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Casamassima – I revisori dei conti bocciano gli uffici.

E’ stata fissata per il 2 maggio prossimo, in concomitanza con quello fissato per la situazione scuole a Casamassima, la discussione in merito all’approvazione del Bilancio di Previsione 2016-2019.

Ma sono i pareri dei Revisori dei Conti, proprio in merito al Bilancio di Previsione,  al centro dell’attenzione in questo momento.

A proposito degli uffici e della macchina organizzativa tecnica e burocratica degli uffici comunali, i Revisori aprono scenari a dir poco inquietanti.

Ma che dicono i revisori?

Nel primo parere, quello del 7 aprile 2017 scrivono:

«A tutto ciò si aggiungano i ripetuti solleciti all’Amministrazione ad organizzare e potenziare, anche in termini di formazione, le risorse disponibili per la constatazione di una disorganica  gestione degli/tra gli Uffici che non fa che acuire ulteriormente la gestione non ottimale dell’Ente dal punto di vita economico, finanziario e patrimoniale.

Questo Collegio ha avuto finora modo di effettuare all’Amministrazione ripetute sollecitazioni, volte anche a prevenire potenziali rischi di illegittimità degli atti amministrativi adottati, al fine di evitare ricadute di tipo personale e patrimoniale rispetto all’adozione degli atti amministrativi. Non si è avuto ancora un adeguato riscontro.

In tal senso si inserisce il rilievo del Segretario Generale dell’Ente che, in sede di redazione  del Verbale relativo ai controlli interni, ha constatato che: ” …è  stata rilevata la scarsa qualità nella redazione degli atti:  ancora più preoccupante è l’avvertita necessità di ribadire che” …per  il servizio di  gestione del territorio….. si  perdura,  nonostante le ripetute raccomandazioni  in  tal senso, a non utilizzare il Mercato Elettronico della P.A.”.»

«Suggerimenti

  1. Strutturazione organica degli Uffici per consentire una gestione integrata dell’attività amministrativa. Il Collegio, infatti, lamenta una insufficiente comunicazione e collaborazione tra gli Uffici, che inficia la possibilità di avere un lavoro maggiormente condiviso ed efficiente tra le risorse dell’Ente.
  2. Predisposizione di un piano di gestione ottimale dei tributi, possibilmente internalizzandone la gestione per garantire non solo una  maggiore trasparenza nella gestione  ma  anche  per beneficiare  di   strumenti  di   ausilio   all’accertamento   che,   se   affidati   all’esterno,   non consentirebbe all’Ente di beneficiarne; ci si riferisce ad una interazione proficua con l’Agenzia delle Entrate per incrociare i dati di questa con i dati a disposizione dell’Ente, che potrà così effettuare un accertamento più affidabile non solo dei tributi locali ma anche di quelli erariali. Di questa interazione  potrebbe scaturire una nuova opportunità economica finanziaria,  in quanto per alcuni tributi erariali il recupero dell’evasione può  andare a beneficio dell’Ente che ha  collaborato  per  far  emergere  il  gettito  evaso:  il  Comune  avrebbe  così  una  migliore organizzazione del servizio e potrebbe anche trarne una maggiore quantità di risorse.
  3. Predisposizione di quadri sinottici di monitoraggio costante delle opere pubbliche  per poter avere una sintesi precisa dei residui attivi e passivi, al fine di fornire una rappresentazione aggiornata e veritiera di questi.
  4. Adozione di un inventario che riporti non solo i dati anagrafici dei beni, ma anche le incidenze di carattere economico e patrimoniale sul bilancio dell’Ente, che potrà essere così assolutamente veritiero e  corretto. Tutto  ciò consentirebbe una più efficiente  ed  efficace gestione  del  Patrimonio  (es.  affitti adeguati dei beni  dell’Ente) grazie  ad  una maggiore redditività dei cespiti che lo compongono.»

Cosa dovremmo ulteriormente aggiungere a questo quadro che sembra impietoso?

Nell’ulteriore parere dei Revisori dei Conti del 26 aprile, il terzo rilasciato per meglio esplicitare quanto gli stessi dichiaravano in quello rilasciato 5 giorni prima, leggiamo:

 «Preso Atto

  • con stupore delle  vane  enunciazioni  indicate  nella nota  tecnica  del  Responsabile  del Servizio di Gestione economica e finanziaria (Prot. 8404 del 21.04.2017), irrilevanti dal punto di vista economico/finanziario/patrimoniale, in ordine alle criticità evidenziate dal Collegio con il parere al Bilancio di Previsione;»

……

«Rivolge        

ferma sollecitazione  all’Amministrazione  a dotarsi di  un’organizzazione  compatibile con l ‘innovativo quadro di finanza locale, nonché a strutturarsi con figure professionali dotate di specificità compatibili con le gravose, impegnative ed articolate responsabilità gestionali, primo ed essenziale elemento di una sana, coerente e proficua gestione. In tal modo, si scongiurerebbero disappunti e fraintendimenti, verificatisi a causa di non approfondita  conoscenza  del  procedimento  di  formazione  del  bilancio  e  del  suo contenuto, che integra congiuntamente dati contabili, modus operandi, organizzazione dell’ Ente ed intendimenti programmatici;»

Anche in questo parere, il riferimento agli uffici traspare in tutta la sua drammatica gravità.

Ma il sindaco non aveva assicurato tutti che la scelta di nominare tecnici come assessori sarebbe stato un valore aggiunto per il paesello a sud est? E la nomina di un nuovo responsabile al Servizio di Gestione Economica Finanziaria, non doveva servire, seppur ad interim, ed essere sufficiente per sopperire alle gravi riscontrate denunce fatte dal Collegio dei Revisori?

A parte la considerazione che non si ricordano pareri e giudizi così negativi nei confronti delle Amministrazioni di Casamassima, e questo senza distinzione fra destra e sinistra e centro, che siano ancora una volta le scelte del sindaco foriere di responsabilità politicamente e tecnicamente opinabili?

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