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Casamassima: oltre 95 mila euro all’anno per le spese legali. Ma la spesa vale l’impresa?

Gli avvocati, questi girarrosti delle leggi che, a forza di girarle e rigirarle, finiscono per cavarne un arrosto per loro.
(Heinrich Heine)

 

Gli italiani, si sa, sono un popolo di santi, poeti e navigatori.

Anche di cantanti.

Ma altra è la vera caratteristica che ci accomuna tutti: l’avvocato e il tribunale. Litighiamo con tutti: ogni occasione è buona per intavolare una discussione che prima o poi ci porterà nello studio di un avvocato ed in un tribunale dove un giudice supremo emetterà la sua sentenza.

Dal piccolo danno all’auto in un parcheggio al rumore molesto del pianista del piano di sopra per finire all’abbaiare del cane lasciato solo sul balcone. Al 2016, secondo il Sole 24ore, i processi civili fermi nei tribunali italiani erano oltre due milioni.

E per rispettare tali tradizioni anche i Comuni, da italiani, si adeguano litigando con il resto del Mondo.

Il Comune di Casamassima, per esempio, dal 2013 al 2017, ha tirato fuori dalle casse comunali, per onorare le parcelle degli avvocati,  una cifra ragguardevole che si avvicina al mezzo milione di euro. 500.000 mila euro altro che bruscolini.

In dettaglio, così come risulta dal Sito Istituzionale del Comune , nel 2013 i contenziosi ammontavano ad una spesa pari a € 80.671,07, mentre nel 2014 ad € 65.772,89. Nel 2015 si è toccata la cifra record di € 141.762,68 che l’anno seguente, il 2016, è stata pari a € 110.902,65.

L’anno scorso, il 2017, parcelle e procedimenti pari a € 77.987,00.

Una spesa complessiva, dal 2013 al 2017, di € 477.096,29.

Ma le cause o i procedimenti, hanno valori diversi: si va dal patrocinio gratuito a compensi che possono arrivare a superare i 25 mila euro.

Fra le 85 parcelle che compongono la contabilità dal 2103 al 2017, 40 vanno da un minimo di zero ad un massimo di 5.000 euro; 37 superano i 5.000 euro sino ai 10.000 euro e 8 prevedono compensi oltre i 10.000 euro sino a 25.534,60.

In definitiva, dal 2013 al 2017, si è avuta una spesa media all’anno pari a € 95.419,26.

Analizzare le ragioni che sono causa per intraprendere la via giudiziale da parte del Comune di Casamassima potrebbe divenire anche motivo di approfondimento, ma alla luce dei dati pubblicati una domanda sorge spontanea: a quanto ammonterebbe il beneficio da parte del Comune e quindi dell’intera collettività per coprire costi pari a 95 mila euro annuali?

Peccato non ci sia una tabella comparativa che gli raffronti questi dati.

Zia Rosa direbbe: ma la spesa vale l’impresa?

 

 

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