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Casamassima: il sabato (sanificato) della libera uscita.

Mentre l’Europa ed il mondo intero, prima sbeffeggiandoci e poi considerandoci “untori” oggi ci apprezzano per le decisioni che siamo riusciti a prendere e che ora tutti copiano come noi a nostra volta abbiamo copiato dai cinesi, imponendo una disciplinata reclusione in casa al fine di evitare il contagio, Casamassima, ancora per poco ridente paesello a sud est la grande metropoli, concede come si fa per i carcerati l’ora di “aria” settimanale.

E così mentre impazzano sul web filmati e foto che ritraggono quanti, stufi del divano e della TV, lasciando quel libro ad impolverarsi sulla libreria, scorrazzano per il paesello alla ricerca di una birra fresca da bere in compagnia, il mercato settimanale, arrivando puntuale, concede un sabato diverso.

«La scelta del Governo non la condivido», dichiarava il portatore di fascia Nitti a La Gazzetta del Mezzogiorno del 15 marzo scorso, «ma sono un uomo delle Istituzioni e se c’è una norma la devo rispettare».

Eppure di tempo, il Nitti, ne ha avuto.

Ne avrà avuto per confrontarsi con i tanti sindaci non solo della penisola, ma anche a lui e a noi più vicini, che nonostante siano uomini delle istituzioni anch’essi, hanno deciso di chiudere i mercati settimanali che, anche se transennati e controllati, non possono del tutto scongiurare con certezza il contagio.

Avrà avuto il tempo si confrontarsi magari con l’ANCI nazionale o territoriale per una uniformità che appare ineludibile?

Cosa vedranno gli occhi vigili dei droni in volo quando sorvoleranno il mercato?

E poi, visto lo spostamento di uomini e merci che da altri luoghi vengono per vendere i prodotti che sulle tavole dei casamassimesi saranno consumati, siamo certi che anche loro non possano rappresentare un veicolo di trasmissione?

Il tempo che è intercorso fra il mercato settimanale di sabato 14 marzo a quello di sabato 21 marzo, come è stato impiegato?

Forse per decidere di sanificare o disinfestare le stradelle, le stradine o gli stradoni del paesello? E con cosa?

Dalla pagina del Partito Comunista di Casamassima apprendiamo che il prodotto utilizzato per l’irrorazione (aerea?) sarà l’ipoclorito di sodio al 2%.

Ma, tralasciando il fatto che il sindaco, vedi quanto scrive sabato 21 marzo, sembra non abbia ancora avuto tempo per approfondire le differenze fra sanificazione ed disinfestazione, (noi ne abbiamo parlato qui – clicca per leggere), ci chiediamo se quanto organizzato sia o meno conforme e/o utile per tentare di sconfiggere il Covid-19.

Se non bastassero le decine di articoli di giornale che una semplice ricerca su Google riporta sulla pericolosità dell’utilizzo dell’ipoclorito di sodio (candeggina), perché ancora una volta, il sindaco di Casamassima, si ostina, da uomo delle istituzioni, ad attuare comportamenti così profondamente discutibili? E a tale proposito, visti gli interrogativi che da più parti gli amministratori locali, (forse il sindaco Nitti non ne ha sentito la necessità), indirizzavano agli organi superiori per sapere quali dovessero essere le linee guida da seguire per la disinfezione delle strade e degli ambienti esterni in genere per affrontare l’emergenza sanitaria in atto, il Ministero dell’Ambiente, in concerto con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e lo SNAPA (Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiete), mercoledì 18 marzo diramava un comunicato che sconsiglia vivamente l’utilizzo proprio di quell’ipoclorito di sodio utilizzato a Casamassima.

Clicca qui per scaricare il documento.

(Foto tratta dal profilo Facebook del sindaco Nitti e pubblicata il 21 marzo 2020)

Cosa ha impedito agli uffici ed al sindaco di ritirare immediatamente quanto la Determina n. 57 del 17 marzo 2020 stabiliva riconoscendo alla COGEIR un compenso pari a € 2.200 più IVA, per “spruzzare” ipoclorito di sodio con l’avvertenza di mettere al “riparo” persone, animali e panni stesi?

Come mai, visto che l’Istituto Superiore di Sanità, confermando l’opportunità di procedere con la pulizia straordinaria delle strade per affrontare l’emergenza sanitaria consigliava di utilizzare prodotti convenzionali a Casamassima si è scelto diversamente?

Come mai non si è deciso di condividere l’invito del Ministro Sergio Costa di seguire le indicazioni uniformi valevoli sul territorio nazionale per minimizzare i possibili impatti ambientali considerando l’ipoclorito di sodio, sostanza corrosiva per la pelle e dannosa agli occhi, che se utilizzato per la disinfezione delle strade è associabile a un aumento di sostanze pericolose nell’ambiente con conseguente possibile esposizione della popolazione e degli animali?

Ed ancora, come mai si è utilizzato l’ipoclorito di sodio, che potrebbe nuocere alle acque superficiali e a quelle sotterranee?

Insomma, come mai le istituzioni assumono importanza vitale quando permetterebbero, nonostante gli assembramenti, i mercati settimanali all’aperto e poi non vengono ascoltate quando sconsigliano, per la salute dei cittadini e dell’ambiente circostante, di utilizzare i prodotti che qui al paesello si stanno utilizzando?

(Bergamo, 20 marzo 2020 – Le salme vengono trasportate in Emilia visto che nel cimitero cittadino non vi è più posto)

E così, mentre dai social il sindaco invita a restare a casa evitando gli assembramenti, dall’altro si concede la libera uscita per il mercato settimanale.

(Casamassima, 21 marzo 2020 – Giorno di mercato settimanale)

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