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Casamassima: il presidente del consiglio Valenzano, si è dimesso.

«Tu hai fatto nella tua dichiarazione di dimissioni, hai fatto due passaggi importantissimi: il primo ritengo importante è quello che hai detto a tutti la verità, e non era scontato, perché in questi casi la politica ci ha insegnato che ci si nasconde spesso dietro le ragioni familiari, personali e quant’altro. Tu invece hai avuto il coraggio e la lealtà di dire come stanno le cose. Avevi assunto un impegno a tempo, avevi dato la disponibilità e l’hai mantenuto. L’altro ringraziamento importante che ti faccio, ed anche questo assolutamente non è scontato in politica, è quello che hai mantenuto fede ad un impegno, ad una parola data e questo assolutamente in politica accade na volta su cento. Sei di esempio a tanti altri. Grazie».

Questa la dichiarazione-ringraziamento espressa dal consigliere di maggioranza Franco Pastore un minuto dopo che il presidente del consiglio, Giuseppe Valenzano, aveva letto la lettera di dimissioni dalla carica (consegnata e protocollata in mattinata) durante il consiglio comunale del 30 dicembre scorso ma comunicata come fosse l’epilogo.

Ma quale la parola data dal Valenzano a cui fa riferimento il Pastore? E cosa vorrà dire mai impegno a tempo? E poi, ancora, cosa nasconde il mantenere fede ad una parola data?

Anche senza aver mai seguito la vita politica del paesello e di questa maggioranza che cerca di governare da quasi tre anni, chiunque si accorgerebbe che queste dichiarazioni aprono scenari non solo da prima repubblica, ma da repubblica primordiale.

Se qualche guru di politica applicata vorrà contraddire la nostra interpretazione, quasi letterale, si faccia avanti.

Sembra che accordi presi ancor prima di eleggere Valenzano a ruolo di presidente di consiglio, non si sa da chi e in che luogo, abbiano deciso che il geometra avrebbe dovuto ricoprire la carica per due anni e mezzo; giusto metà mandato di Nitti sindaco, e poi lasciare il posto vacante a chi, lo immaginiamo ma non anticipiamo niente, siederà su quella poltroncina per i prossimi due anni e mezzo sino ad arrivare a fine mandato.

Tutto lascia immaginare che non solo le cariche assessorili siano state controfirmate come da manuale Cencelli, ma anche e sopratutto una carica di garanzia quale è rappresentata dalla presidenza del consiglio, sia stata “trattata” alla stessa stregua.

Accettabile? Inaccettabile?

Lo lasciamo al giudizio dei lettori e dei cittadini elettori.

Ma se le parole del consigliere Pastore non lasciano spazio all’immaginazione, ci chiediamo quali altri accordi nasconde l’amministrazione Nitti e la sua maggioranza? Quando il prossimo colpo di scena per tenere sveglio lo spettatore che insonnolito continua ad assistere al governo cittadino guidato da Nitti?

E se qualcuno avesse ancora dubbi sull’interpretazione che diamo alle parole di Franco Pastore potrà sempre avere conferma che quanto non immaginiamo lo troviamo trascritto in forma concreta per quanto l’ormai ex presidente Valenzano, verga sulla sua lettera:

«nel pieno ed esclusivo rispetto delle intese politiche raggiunte con la propria maggioranza circa la disponibilità a rivestire il ruolo di presidente del consiglio per un periodo pari a metà mandato amministrativo – due anni e mezzo».

Non sappiamo quanti e chi della maggioranza sappiano di tali intese e quanti, chiamati ad esprimere solo il voto favorevole quando richiesto, ne siano rimasti all’oscuro, certo è che questo episodio politico tracotante e supponente dovrebbe portare a ragionare anche la minoranza consiliare che, una volta dismessi i panni della mongia e della pongia, dovrà dimostrare con i fatti che il rispetto dei cittadini e ancor più delle Istituzioni, è sacro.

Nel frattempo da più parti molti si chiedono se fosse questa la politica nuova di Giuseppi Nitti sbandierata in campagna elettorale con l’apoteosi dei palloncini blue al cielo; se fossero queste le promesse di cambiamento rispetto ai partiti che tutti i candidati “civici”, compreso il sindaco, abbiano sciorinato in quella campagna elettorale, casa per casa, porta per porta che li ha visti impegnati nel lontano 2018. Chissà se qualcuno che ha preferito il cugino o l’amica al vecchio rappresentante rottamato di partito non cominci a ripensare a quella scelta.

Riportiamo la lettera di dimissioni del presidente del consiglio Giuseppe Valenzano e la trascrizione della dichiarazione rilasciata dal consigliere di maggioranza Franco Pastore.

«Come ultimo atto di questo consiglio comunale, vi faccio presente che stamattina ho consegnato, ho protocollato le mie dimissioni:

Oggi 30 dicembre 2020

Oggetto: dimissioni della carica di presidente del consiglio. Leggo:

il sottoscritto, Giuseppe Valenzano, nel pieno ed esclusivo rispetto delle intese politiche raggiunte con la propria maggioranza circa la disponibilità a rivestire il ruolo di presidente del consiglio per un periodo pari a metà mandato amministrativo – due anni e mezzo -, avendo ottenuto nell’assise consiliare i voti necessari per rivestire tale ruolo ed avendolo di fatto ricoperto ininterrottamente per il periodo concordato, nella convinzione di aver svolto il mandato ricevuto con senso di responsabilità e rispetto per le istituzioni, dello statuto comunale e del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale, pur nella consapevolezza di aver ricoperto un ruolo estremamente complesso e delicato in un clima ostile che certamente non ha agevolato l’esercizio sereno delle proprie funzioni, nell’esprimere profonda gratitudine al consiglio comunale per aver riposto fiducia nel sottoscritto sia nell’ambito della votazione che per tutto il periodo in cui ha rivestito tale ruolo.

Per tutto questo sopra detto ed espresso, con la presente nota rassegna le proprie irrevocabili dimissioni dalla carica di presidente del consiglio.

Casamassima 30/12/20. Questo è quanto».

Questo il commiato del consigliere Franco Pastore

«Allora, io ti chiamo ancora presidente, e anch’io sono emozionato per questo momento. Chiaramente ti ringrazio a nome mio e a nome di tutti, e ci tengo, ci tengo, a far presente perché tante volte in questi momenti, presi dall’emozione si perde la lucidità per comprendere le parole che vengono dette. Tu hai fatto nella tua dichiarazione di dimissioni, hai fatto due passaggi importantissimi: il primo ritengo importante è quello che hai detto a tutti la verità, e non era scontato, perché in questi casi la politica ci ha insegnato che ci si nasconde spesso dietro le ragioni familiari, personali e quant’altro. Tu invece hai avuto il coraggio e la lealtà di dire come stanno le cose. Avevi assunto un impegno a tempo, avevi dato la disponibilità e l’hai mantenuto. L’altro ringraziamento importante che ti faccio, ed anche questo assolutamente non è scontato in politica, è quello che hai mantenuto fede ad un impegno, ad una parola data e questo assolutamente in politica accade na volta su cento. Sei di esempio a tanti altri. Grazie».

(In copertina una foto di repertorio – Franco Pastore e le assessore Maria Montanaro e Annamaria Latrofa)

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