo sviluppo economico e per il lavoro e politiche per la tutela del consumatore.

Gino Petroni, eletto nella lista Civicamente di Guerra & Rubino, che da quando è nata ha subito varie metamorfosi, che proprio per l’ingresso del Petroni aggiunse al nome anche quel NOI tanto per ricordare quel Noi con l’Italia, partito a cui sia Gino che Davide Bellomo, suo fraterno amico di una vita, militavano, oggi dovrebbe vivere un momento di grossa confusione.

(L’evoluzione genetica della lista Civicamente di Rubino & Guerra)

(Aprile 2016- la Fondazione)

(Marzo 2018 con l’ingresso degli ex componenti di Insieme per Casamassima che abbandonano L. Ronghi)

(Maggio 2018 con l’ingresso di Gino Petroni)

Confusione che pensiamo di nutrire anche noi, poveri immortali, che seguiamo la vita politica del paesello.

Ricorderete certamente il 24 giugno scorso, allorquando il Davide Bellomo si precipitò a Casamassima, di notte, per congratularsi con il Nitti eletto sindaco insieme al suo amico Gino Petroni.

Trascorre del tempo e dopo l’esperienza del Gino come vice sindaco a tempo, si scaldano i motori in vista delle amministrative di Bari. Giubilo, pensiamo tanto, per Gino che saluta con favore la discesa in campo del Bellomo come candidato sindaco della metropoli. Ma il colpo di scena è dietro l’angolo e Davide, rinunciando alla sua di candidatura, appoggia quella del leghista Fabio Romito che poi sarà sonoramente battuto alle primarie del centrodestra da Pasquale Di Rella; ma questa è un’altra storia.

Rimaniamo al paesello e al povero incompreso Gino Petroni.

E non possiamo far altro che immaginare una riunione, magari in un bar, mentre sorseggiando una tequila bum bum si riuniscono Gino Petroni, Davide Bellomo, Nicola Guerra e Leonardo Rubino.

Tra un sorso e l’altro circondati da un fumo denso profumato alla vaniglia di sigarette elettroniche, si parla del futuro e del presente politico dell’amministrazione Nitti e del povero – si fa per dire – Gino Petroni. E varie possibilità si affacciano all’orizzonte quando è in vista un temporale.

Gino Petroni segue politicamente l’amico Davide che non si meriterebbe sicuramente di essere abbandonato così, ed aderisce, dando un calcio a quello seduto di fianco che continua a sputargli addosso il fumo, al progetto leghista. L’amministrazione Nitti avrebbe così non più una sola esponente della Lega presente in Giunta, la Montanaro Maria Santa, peraltro stanca del blogger paesano e provinciale dai moti democratici che “l’attacca” visto il disinteresse di Italia in Comune e del PD, ma due, con Petroni che vestirebbe anch’egli la camicia verde che comprata ai saldi costerebbe pure di meno.

E passando per puro caso da quel bar vedremmo, attraverso le tendine a fiori, Petroni che pensa e ripensa e Davide che lo spinge verso la soluzione nordista. Ma a questo punto, con gli alamari ancora scolpiti sul petto entra in gioco Nicola Guerra a cui si accoda il sempre verde Leonardo Rubino che prospettano un’altra soluzione. Visto che il vecchio partito di Bellomo, Noi con l’Italia, aveva ed ha come segretario politico nazionale un certo Raffaele Fitto, Gino potrebbe rimanere lì senza sforzo alcuno magari lasciando solo, politicamente parlando, l’amico Davide.

Ma considerato che il diavolo fa le pentole e non i coperchi che al mercato mio padre comprò, ci sarebbe un’altra grana da risolvere.

(Raffaele Fitto stringe il patto con Giorgia Meloni che gli chiede:
«Ma di Gino ci possiamo fidare?»)

Raffaele Fitto ha fatto un patto di ferro con la Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia che qui a Casamassima sarebbe rappresentata dal veneziano di adozione Franco Pignataro e da Lucrezia Sansolino che ultimamente sembra decisamente attiva e presente. Ma Pignataro e la Sansolino avrebbero un altra grossa seccatura fra le mani visto che candidarono Agostino Mirizio che, non facendogliela a diventare sindaco, oggi all’opposizione di Nitti è.

Mumble mumble, sembra fare fra sé e se Gino Petroni.

E mo’, che faccio?

I referenti politici in minoranza ed io in maggioranza addirittura da assessore? Con chi parlare, con chi sfogarsi, con chi abbandonare la strada perigliosa di dantesca memoria per non forare sulle mille buche del paesello, che è vero da oggi in avanti le contravvenzioni alle donnine allegre farà, ma una scuola come cantiere ha?

Qui la faccenda si fa seria e mi sveglio con un dolore di capa che l’ho sempre detto a mia moglie di non farmi la peperonata la sera che dopo dormo male faccio dei sogni strambi e la mattina poi non mi ricordo più nulla.

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