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Casamassima: Pignataro e Nitti si “picchiano” duro.

Passata la settimana santa che è servita maldestramente a mascherare gli scossoni politici, abbandonati i convenevoli e digerite le uova, quelle di cioccolato perché per le altre qualcuno continua ad indagare, la “battaglia politica” al paesello a sud est torna prepotentemente alla ribalta infiammando i social.

Apre le danze Franco Pignataro, referente di Fratelli d’Italia a Casamassima che alle 19.46 di sabato 26 aprile scrive sul suo profilo fb un lungo post:

IMPROVVISAZIONE E INADEGUATEZZA: IL VERO PROBLEMA DELLA POLITICA ITALIANA

Quando si vede un cantiere aperto, anche un avversario politico non può che gioire pensando che un’opera pubblica torna ad essere fruibile o comunque viene valorizzata. Senza contare che si offre un respiro alle imprese, al lavoro, ai nostri concittadini.

È il caso dei lavori di recupero del campo sportivo di Casamassima.

A dire il vero, era ora che l’amministrazione dei “Civici Multicolor”, dopo un anno trascorso ad intrattenere qualche fan con una ostentata e prolissa generazione di parole, battesse un colpo e dimostrasse di meritare quei 15 mila euro circa al mese (tanto costa al contribuente il loro stipendio mensile) puntualmente prelevati dalle casse del Comune.

Eppure, dopo il primo momento di soddisfazione, siamo rimasti sorpresi, e in fondo delusi, dagli squilli di tromba con i quali l’assessore di riferimento ha voluto annunciare al mondo la strabiliante notizia dell’intervento sul campo sportivo.

Comprendiamo l’entusiasmo, visto che la politica vive spesso l’ansia da prestazione, soprattutto quando è stata poco produttiva.

Capiamo anche che il primo intervento pubblico di una certa consistenza, per quanto frazionato in mille rivoli, sia un avvenimento che va celebrato, dopo un anno di parole al vento e pasticci amministrativi.

Comprendiamo anche la necessità di vivere da protagonisti almeno una volta e non finire a “chi l’ha visto” come gli altri assessori, in un contesto nel quale solo una persona (e temo non sia il sindaco) dispone e decide le priorità. E poi, vuoi mettere i like dei fanchattisti, una frenesia di celebrità.

Comprendiamo, comprendiamo, comprendiamo, ma pensiamo anche che l’assessore poteva risparmiarsi quella infelice e ingenerosa frase riportata dagli organi di stampa, secondo la quale il campo sportivo sarebbe stato abbandonato “all’incuria e all’abbandono per troppi anni”, accusando in tal modo le precedenti amministrazioni, tra cui quella di centro-destra.

E qui ci risentiamo un tantino, perché sul campo sportivo abbiamo avuto modo di rispondere ad interpellanze che allora venivano sempre dallo stesso consigliere e abbiamo fornito tutte le spiegazioni, palesi, scontate, ovvie, circa il motivo per cui non si potesse intervenire.

Abbiamo troppo rispetto di chi non conosciamo personalmente, per replicare con il tono che l’argomento meriterebbe, quindi garbatamente vorremmo ricordare all’assessore Latrofa, evidentemente mal consigliata e poco documentata, che quel campo sportivo è rimasto per molti anni in abbandono perché era in corso un contenzioso con il gestore dell’epoca che sicuramente l’assessore conosce, magari molto bene.

Vogliamo ricordare all’assessore che in quel campo sportivo sono stati spesi centinaia di migliaia di euro erogate dall’amministrazione De Tommaso, per opere che pare siano risultate abusive. E vogliamo sperare che l’assessore, prima di premurarsi a mettere le mani nelle casse comunali, si sia responsabilmente informata se quei denari siano stati rendicontati fino all’ultimo centesimo.

Desideriamo dare all’assessore anche un altro consiglio, quello di verificare se quel campo sportivo abbia le caratteristiche per ottenere l’omologazione, intanto per la quantità di parcheggi, ma soprattutto in termini di disposizione del terreno di gioco rispetto ai punti cardinali. Perché in caso contrario staremmo buttando via soldi dei cittadini per appagare l’ennesimo desiderio personale di qualcuno.

Infine vogliamo ricordare all’assessore Latrofa che l’amministrazione di centro-destra aveva in mente di creare un parco pubblico proprio dove è attualmente ubicato il campo sportivo e costruire un nuovo stadio (multifunzione, quindi utile anche per eventi) in zona periferica (dove i parcheggi sarebbero stati possibili), con il concorso del Coni (che allora aveva garantito un cofinanziamento) e di privati ai quali sarebbe stato affidato in concessione.

Quanto alle priorità, all’incuria e all’abbandono, noi pensiamo che tagliare le foreste di erbacce che avvolgono le zone verdi del paese sia prioritario rispetto ad un intervento che rischia di essere inutile e che per quanto attiene gli alberi, sia prioritario potarli, piuttosto che abbatterli per non prendersi il fastidio.

A proposito, il pollice verde di molti candidati “civici” che prima delle elezioni ripulivano le aiuole con fotografi e giornalisti al seguito, si è ritirato per lasciare posto al medio? Forse si è esaurita la passionaria spinta ideale ambientalista? Peccato, Greta sarebbe stata contenta e magari, continuando con quella “civica” laboriosità, per le donzellette e i donzelletti nostrani poteva scapparci anche il Nobel.

Pensiamo che intervenire per migliorare il servizio di nettezza urbana, che costa “solo” 4 milioni di euro (il doppio di quanto costi in altri comuni con lo steso servizio), sia prioritario rispetto all’intervento sul campo sportivo.

Pensiamo che risolvere il macroscopico problema delle aree da acquisire dal centro commerciale sia prioritario rispetto ai desideri di qualcuno.

Pensiamo che intervenire nel centro urbano per ripopolare la piazza e il centro storico (che non sia la collocazione di orribili e scomode sedute di cemento) sia prioritario rispetto al campo sportivo.

Pensiamo che sistemare marciapiedi, manti stradali sconnessi e voragini che ormai non si contano più in ogni strada, sia prioritario rispetto ad ogni altro intervento.

Pensiamo che garantire il diritto elementare allo studio in stabili che non crollino sulla testa dei ragazzi e per i quali sia assicurata la manutenzione, sia prioritario rispetto a qualunque altro intervento.

Allora gentile assessore, almeno lei che possiede titoli accademici per operare senza dover dimostrare nulla, faccia meno proclami e si preoccupi di adempiere alla tempistica che le impone il decreto ministeriale che ha stanziato 100 mila euro per la messa in sicurezza delle nostre opere pubbliche…E quando partiranno i lavori, riconosca il merito al Governo per il gradito e necessario regalo.

Infine vogliamo offrirle tre foto ricordo. La prima è stata scattata di sera, nella primavera del 2018. La seconda e la terza qualche giorno fa, un anno dopo. Sembrano identiche, ma è passato un anno e uno dei due buchi si è nel frattempo completamente riempito di rifiuti! Se un bambino o un anziano infila un piede in uno di quei buchi lasciati dalle piastrelle mancanti, si ROMPE!

ECCO, ASSESSORE, SI PREOCCUPI DI RECUPERARE ALLA DECENZA E ALLA SICUREZZA QUEL MARCIAPIEDI E ALTRI COME QUELLO. NON SARA’ PROTAGONISTA SUI GIORNALI, MA AVRA’ FATTO UNA COSA BUONA IN UNA STAGIONE POLITICA SEGNATA DA INADEGUATEZZA E IMPROVVISAZIONE.  

Trascorrono meno di 24 ore e la risposta del sindaco Giuseppe Nitti non si fa attendere:

 

I FOSSILI CHE PRENDONO VITA…

Non è un titolo di un libro.

Ieri mentre navigavo su Facebook mi sono imbattuto in un post scritto da Franco Pignataro, dirigente di Fratelli d’Italia, e persona impegnata da decenni in politica.

Politico famoso ed autorevole, dispensatore di pillole di saggezza, ispiratore delle moderne teorie della destra italiana ed europea, accumulatore di consensi, secondo soltanto a Giorgio Almirante.

Insomma, un mammasantissima.

Quindi, dopo aver apprezzato tali grandi doti, mi sono catapultato su Wikipedia e sui più importanti siti che ricordano politici di fama per apprezzare anche il suo curriculum.

Ed è qui la prima delusione.

Sconfitto per ben due volte come candidato sindaco dai suoi eterni rivali comunisti, in decenni di politica non ha mai ricoperto ruoli di governo nel nostro paese. Mai stato in maggioranza, se non come consigliere comunale in una breve parentesi dal 2011 al 2014. Periodo in cui era spesso costretto a dare un colpo alla botte ed uno al cerchio, salvo poi manifestare grande imbarazzo sui provvedimenti della sua coalizione.

Forse è proprio in virtù di tale curriculum che gli è stata riconosciuta la laurea Honoris Causa per aver sbraitato nel deserto per decenni. Insomma, per aver sempre criticato tutti e tutto senza costruire nulla di buono.

Così come ha fatto con il post di ieri.

Mi sono sforzato per capire il motivo di tanta critica, ma non sono stato capace di darmi una risposta. Sarà stata probabilmente la frustrazione di aver dovuto dire per anni che “l’uva è sempre acerba” che lo ha portato ad inveire contro l’assessore Latrofa.

Un assessore che mi onoro di avere al mio fianco, che non conosce orari, che entra la mattina in Municipio e ne esce la sera.

Ma una cosa l’ho capita. Probabilmente, pur di criticare questa amministrazione, Sua Eccellenza Pignataro è disposto a sostenere che il recupero del campo sportivo e della villa comunale non vanno bene. È disposto a non vedere i nuovi finanziamenti ottenuti e voluti dall’assessore e dalla maggioranza tanto criticata. È disposto a non dire che il parco urbano (da lui tanto voluto) sarebbe stato possibile realizzarlo dovendo sacrificare i fondi destinati alla costruzione del ponte ciclabile di collegamento tra Casamassima ed il centro commerciale, in spregio alla convezione. È disposto ad affermare che il nostro Comune paga il doppio per la Tari, dimenticando di dire che la gara è stata gestita dall’Aro BA5 e che l’unico comune del distretto affine al nostro è Acquaviva, i cui costi sono sostanzialmente allineati.

Ne voleva fare di cose Pignataro. È vero, aveva tante cose in testa, peccato che gli sono rimaste tutte lì e che ogni tanto gli provocano un corto circuito.

Ma su una cosa ha ragione: siamo una coalizione multicolor perché a noi piace la pluralità, il confronto, la diversità di idee e di opinioni.

Non ci hanno mai affascinato le teorie del ventennio. Noi non siamo dei nostalgici ed anzi ripudiamo certe visioni.

Ti saluto caro Franco, ricordandoti che nella vita c’è un tempo per ogni cosa. Ed un fossile, pur utile che sia, tale rimane. Nulla di più!

 

Nel frattempo Autonomia Cittadina di Pinuccio Fortunato che aveva difeso con le unghie e con i denti l’alleanza coalizione con Franco Pignataro alle scorse amministrative che avevano visto prevalere Vito Cessa su Vito Rodi, condivide in toto quanto scritto da Giuseppe Nitti. Per difendere l’onorabilità di Annamaria Latrofa, che insieme ad Azzurra Acciani e Maria Montanaro la rappresentano in Giunta?

 

E così, dopo questo scambio, tutti si sarebbero aspettati che lo “scazzo” fosse finito lasciandoci liberi di tornare alle nostre faccende, ma Franco Pignataro tornando sull’argomento domenica 27 aprile alle 10.24, scrive:

IL CURRICULUM CHE NON TI HO RACCONTATO

Un amico mi ha informato che il Sindaco, quello ufficiale, si è risentito di quanto ho scritto nel post precedente “IMPROVVISAZIONE E INADEGUATEZZA”.

Devo dire che non mi meraviglia la reazione scomposta; accade sempre quando si centra il problema e si raccontano le verità scomode. D’altra parte chi gareggia con i “mi piace” di facebook, figuriamoci se sopporta la critica politica, salvo inneggiare alla pluralità, al confronto e bla, bla, bla.

Mi stupisce e mi delude, tuttavia, che il primo cittadino “formale”, pur possedendo ampia capacità di reggere un confronto, di ironizzare e di argomentare allo stesso livello, si sia ridotto ad un irrispettoso, volgare, maleducato e schizofrenico attacco personale, a meno che una penna decaduta non si diletti a prestare i propri servigi. Non ha trovato di meglio, peraltro, che prendere in prestito perfino un termine che avevo utilizzato qualche giorno fa in riferimento alla contradditoria alleanza tra il partito della Bonino e il partito dei civici, che poi dichiara di essere contro i partiti. La solita presa per i fondelli dei soliti arrampicatori.

Delude ancora di più che si sia lasciato andare ad un delirio circa i miei presunti fallimenti politici, adottando lo stile dell’attacco personale; manco a dirlo, uno stile degno dei tempi di qualunquismo, improvvisazione e inadeguatezza che viviamo.

Nella politica vera, quella costruita sulle idee e non sulle coalizioni di potere o peggio di affari, lo scontro è a volte aspro, a volte ironico, ma la dialettica poggia su contenuti, non su deliri o stupidaggini. E poi, si è guardato intorno? Cosa e Chi lo circonda? Quanto pensa di resistere con la testa infilata nella sabbia?

Potrei chiudere la faccenda con queste poche righe, ma avverto la necessità di precisare due elementi essenziali:

  1. Il primo riguarda la inedita interpretazione del ruolo da parte di un Sindaco che forse pensa di aver addomesticato tutti i Casamassimesi con le prebende di cittadinanza e rifiuta l’idea di qualunque opposizione che possa disturbare il grande manovratore.

Strana concezione per chi dichiara di non essere mai stato “affascinato dal ventennio” e di essere invece per “la diversità di idee e di opinioni”.

  1. Il secondo punto le farà venire un tantino di bile, mio giovane e pur tanto presuntuoso Sindaco, ma sia consapevole che posso fare anche meglio.

Vede, io non sono stato mai al governo di Casamassima perché ho creduto e militato da giovanissimo nel MSI che lei non conosce ed è meglio così.

E sa quale è la notizia più importante? Che sono rimasto sempre nello stesso partito e con le stesse idee.

A Sindaco mi sono candidato una volta come espressione di bandiera del MSI contro intere coalizioni e tutto l’arco costituzionale e un’altra volta, contro la mia volontà (e possono testimoniarlo in tanti), come candidato di un centro – destra ancora nascente.

Mio giovane e superficiale Sindaco, le sue ricerche sul mio conto non le hanno consentito di scoprire che per nove volte Casamassima mi ha eletto al Comune e per due volte alla Provincia con un plebiscito?

E durante quel periodo alla Provincia:

– sono arrivati 2,3 miliardi di vecchie lire per la sistemazione di TUTTE le strade di collegamento provinciali;

– è stata inserita nella programmazione la scuola secondaria di II° grado che poi ha trovato svariate paternità abusive;

– sono stati concessi contributi copiosi alle associazioni tra cui l’acquisto di 100 copie di ognuno dei 4 volumi di “Casamassima nella storia dei tempi” di Don Sante Montanaro;

– è stato ubicato a Casamassima uno dei 16 Centri per l’impiego della Provincia che oggi ridiventa strategico nelle politiche del lavoro;

– con il collega consigliere Saraceno di Spinazzola ho condotto fino all’alba e vinto la battaglia di emendamenti per l’abolizione della tassa sui passi a raso sulle strade provinciali;

– infine, se si informa con più attenzione, scopre che nel 2002 anche il 118 è stata una conquista condivisa con il vice sindaco dell’epoca e un assessore regionale amico.

Queste piccolezze non le ha trovate sfogliando il mio curriculum?

Mio giovane e imprudente Sindaco, voglio ricondurla alle idee che ho sempre professato perché a causa di quelle idee sono stato costretto ad emigrare per lavorare. Perché quelli come me venivano discriminati dai democratici come lei. E siccome nel mio modello educativo non compariva e non compare il termine “raccomandazione”, la strada non poteva che essere l’emigrazione.

Sa, a quei tempi non era conveniente militare nel MSI. A quei tempi i giovani di destra e di sinistra morivano per strada per difendere una bandiera. Meglio la DC o il PSI che dispensavano favoritismi e raccomandazioni. Sa quante persone hanno fatto carriere fulminati, ovviamente nel pubblico impiego, con la DC e il pentapartito? Le potrei fare un lungo elenco.

Ho vissuto l’esilio, ma sono orgoglioso e sereno perché so di essere rimasto coerente e, quando ne ho avuto la possibilità, ho servito e dato tanto alla Comunità, senza compromessi. Anche a costo di litigare tutti i giorni durante l’amministrazione di centro-destra come lei ha ricordato.

Oggi il mio curriculum, quello che lei non ha visto, è stracolmo di titoli professionali conseguiti nel mercato privato, non nella comodità della sfera pubblica dopo un bel concorso truccato e un calcio dove non batte il sole. E non devo ringraziare nessuno, con l’eccezione di persone a lei molto vicine, alle quali sono e sarò eternamente grato per avermi saggiamente indicato una strada e incoraggiato a percorrerla.

Mio giovane e incerto Sindaco, il mio curriculum adesso, seppur per sommi capi le è noto. Almeno quello politico. Quello professionale lo trova facilmente su internet. Se desidera posso aggiungere altri elementi.

E IL SUO DI CURRICULUM?

LO VUOLE RAMMENTARE LEI STESSO AI CITTADINI O CI PENSEREMO NOI CHE SIAMO FASCISTI BRUTTI E CATTIVI?

MAGARI IN UN’ALTRA OCCASIONE CHE LEI STESSO CI SERVIRÀ SU UN PIATTO DI ARGENTO.

p.s. le lascio un altro ricordino: una foto. Giusto perché si possa preoccupare del decoro pubblico senza spargere veleni.

Sarà finito lo scontro?

Vi terremo informati.

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