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Casamassima: primo Consiglio Comunale. Gioco facile per la maggioranza con queste minoranze.

Inizia con un minuto di raccoglimento in memoria del “Sindaco di Casamassima” Vito De Tommaso e del giovane Presidente la Maxima Soccorso Lino Gargaro, scomparsi a distanza di una settimana l’uno dall’altro, il primo Consiglio Comunale dell’era Giuseppe Nitti.

La proposta di Agostino Mirizio di voler trovare con la maggioranza una figura condivisa per rivestire la carica di Presidente del Consiglio non viene accettata dal Sindaco in quanto non è a poche ore dall’inizio del consiglio comunale che tale richiesta può essere formulata, dichiara lo stesso, come se, però, non si volesse riconoscesse all’unica Assise pubblica di un Consiglio Comunale quella deputata per discutere di tale argomento. E così, secondo quanto dichiara il consigliere di minoranza in quota PD Andrea Palmieri, l’elezione di Giuseppe Valenzano quale nuovo Presidente del Consiglio Comunale di Casamassima è la dimostrazione lampante che il manuale Cencelli è stato rispettato in toto da parte della maggioranza. Il riferimento, come poi specifica in altro intervento, riguarderebbe anche la nomina degli assessori da parte di Giuseppe Nitti sindaco che, ad esclusione di Azzurra Accciani, ha nominato personalità legate più alla politica spicciola di partito che al civismo sbandierato in campagna elettorale.

Ricordiamo ai pochi che non lo sappiano ancora, compreso il sindaco che non nasconde la sua non dimestichezza al politichese comparato, che il manuale Cencelli, messo a punto dal noto democristiano Massimiliano, è una serie di alchimie affinché si possa arrivare alla spartizione di incarichi basata su interessi politici limitati caratterizzati più dal peso elettorale di ognuno e/o di corrente anziché sul merito.

Anche la vice Presidenza del Consiglio è ad appannaggio della maggioranza che alla 4° votazione elegge Salvatore Nacarlo con i suoi 11 voti. Ma questa votazione apre una preoccupante crepa all’interno della minoranza determinata dalla spaccatura politica evidente fra il Movimento 5 Stelle, che con i suoi due voti elargiti a Caravella Antonello, contro le 4 schede bianche della rimanente opposizione, apre scenari non edificanti. A riprova di ciò arriva anche il voto favorevole dei penta stellati allorquando dichiarano il loro convincimento che il programma illustrato dal sindaco Nitti potrebbe essere sovrapposto al loro. Crediamo che simile affermazione forse aprirà una discussione fra gli attivisti e simpatizzanti che si chiederanno quali le ragioni di aver presentato una lista, quella del M5S, autonoma e con un proprio candidato sindaco, quando quella di Nitti avrebbe perfettamente fatto al caso loro. Se a questo dovessimo aggiungere che solo l’elezione di Nitti avrebbe garantito la presenza di due consiglieri comunali, l’apoteosi delle analisi avrebbe raggiunto il suo culmine.

Ed è per questo che sembra strana e quantomeno discutibile la decisone assunta dal Caravella Antonello, per due volte consecutive uscito sconfitto come candidato sindaco per il M5S, e nonostante la bocciatura da parte degli elettori che hanno preferito i giovani esponenti del movimento cittadino a scapito dei vecchi volti noti superati finanche dalle stesse mogli candidate anch’esse, che continui a negare l’esperienza doverosa a giovani promesse che a breve dovranno continuare la strada tracciata, non prendendo la decisone di dimettersi lasciando loro lo spazio conquistato sul campo.

Per quanto riguarda poi le linee programmatiche del nuovo sindaco, per adesso, come ogni programma di governo che si rispetti, considerato il  libro dei sogni per ogni amministrazione che muove i primi passi, rimandiamo a quello pubblicato e reso pubblico in campagna elettorale.

Sottolineiamo soltanto gli impegni pubblici del sindaco in merito alla sicurezza del territorio, alla salvaguardia e al potenziamento delle aree verdi e sulle analisi periodiche attraverso centri di analisi certificati, sull’acqua potabile dei nostri rubinetti. Sul fronte Scuole, per la Rodari mancherebbero ancora certificazioni necessarie per l’apertura del prossimo anno scolastico e per la Collodi la lunga durata dei lavori che al momento non permette scadenze certe.

Mancherebbe un nuovo «capo» all’Ufficio Finanziario e un «rinforzo» all’Ufficio Tecnico, le priorità nelle parole del Sindaco. La zona PIP, che da anni occupa il confronto politico, sarà lo studio da destinare all’assessore Latrofa per la realizzazione di un parco tecnologico che non abbiamo ben capito in cosa dovrebbe concretizzarsi.

Per l’urbanistica riqualificare il paesello partendo da Piazza Moro con le nuove panchine, di cui abbiamo già dato notizia (clicca qui), piste ciclabili, demolendo l’idea di Paese Azzurro che qualcuno a forza vorrebbe imporre senza che le caratteristiche siano state mai valorizzate realmente.

E poi i lavori sul campo sportivo, casa delle associazioni da realizzarsi all’interno dell’ex carcere, politiche sociali, centro aperto per gli anziani, e l’istituzione di olimpiadi per i diversamente abili, abolizione delle barriere architettoniche, completamento fogna nera e bianca, salvo i fondi necessari da ricercare e l’immancabile  recupero del Monastero di Santa Chiara.

Ma delle coperture necessarie per tutte queste opere da mettere in cantiere, sottolinea la Antonietta Spinelli dai banchi delle minoranze, non vi è ancora traccia.

Certo è che con una serie di minoranze distinte e separate fra loro, a  parte i problemi con il M5S già visti, e con quell’ulteriore frammentazione determinata dalla Monica Portaccio (che ci ricorda tanto le dichiarazioni di Gino Petroni nella scorsa consiliatura allorquando dichiarò di far parte di un gruppo politico non concorrente alle elezioni ma che sempre è rimasto nel suo credo politico), quando asserisce, disconoscendo di fatto il suo candidato sindaco Mirizio, di voler far parte di un gruppo politico, l’UDC, il cui simbolo era assente nella competizione elettorale, si comincia in modo raffazzonato e rabberciato, un modo di fare opposizione che stando così le cose, poco potrà garantirsi nel compito di vigilanza e pungolo nei confronti della maggioranza, salda al comando delle operazioni.

Avremo tempo e modo di parlare intorno a quei consiglieri comunali che per la prima volta siedono sui banchi del consiglio, non dimenticando l’unico momento di giubilo e di sano humour che abbiamo notato rappresentato da Giuseppe Nitti, seguace nella scia di Sir Robin Knox Johnston, ad essere riuscito a circumnavigare l’aula toccando vette inaspettate per la politica del paesello.

 

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