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Che la Madonna illumini il cammino del Sindaco.

Che tu possa vegliare e guidarmi nel cammino che sicuramente non sarà facile e che comincia decisamente in salita.

Pensiamo sia stata questa la preghiera del neo sindaco Giuseppe Nitti allorquando, intento com’era a consegnare le chiavi della Città, volgeva la sua preghiera referente alla Madonna del Carmine sabato scorso.

La sentenza del Consiglio di Stato che come una bomba è esplosa proprio all’inizio del mandato sembra quasi la ciliegina sulla torta all’annoso problema mai realmente risolto intorno alla monnezza e al suo mondo. Ricostruire la storia delle gare sospese del 2012  e dei contratti firmati con troppa fretta nel 2016 senza che ci sia stato il dovuto approfondimento, sta mettendo Casamassima, insieme agli altri comuni facenti parte l’Aro Bari 5, in forte difficoltà. I dubbi e le perplessità che da giugno 2016, governava Vito Cessa, hanno accompagnato la firma del contratto per l’affidamento dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti urbani e speciali e dei servizi di igiene urbana con la CNS (impresa mandataria) e la COGEIR (impresa mandante), si sono rivelati, tutti d’un colpo, non privi di fondatezza. Che oggi si possa desumere che per irregolarità nella gara il servizio di igiene urbana dovrebbe passare alla seconda classificata, la Falzarano di Benevento, apre ancora, invece di seppellirli definitivamente, scenari preoccupanti. Stare a recriminare oggi di chi le colpe di non aver saputo vigilare attentamente, tra il direttore dell’ARO oppure della commissione aggiudicatrice o dei sindaci che non hanno saputo “leggere” e “decodificare” gli incartamenti, ci porterebbe a sindacare l’operato che crediamo non rimandabile, da parte della magistratura. Oggi, però, i sindaci interessati, e fra questi anche quello di Casamassima, dovranno prendere decisioni importanti e che, se le promesse della campagna elettorale corrispondono al vero, essere prese a totale vantaggio della cittadinanza tutta. Se dovessimo aggiungere a tutto questo anche la pendenza del comune con quella sentenza del TAR Puglia che dichiara illegittime le tariffe applicate e che i cittadini continuano a pagare in merito alla TARI, scopriremmo che al caos se ne sta aggiungendo altro da cui sarà difficile uscirne senza lasciare “feriti e morti” sul “campo di battaglia”.

Basterebbe ricercare, servendosi del motore di ricerca più usato al mondo, per accorgersi che il giudizio complessivo sulla seconda classificata a quella gara che dovrebbe prendere il posto dell’attuale, non sono del tutto lusinghieri. Non vorremmo trovarci nelle condizioni di peggiorare il servizio complessivo invece di migliorarlo e, questione non da poco, mettere il personale attualmente operante, in condizione di precarietà come se quella che vivono attualmente non bastasse. Ma non si limitano solo a questo i problemi: le tariffe sino ad oggi applicate, nonostante il Comune voglia impugnare le decisioni del TAR Puglia che le dichiara sovradimensionate, sarebbero congrue anche nel caso in cui la Falzarano abbia applicato un maggiore sconto in fase di gara e che oggi verrebbe quindi a concretizzarsi? E del surplus versato dai cittadini, che si fa? Ed ancora come se non bastasse, del Centro Comunale di Raccolta di cui non si sente più parlare a che punto è l’acquisizione dell’area, la progettazione, la realizzazione e la messa in esercizio?

Tanti gli interrogativi e tutti di non facile soluzione, ed è per questo che chiediamo al sindaco di coinvolgere tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, sulla decisione o decisioni, finali. Saremmo favorevoli che si convochi un Consiglio Comunale monotematico urgente al fine di aprire un tavolo in cui nessuno si possa sentire escluso dal deliberare sul futuro dei cittadini. La spesa complessiva che Casamassima mette a disposizione per tener pulito non solo il territorio comunale, ma le case dei propri cittadini, non è certamente insignificante ed incide fortemente sul bilancio comunale, ed è per questo che un’amministrazione che si dichiara “civica” e quindi slegata da logiche “spartitorie di partito” dovrebbe nel concreto agire a completo beneficio dei cittadini amministrati e conseguenzialmente prendere le decisioni alla luce del sole investendo sulla responsabilità di tutti.

E poi al sindaco Giuseppe Nitti sicuramente non mancherà il ricordo di Consigli Comunali in cui le minoranze di allora, divenute oggi maggioranze e le maggioranze di allora divenute oggi minoranze, disquisivano a lungo utilizzando a volte toni aspri e duri e severi per portare alla ragione su quella famosa firma su quel famoso contratto ancora secretato ai più e che oggi si scopre viziato.

Ed il cambiamento promesso per Casamassima da parte del sindaco e della sua maggioranza non può che passare dalla strada obbligata del confronto e della responsabilità. Faccia pure tutti i passaggi istituzionali che il caso comporta, compreso quello che lo vedrà impegnato a breve in una riunione fra i sindaci dei comuni ARO Bari 5, ma speriamo non dimentichi di coinvolgere tutti nelle decisioni; perché qui o si vince tutti insieme o si perde tutti insieme. Le medaglie di cartone non servono e non fanno grande nessuno e l’autosufficienza abbiamo già visto dove ci ha portato.

E se «La politica è l’ambito in cui si dialoga e ci si confronta su idee differenti per il bene collettivo, l’ambito in cui si  promuove l’attivismo e la partecipazione di tutte le forze sociali e individuali, al di là delle ideologie che muovono i vecchi apparati partitici tradizionali», è un principio alla base di Italia in Comune sottoscritto anche da forze politiche presenti oggi in maggioranza in cui anche il sindaco si è riconosciuto,   bisognerebbe con ogni mezzo evitare, come recita ancora la carta dei valori di Italia in Comune «il rischio di una maggioranza che pone ai margini della dialettica democratica le varie minoranze».

Buona fortuna sindaco.

 

 

 

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