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Casamassima e le scuole: meglio il silenzio.

Tutto apparentemente normale affinché il solito gioco delle parti che ad ogni cambio di amministrazione si ripresenta puntualmente come un appuntamento a cui non si può mancare, possa avere inizio e con esso le recriminazioni e le puntualizzazioni di rito.

Se io non avessi fatto, tu oggi non avresti potuto gioire: ed è qui il senso di quella frase presa in prestito da Bernardo di Chartres e che serve all’ex sindaco Vito Cessa per affondare un colpo nei confronti di Giuseppe Nitti, l’ex consigliere discolo che insieme ad altri, in verità, tanto lo ha fatto tribolare durante il suo breve mandato e che poi ha contribuito a far tornare a casa.

Se riesci a guardare più lontano non è perché sei lungimirante o perché all’improvviso ti svegli un grande amministratore, ma solo perché qualcun altro, prima di te, ha cominciato a realizzare quello che tu oggi porti a termine. Ed è per questo che Cessa ricorda prima il Commissario Magnatta, poi la sua amministrazione e poi un altro commissario, Aldo Aldi, che hanno contribuito a portare in porto la nave. Finanche il Presidente Emiliano è scomodato in questo lungo elenco.

Solo che in questa particolare circostanza, per questo particolare evento che ha rivisto il ritorno nelle proprie aule degli studenti della Rodari, sia il predecessore che l’erede, hanno responsabilità che nessuno vuole naturalmente riconoscere. Il primo, l’ex sindaco, che con nessuna programmazione pensò addirittura di far emigrare i giovani studenti in una qualche scuola di Sammichele di Bari visto che la loro era occupata stabilmente da squadre di operai in tutta blu che procedevano nei lavori, e l’altro, alla ricerca frenetica di un posto che lo potesse accogliere con quelle giravolte da capogiro fra maggioranza e minoranza e poi ancora maggioranza, in cui trovava il tempo solo per “esposti denunce” alla Città Metropolitana o giù di lì.

Nessuno dei due veramente impegnato a mettere una pezza a quel buco senza uguali che hanno vissuto in primis quei giovani cittadini che sono gli studenti accompagnati dalle famiglie e dal personale docente e non delle scuole in disarmo. Riunioni, tavole rotonde, Vigili del Fuoco, cortei di protesta, discorsi dai sagrati delle chiese, interviste, tv, giornali, consigli comunali in cui tutti, ma proprio tutti, erano lì presenti ed attivi per testimoniare la loro esistenza in vita senza che soluzioni sul tappeto si proponessero seriamente. Turni pomeridiani imposti come un toccasana, corsi ludici di mattina per i piccoli della scuola dell’infanzia Collodi anch’essa inagibile ed impraticabile come un campo di pallone quando viene giù l’inferno. Sembra che all’improvviso tutti abbiano dimenticato cosa hanno rappresentato quegli anni senza classi e cosa abbiano lasciato in quelle bambine e in quei bambini a cui mai nessuno ha avuto il coraggio di chiedere scusa per la propria inettitudine ed arrogante superficialità. Ed oggi, mentre la lunga guerra fra Guelfi e Ghibellini continua come se niente fosse avvenuto ed i soliti saltatori sul carro del vincitore dimenticano il carro che li ospitava era un altro, a complimentarsi, ad appuntarsi, anche se non lo ammettono, medaglie di cartone realizzate con un materiale che non sarebbe buono neanche per il riciclo non si accorgono che le scuole di Casamassima subiscono ancora le “reggenze” senza che nessuno riesca ad impegnare il tempo per delle Dirigenze stabili e durature. Con un affitto oneroso al Majorana che sommato alle ulteriori spese che ha subito la comunità di Casamassima e che ha permesso oggi quel ritorno in classe, nessuno vuol fare i conti e nessuno vuole assumersi responsabilità. Come nessuna responsabilità viene almeno accennata in merito ai tanti trasferimenti di alunni da quel circolo ad altri proprio a causa delle scuole in continua “lavorazione”.

Nel frattempo la Collodi, la potete ammirare in foto, sembra stata colpita da un bombardamento senza uguali e non ci spieghiamo ancora le ragioni, ma tecnici non siamo, se non sia meglio abbatterla per ricostruirla e non tentare di salvarla così come è da progetto. Con la speranza, ma questa è vana, che sia tutto finito nonostante i piccoli ancora in affitto al Majorana augurandoci che la Scuola Media non venga abbattuta perché non a norma. Se poi sarà anche la volta della Succursale e poi della Marconi, passando per la Don Milani non dimenticando la Ciari, sarà il tempo a confessarcelo. Certo è che se molti di quei danari pubblici (un giorno i conti dovranno pur essere fatti) fossero stati spesi per quei moduli abitativi prefabbricati che avrebbero limitato i disagi ai bambini e a tutti noi, oggi potremmo guardare alle scuole con più ottimismo facendo dormire notti non più insonni visto ancora il perdurare di occasioni preoccupanti.

E mentre sorgono “scuole private” in ogni angolo possibile, una scuola pubblica, quella dell’infanzia di via Lapenna, in locali alla strada è ospitata.

Chiedete scusa e silenziatevi. Tutti.

 

Per la cronaca, questi i due post, del sindaco attuale e dell’ex, apparsi sulle loro pagine social che hanno aperto le danze:

Giuseppe Nitti (14 settembre ore 14.48)

Finalmente!!!!!
Finalmente stamattina, dopo tanto – troppo tempo – si sono aperti i cancelli della scuola elementare Rodari. Con i giovani studenti che sono potuti tornare tra i banchi del ‘loro’ istituto. Un plesso adesso sicuro, in gran parte nuovo, idoneo allo svolgimento di tutte le attività. Il risultato raggiunto – non parlerò adesso del passato, dei disagi subiti da famiglie, studenti, personale docente e scolastico, né tantomeno degli ostacoli che è stato necessario superare – è oggi motivo di profonda felicità e grande soddisfazione per la nostra Amministrazione. Sin dal giorno del nostro insediamento, io, gli assessori competenti al ramo e tutta la mia maggioranza abbiamo avuto un chiodo fisso: i giovani studenti casamassimesi e le scuole. Ci siamo concentrati principalmente su questo, portando a conclusione – non senza difficoltà – l’iter necessario a garantire l’apertura in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico. Abbiamo investito energie, tempo, risorse in questa corsa contro il tempo, che abbiamo fatto volentieri e con amore verso Casamassima e i nostri bambini, e oggi possiamo sorridere perché la Rodari è pronta e funzionante. Sappiamo che il lavoro da fare è ancora tanto, in molti settori dell’universo casamassimese: non ci culleremo neppure un secondo sugli allori. Ma consentitemi di condividere con voi questo momento di gioia, che coinvolge la scuola, le famiglie, la nostra comunità e tutti quanti noi. Sono felice che il nostro impegno abbia portato alla risoluzione definitiva di un problema che ha messo in ginocchio, per troppo tempo, la comunità scolastica.
Bentornati a casa piccoli studenti, dirigente, insegnanti e personale scolastico della Rodari.

 

Vito Cessa (15 settembre ore 9.30)

Caro Sindaco Nitti, ‘Siamo nani sulle spalle di giganti’!

Ho appreso con grande soddisfazione che l’altro giorno si sono “finalmente” riaperti i cancelli della scuola Rodari. Poi mi è capitato di leggere un tuo post, nel quale hai giustamente manifestato il tuo compiacimento, ma hai sbrigativamente liquidato il lavoro fatto da chi ti ha preceduto con un frettoloso “non parlerò adesso del passato”.
E allora lo faccio io.

Innanzitutto ringrazio il Commissario Prefettizio Magnatta che ha trovato i finanziamenti per la ristrutturazione. Ringrazio anche il Commissario Prefettizio Aldi, che ha portato l’iter verso la sua conclusione. Ringrazio tutti i dipendenti comunali che hanno collaborato a vario titolo nei diversi mandati amministrativi.

E, infine, ringrazio chi, con me, ha gestito la difficilissima fase intermedia “non senza difficoltà”, come hai detto giustamente tu.
Durante il mio mandato abbiamo avviato i lavori.

Li abbiamo portati avanti anche quando sono sorte impreviste, ma rilevanti difficoltà.

Abbiamo dovuto riprogettare completamente gli interventi strutturali, perché quelli fatti durante la gestione commissariale per ottenere il finanziamento si erano rivelati insufficienti.

Abbiamo dovuto sistemare tutti i ragazzi in un altra sede perché, contrariamente a quanto previsto nel progetto iniziale, per sopraggiunti motivi di sicurezza , non potevano più restare lì.

Abbiamo fatto sopralluoghi, affidato nuovi incarichi di progettazione, investito ulteriori risorse del bilancio comunale, distraendole da interventi già programmati; abbiamo incontrato tecnici e funzionari metropolitani; abbiamo coinvolto il Prefetto; abbiamo ascoltato genitori e insegnanti; abbiamo lavorato con i vigili del fuoco; abbiamo collaborato con i dirigenti scolastici; abbiamo messo la faccia davanti ai cittadini; abbiamo chiesto ed ottenuto anche l’interessamento del presidente Emiliano.

In realtà, avremmo potuto rinunciare a tutto, andando avanti senza complicazioni e senza spese fuori programma. Ma noi abbiamo voluto mettere al primo posto la sicurezza dei nostri ragazzi e dei loro insegnanti.
E lo stesso abbiamo fatto con la Collodi, almeno fino a quando ce ne è stato dato il tempo.

Non volevamo affiggerci una medaglia, volevamo soltanto mettere in sicurezza una scuola.

E sono contento che così è stato!

Nell’augurarti un buon lavoro, ti ricordo che ci sono ancora un po’ di progetti in sospeso, e che appartengono a quel “passato” di cui tu non vuoi parlare, ma che esiste !

Sono i lavori già avviati per la ristrutturazione della Collodi.
I finanziamenti ottenuti dalla mia amministrazione per riqualificare le villette di via Bari e via Michelangelo ed il Covent Garden.
I finanziamenti ottenuti, sempre dalla mia amministrazione, per la viabilità del centro storico, la realizzazione del polo museale e la installazione in numerose aree del paese delle videocamere di sorveglianza.
E ci sono anche le piste ciclabili (in particolare quella che dovrebbe collegare Barialto a Casamassima), per le quali la mia amministrazione si è spesa nell’ambito di un progetto metropolitano.

E c’è il progetto realizzato durante il mio mandato per attingere ad un corposo finanziamento regionale per il centro di raccolta comunale (ti ho anche agevolato il lavoro, individuando un’ottima area tra via Acquaviva e la nuova circonvallazione ed avviando le trattative con i proprietari).
E, infine, ricordarti quanto io ripeto sempre a me stesso, facendo mia una celebre frase di De Chartres: siamo ‘nani sulle spalle di giganti’.

 

Aggiornamento al 16 settembre (ore 12.06)
Giuseppe Nitti risponde a Vito Cessa

QUANDO LA MEMORIA FA DIFETTO…
Caro Vito Cessa, leggendo il tuo post sulla scuola mi sono chiesto come mai tutta questa voglia di fare comizi tu non l’abbia espressa durante l’ultima campagna elettorale. Così i cittadini avrebbero potuto valutare il tuo operato e anche tu avresti preso coscienza del reale gradimento della tua precedente azione amministrativa. Ti faccio soltanto presente che il tuo partito, il Partito democratico, dopo la tua esperienza da sindaco ha ottenuto soltanto poche centinaia di voti.

Il mio “non parlerò adesso del passato” ha risposto a una finalità ben precisa: il mio post voleva soltanto condividere la mia felicità e quella della nostra amministrazione, ma soprattutto di tutta la comunità scolastica, per l’apertura della Rodari e la restituzione dell’istituto a studenti, genitori, dirigente, docenti e personale scolastico. Se tu avessi letto con più serenità quanto da me scritto, e meno avidità nella corsa a prenderti i meriti circa la riapertura della scuola, avresti notato che io ho sottolineato di non voler “parlare ADESSO dei disagi subiti in passato, né degli ostacoli che è STATO NECESSARIO superare”. Non mi sembrava giusto distrarre l’attenzione dal fatto che i bimbi fossero tornati nella loro scuola, unica e sola cosa che conta, né mi è sembrato opportuno affrontare su facebook argomenti che hanno un loro luogo ‘sacro’ di discussione: l’aula del Consiglio Comunale. Lì, e tu lo sai bene, ho sempre portato avanti le mie ‘battaglie’, avendo come unico punto di riferimento Casamassima e i suoi cittadini. Anche quando ho parlato di ostacoli, ho evidenziato che è stato necessario superarli, senza prendermi alcuna paternità: mi pare che l’italiano sia chiaro.

Ho anche posto l’accento – questo lo rivendico con forza – sui meriti, indiscutibili, della nostra amministrazione, perché pensare di riaprire la Rodari a fine giugno era pura utopia.

Mi costringi, però, a bollare il tuo post artatamente incompleto. Per esempio, hai dimenticato che l’intera comunità scolastica ha dovuto marciare in una manifestazione contro l’amministrazione da te guidata per farsi ascoltare; hai dimenticato che hai commesso la follia di far partire i lavori poche settimane prima dall’avvio delle attività scolastiche; hai dimenticato che sono stati bruciati circa 500.000,00 euro dal bilancio comunale e, questa, non è stata una scelta ma l’effetto di una cattiva programmazione; hai dimenticato che i giovani studenti sono stati sballottati come fossero pacchi postali. Vedi, caro Vito? Appena insediati ci siamo messi subito a lavorare e a nessuno dei miei assessori appena nominati è venuto in mente di farsi un mese di vacanza in giro per il mondo, non mi risulta che nella tua gestione sia accaduto lo stesso.
Avrei voluto evitare questa analisi perché non mi piace guardare il passato, ma mi hai costretto ad elencare i danni cagionati alla nostra comunità dalla tua amministrazione.
Però, su una cosa hai ragione: le persone e gli enti da ringraziare per essere riusciti a centrare l’obiettivo sono tanti: il giorno in cui inaugureremo la scuola alla presenza della cittadinanza, dei genitori, le ringrazierò una per una. Perché sento di farlo e so quanto hanno lavorato, in silenzio, prima di arrivare alla riapertura del plesso Rodari.

Per la discussione delle questioni politiche, mi sarebbe piaciuto confrontarmi direttamente con te in Consiglio Comunale. Ma tu hai fatto scelte diverse in campagna elettorale: scelte personali che in quanto tali meritano rispetto.

Mi sorprende però il fatto che tu, dopo aver cambiato in meglio Casamassima – come sostieni – non abbia voluto provare a dare continuità alla tua “eccellente” azione amministrativa, ricandidandoti.

 

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