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Chi lo spiegherà a Samuele, Camilla e Manuele?

Chi spiegherà a Samuele, Camilla e Manuele le ragioni che hanno determinato il collasso improvviso di un ponte che ha trascinato giù le loro giovani vite insieme a quelle dei loro genitori?

 

Chi spiegherà a Samuele, Camilla e Manuele di chi le responsabilità, se mai saranno disvelate, che hanno visto duecento metri di viadotto cadere all’improvviso trascinandosi dietro una scia lunga di sangue?

E come ogni catastrofe che colpisce il nostro territorio che nelle prime ore procura sdegno, rabbia e dolore, accompagnata dalle immancabili promesse del faremo e provvederemo affinché i colpevoli siano assicurati alla giustizia, ci prepariamo a rimuovere dalla nostra coscienza il peso di quelle morti indirizzando le responsabilità al fato.

Non pensiamo sia necessaria una laurea specialistica in ingegneria o architettura per capire, guardando le foto di quel ponte prima del crollo, che qualche intervento di consolidamento andava fatto.

Ma non a tempo scaduto.

Ma a causa probabilmente del profitto introitato dal pedaggio autostradale, tutto è rimasto immutabile ed immutato. Le speculazioni politiche si sprecano come gli slogan dei vari ministri che si affannano a giustificare la loro insipienza ed inadeguatezza al ruolo. Uno dei due vice premier, Matteo Salvini, assicura interventi risolutori facendo intendere che le responsabilità della tragedia sarebbero da ascrivere unicamente ai governi precedenti e a quei vincoli europei che non ci permettono di spendere liberamente il danaro per la salvaguardia idrogeologica e strutturale del nostro Paese, dimenticando di dire però, che il suo di partito, la Lega, è dal lontano 1994 che occupa quasi stabilmente i ministeri, alcuni dei quali chiave, all’interno dei governi nazionali.

Ma anche l’altro di partito, il Movimento 5 Stelle, firmatario del contratto di governo con la Lega di Salvini, attraverso il gioco delle tre carte, dimentica di ricordare che la Gronda, un progetto certamente non risolutivo ma che avrebbe dovuto decongestionale il traffico su quel tratto di autostrada, è stato sin dal 2012 osteggiato prima dai suoi consiglieri comunali genovesi e poi dal moVimento nella su interezza.

Oggi scaricare le responsabilità sul già martoriato e giustamente vilipeso PD che mai abbiamo apprezzato per la sua politica ci sembra uno sport fin troppo facile e puerile in un gioco al massacro che non salva nessuno.

Dov’erano i leghisti della prima ora al governo impegnati a portare in porto quello che oggi è diventato necessario ed impellente? Dov’erano quelli che ieri forza di opposizione ma oggi di governo, erano a prescindere per il no sempre e comunque?  E stiamo vedendo che qualcuno di quei no, TAV, TAP, Gronda, diventano all’ombra delle poltrone, dei ni.

Oggi, ma solo per oggi però, vorrebbero mettere in discussione quegli sciagurati accordi che danno in concessione a privati beni dello Stato che probabilmente ci costereranno oltre 20 miliardi di euro di clausole rescissorie. Al tempo stesso non dicono a chi, una volta tolti di mezzo i privati speculatori,  toccherebbe la gestione della rete autostradale. All’ANAS? che solo nel nominarne il nome vengono alla memoria innumerevoli inadempienze?

Ma dov’erano quando anche un altro gioiello come Telecom veniva “regalato”? Ma oggi e per sempre, dimenticano di rientrare in possesso di Alitalia, oppure dell’ILVA, svenduta anch’essa, o di qualche banca visto che una nazionale non esiste più. Ma questo rappresenterebbe troppa sinistra anticapitalistica e cozzerebbe con il neoliberismo, cavallo di battaglia di oltre il 90% della politica attuale che vede accomunati Lega, M5S, PD e FI.

Nel frattempo, solo qualche ora dopo la passeggiata in manica di camicia rigorosamente bianca sul luogo del disastro e le parole di sdegno quasi pregne di odio per i vincoli europei e per i governi precedenti responsabili ed insensibili alla salvaguardia della vita dei cittadini, il Ministro degli Interni e Vice Premier Matteo Salvini, trovava il tempo per festeggiare un ferragosto alternativo al dolore di Genova con i suoi sodali in Sicilia.

(Clicca sulla foto per leggere i commenti)

Cosa volete ne possano sapere Samuele, Camilla e Manuele  che volevano andare al mare con i loro genitori per giocare chi con la bici e chi con la palla sulla spiaggia per poi tuffarsi spensierati nel mare azzurro?

Sabato 18 agosto sarà il giorno dei funerali di Stato e del Lutto Nazionale.

I nomi delle vittime del 14 agosto 2018 scolpiti nel Ponte Morandi crollato a Genova:
Andrea Cerulli, 48 anni di Genova
Andrea Vittone 49 anni, di Venaria Reale (Torino)
Alessandro Campora 55 anni di Genova
Manuele Bellasio 12 anni di Pinerolo
Camilla Bellasio 16 anni di Pinerolo
Claudia Possetti 47 anni di Pinerolo
Marta Danisi 29 anni di Sant’Agata di Militello (messina)
Alberto Fanfani 42 anni di Firenze
Juan Carlos Pastenes, 64 anni
Nora Rivera
Juan Ruben Figueroa Carrasco di 68 anni, cileno
Roberto Robbiano, 47 anni
Samuele Robbiano, 8 anni
Ersilia Piccinino, 41 anni
Elisa Bozzo, 33 anni di Genova
Mirko Vicini
Bruno Casagrande 57 anni, di Antoninina (Reggio Calabria)
Matteo Bertonati, 26 anni di Torre del Greco
Giovanni Battiloro, 29 anni di Torre del Greco
Gerardo Esposito, 26 anni di Torre del Greco
Antonio Stanzione, 29 anni di Torre del Greco
Gennaro Sarnataro, 43 anni di Volla (Napoli)
Stella Maria Boccia, 24 anni nata a Napoli, residente ad Arezzo
Carlos Jesus Eraso Trujillo, 23 anni
Marian Rosca, 36 anni
Axelle Nèmati Alizèe Plaze, 21 anni
Nathan Gusman, 20 anni
Melissa Artus, 22 anni
Francesco Bello, 41 anni di Serra Riccò
Vincenzo Licata, 57 anni di Grotte (Agrigento)
Marius Djerri, 28 anni
Luigi Matti Altadonna, 34 anni di Genova
Edy Bokrina

(Nella foto di copertina Samuele e i suoi genitori).

 

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