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Casamassima: per fortuna c’è la Montanaro, altrimenti sai che noia, sai che barba. I rating della settimana.

In attesa che l’amministrazione Nitti compia il primo colpo di reni che tarda ad arrivare, la settimana appena trascorsa, come quelle precedenti in verità, è stata da un punto di vista politico, a parte il caso dell’assessora Maria Santa Montanaro dentro leghista e fuori civica ancora presente in giunta, di una noia mortale.

Tolto il caso dell’ormai consueto sit in sotto il Palazzo Comunale di quelli che alla ricerca di un lavoro vanno a cui il sindaco non fa mancare la propria vicinanza sedendosi accanto, i temi degni di essere raccontati, ma solo per carità cristiana, sono i botta e risposta fra Palmieri e la Latrofa, le analisi indipendenti sull’acqua potabile, quell’incontro dei sindaci civici di Italia in Comune a Bari e la polemica della consigliera Monica Portaccio a proposito del manifesto comunicato stampa di Forza Italia e Fratelli d’Italia sul caso Tari.

Stucchevole e puerile il confronto fra Andrea Palmieri, l’ex, e Annamaria Latrofa, attuale assessore ai lavori pubblici a proposito di quei ripristini che causa gli scavi che hanno permesso l’elettrificazione della linea ferroviaria Sud Est, stanno interessando alcune strade del paesello. Il merito è mio se le strade si stanno asfaltando, dichiara Palmieri; e no, tu non centri nulla, era già tutto previsto, ribatte la Latrofa. A botta di comunicati stampa e di post sui social la guerra è in atto e non sappiamo quando finirà. Che oggi il Palmieri trovi il tempo di polemizzare lo troviamo naturale, ma che l’assessore Latrofa con i mille problemi e le mille responsabilità che supponiamo avrà e che la circondano, trovi il tempo di andare a spulciare fra i faldoni alla ricerca della prova che inchiodi l’ex assessore Palmieri alle sue responsabilità, lo troviamo veramente paradossale.

Nel frattempo nessuno dei due si interroga sul fatto che probabilmente, viste le pendenze inesistenti su alcuni tratti di strada interessate dalle operazioni di ripristino e la mancanza di manutenzione nelle cunette-canali di scolo delle acque, si potrebbero preannunciare futuri fiumiciattoli in piena alle prossime piogge.

Mica può essere sempre estate. Rating Caa.

Ancora vivo è il ricordo sull’acqua contaminata al paesello che in queste ore torna prepotentemente alla ribalta dopo il caso emblematico di Matera. Il sindaco Nitti, mantenendo l’impegno assunto in campagna elettorale, decide di affidare ad una società accreditata, le analisi sull’acqua potabile che viene erogata dall’AQP a Casamassima. Senza un regolamento però sull’acqua non più rimandabile che assicuri la periodicità delle analisi e che contempli eventuali contromisure, e con una scelta caduta come al solito in affidamento diretto, a nostro parere riesce a strappare, per quest’impegno da campagna elettorale, un rating Ba.

Potrebbe fare di più ma non si applica.

Balzato agli onori della cronaca per l’ennesimo incontro con i suoi colleghi civici di Italia in Comune, abbiamo seguito il sindaco a Bari, dove in una sala del cinema Galleria, alla presenza di Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto, Tommaso Depalma, sindaco di Giovinazzo e Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva, ha dato vita ad una conferenza stampa per illustrare il progetto che hanno in mente. In definitiva i sindaci aderenti chiedono che vengano riconosciuti più fondi regionali e/o nazionali al fine di tentare di contrastare il fenomeno dei rifiuti abbandonati in ogni dove attraverso l’utilizzo di telecamere, droni e risorse da destinare a personale preposto. Fenomeno dell’abbandono selvaggio del sacchetto della monnezza che ultimamente al paesello sta catalizzando l’intervento quasi quotidiano di qualcuno che a furia di post polemici e foto imbarazzanti, inonda i social. Ma che, ad esclusione di qualcuno, nessuno indaga sul perché proprio in queste ultimi giorni il fenomeno stia assumendo proporzioni così importanti. La sparizione di molti cassonetti dell’immondizia dal vicino Baricentro, sembra abbia invogliato molti che se ne servivano da tempo, ad indirizzare le proprie deiezioni monnezzare direttamente al centro del paesello. Causa principale di tale comportamento, oltre la mancanza di un’isola ecologica che mai ci sarà in quanto sembra sbloccato solo l’allestimento del Centro Comunale di Raccolta, è la vecchia piaga a cui il sindaco Nitti non ha saputo ancora porre rimedio. La fretta e la furia della passata amministrazione Cessa, non dando il giusto peso alle disposizioni contrattuali, permise che le pattumelle della differenziata fossero ritirate su base volontaria dai cittadini coscienziosi e non consegnate direttamente dall’azienda incaricata presso le abitazioni e/o le utenze non domestiche. Questo errore, che oggi si scopre mortale, e di cui continuiamo a pagarne le conseguenze, ha fatto si che i fantomatici e quasi impossibili controlli incrociati non siano riusciti a stanare gli “evasori” sconosciuti alla tassa ma attivi nel produrlo il rifiuto. Il sindaco Giuseppe Nitti, che il problema lo conosce bene in quanto anch’egli assunse un atteggiamento critico nei confronti di questa scelta che possiamo definire snaturata, oggi dovrebbe senza indugio porre rimedio. In assenza di una ricognizione senza ombra di dubbio di tutte le utenze, domestiche e non e dell’istituzione del Centro Comunale di Raccolta, ogni iniziativa sembra opinabile e non assolutamente risolutiva. Continuare a spendere denaro pubblico, anche se regionale o nazionale sempre tale rimane, senza che le eventuali contravvenzioni possano ammortizzarne la spesa, ci sembra non definitivo.

Quindi sino a che il sindaco e la sua amministrazione non vorranno mettere in campo il censimento non più rimandabile delle utenze, il nostro giudizio rating non potrà che essere Baa.

Sembra scritto a più mani quel comunicato intervista della consigliera Portaccio apparso sulle pagine de La Voce del Paese, a proposito del manifesto sottoscritto dai gruppi consiliari di Forza Italia e Fratelli d’Italia in riferimento alla volontà di sostenere la costituzione del Comitato Tari di Casamassima al Consiglio di Sato. Usciti vittoriosi dalla sentenza del Tar Puglia che dichiarava inaccettabili le incongruenze sul piano Tari approvate dalla scorsa consiliatura Cessa, i cittadini ricorrenti, oggi avranno al loro fianco anche i due gruppi consiliari che hanno deciso di non lasciarli soli nel prosieguo della disputa legale che vede il Comune e Giuseppe Nitti resistere in giudizio. Ma sembra che la Portaccio, ma come sussurrano le voci che si rincorrono in paese, insieme a tutta l’UDC, partito di riferimento della stessa consigliera, di Giacomo Nanna e del sempre vigile Mimmo Birardi, non abbia gradito il fatto di essere stata estromessa dalla firma in calce a quel comunicato manifesto.

Marcare il territorio con il simbolo dell’UDC, nell’ambito del centro destra, come si afferma nell’intervista, sembra, a nostro giudizio, del tutto pretestuoso viste le decisioni che in queste ore si rincorrono e che vedrebbero esponenti del partito sostenere candidature di centrosinistra per le provinciali di Brindisi e Lecce sostenendo finanche Emiliano alla Regione. E così mentre a Bari si spaccano con il resto del centrodestra che riscuote anche l’appoggio della Lega per le prossime regionali del 2019, al paesello, isola felice al di fuori del mondo, basta una firma e un simbolo non stampato per rompere l’alleanza o per far montare una polemica “infantile”. Il riferimento poi ai voti di preferenza raccolti dalla Portaccio e dal Nanna, non convincono sull’autosufficienza del gruppo che certamente, senza l’ospitalità fornita da Forza Italia, non avrebbe raggiunto il risultato che ha raggiunto.

Se fossimo maligni, ma mai lo siamo stati, leggeremmo questa polemica senza senso solo se in prospettiva volessimo vederla in un rilancio futuro del suo uomo di punta qui al paesello che mal ha digerito quella caduta rovinosa dal notaio qualche anno fa. Quali siano gli elementi che portano la Monica Portaccio ad affermare che Mimmo Birardi aveva dato finalmente luce e dignità a questo paese (citiamo testualmente), è la domanda che vorremmo porre alla consigliera e che ci permettiamo di porre.

Anche per questo ci avvaliamo di dare il nostro insindacabile giudizio inappellabile rating:

a chi ha deciso che la firma dell’UDC non dovesse comparire sul manifesto comunicato, C;

all’UDC che si “offende” per la mancanza della firma sul manifesto comunicato, C.

Giuseppe Nitti, ringrazia.

Intanto la produttività degli assessori ci sembra alquanto non soddisfacente (ve ne daremo contezza), e alle riunioni di maggioranza cominciano a mancare i pezzi da 90. Perché?

E poi, considerato che non stiamo qui a pettinare le bambole, la lettura di un altro ben più piccante comunicato stampa, per qualcuno sconvolgente, potrebbe scuotere dal di dentro la maggioranza di governo cittadino.

Il mistero si infittisce.

 

Ci rimane, questa settimana, solo quello.

 

 

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