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Casamassima: abbattuti gli alberi in Largo Fiera.

Si ringrazia per la riflessione l’amico T.

Da poche ore sono stati ultimati i lavori di abbattimento degli alberi che costeggiavano il parcheggio di via Marconi in Largo Fiera (Scuola G. Marconi). Abbattimento, per quanto ci è dato sapere, determinato dal vento tempestoso che il 12 novembre scorso, (ricorderete tutti l’allerta meteo e la polemica che ne seguì), causò a pochi minuti dall’ingresso dei bambini a scuola, la caduta rovinosa di un pino che per fortuna non arrecò danno a cose o persone.

Questa volta l’abbattimento di quegli alberi, che avranno visto sicuramente la nascita almeno di due generazioni, pare non abbia sortito nessuno effetto sui cittadini o sulle forze politiche contrariamente agli abbattimenti ordinati dall’ex sindaco Vito Cessa nel 2016. Quella volta c’erano le opposizioni a presidiare le aree di abbattimento che, partite da via Virgilio e via Michelangelo arrivarono ben presto ad interessare anche la piazzetta di via Conversano dove non erano i marciapiedi a dover soffrire l’esistenza delle radici.

(Il 2 aprile 2016 in via Michelangelo iniziò l’opera di abbattimento degli alberi)

(La piazzetta di via Conversano prima dell’abbattimento degli alberi)

Ed allora, come oggi, quegli abbattimenti non erano causati da eventuali malattie delle piante, come peraltro confermato dalle foto, ma dalla pervasività delle radici o dalle dimensioni di quel “polmone verde” troppo grande per essere ospitato nelle nostre città che amano il piccolo quasi invisibile.

Ma non solo Casamassima è interessata alla «tutela del verde attraverso l’abbattimento quasi selvaggio» (ma fuori dalle campagne elettorali, naturalmente), visto che una semplice ricerca su Google, ci restituisce un’immagine che se non l’avessimo vista direttamente, sarebbe rimasta solo nel nostro immaginario. Alla semplice ricerca “abbattimento alberi”, ci vengono restituiti circa 124 mila notizie in 0,22 secondi: un enormità.

Ed aprendo i collegamenti e leggendo quanto riportano vari organi di stampa, troviamo notizie inerenti decine se non centinaia di abbattimenti di alberi solo in questo primo mese del 2020.

Colpiscono” tutta Italia da nord a sud. Hanno come giustificazione, la maggior parte di esse, la pericolosità e solo in casi sporadici, malattie delle piante. Ma tutte riguardano non l’abbattimento isolato di pochi esemplari rispetto alla moltitudine, ma di interi filari di alberi che per decenni hanno reso bellissime le nostre strade e che all’improvviso, divenuti tutti improvvisamente un pericolo mortale, si decide di trasformarli in legna da ardere.

Ma possibile non ci siano rimedi adeguati che salvaguardando l’incolumità umana ne possano allo stesso tempo garantirne la salubrità? Perché si preferisce abbattere così impunemente e senza alcun controllo alberi che contribuiscono non solo a garantirci l’ossigeno o l’ombra o l’habitat per la nostra fauna o per i più sensibili, semplicemente una vista mozzafiato?

Cosa nascondono, se lo nascondono, queste scelte che appaiono spropositate da parte degli amministratori pubblici, che badate bene, hanno infinite e plurali colorazioni politiche?

(Come si presentava via Marconi prima che gli alberi fossero abbattuti. Sabato si procederà anche all’abbattimento degli alberi rimasti sul lato opposto la strada)

A proposito, non ci sembra di aver letto che gli alberi abbattuti saranno sostituiti da altri.

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