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Casamassima: per qualcuno il Paese Azzurro.

Sono bastate 10 righe su un sito di promozione turistica, di gestore e curatore ignoto, per scatenare al paesello a sud est la grande metropoli, commenti che vanno dall’ironico, al sarcastico passando dall’orgoglio campanilistico a prescindere.

E così, fra i luoghi sconosciuti ma assolutamente da visitare, accanto a Cala Luna in Sardegna, Calcata, il Pozzo di San Patrizio di Orvieto, l’Isola dell’Iri, compare anche Casamassima, il Paese divenuto Azzurro da quando nel 1658, nel rispetto di un voto fatto alla Madonna di Costantinopoli per aver tenuto lontano la peste dal paese, il duca dell’epoca ordinò che le case fossero riverniciate con calce viva a cui si dovette aggiungere l’azzurro, il colore del manto della Madonna.

Ed è a questa notizia che il web si è scatenato:

Ma accanto ai commenti sardonici e pungenti, che fotografano purtroppo la realtà, ci sono anche quelli che, grati della menzione, non vorrebbero perdere il treno di questa improvvisa notorietà per rimboccarsi le maniche e fare qualcosa, non si capisce cosa però, per rilanciare, se mai ci fosse stato un inizio, quelle famose potenzialità così sapientemente nascoste non si sa dove e da chi:

Ed accanto a questi poi, ci sono quei romantici che, vista la rinomanza di Casamassima, dichiarano che oramai è divenuta addirittura un’urgenza da affrontare quella che ruota attorno al Paesello Azzurro da cartolina.

Ma come?

Verniciandolo tutto di azzurro? Facendo proseliti fra le giovanissime generazioni attraverso un indottrinamento acritico nelle aule della scuola per far sentire in vita qualcuno? Oppure fondando altri cento comitati del borgo antico come se quelli esistenti non bastassero?

Ma le idee dove dimorano quando ormai, a scempio compiuto, non ci resta che sperare che le ipotetiche frotte di visitatori, una volta giunti al Paese Azzurro, non ci richiedano le spese di viaggio?
Il dibattito è aperto.

 

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