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Chiamo i carabinieri, tuonò

Avrebbero sperato di sentire una parola di scuse quei genitori che in gran numero si erano riversati nell’Aula Consiliare del Comune di Casamassima, ieri pomeriggio. Ma non ci sono state scuse, solo minacce perché, se non avessero rispettato lui, il sindaco Vito Cessa e il suo assessore e vicesindaco Andrea Palmieri, i Carabinieri avrebbe chiamato il sindaco per allontanare con la forza coloro i quali si fossero solo permessi alzare i toni.

Non sapendo che il “capo dei carabinieri” alle spalle lo aveva.
Ma i toni si sono alzati; i cittadini hanno richiesto a gran voce le dimissioni di questa giunta e di questo sindaco sempre più spesso impegnato a risolvere le sue beghe interne poltronistiche, quando non è impegnato in lunghi periodi di ferie, anziché i problemi reali e contingenti dei cittadini.

Una riunione che poteva durare solo lo stretto tempo necessario per comunicare come questa amministrazione intendesse risolvere il problema Collodi, chiusa con un ordinanza sino al 19 settembre prossimo per lavori di ampliamento e sistemazione statica. Comunicare ai cittadini che delle 9 classi necessarie, solo 6 erano state reperite per ospitare quei piccoli cittadini studenti, e che per ovviare al problema si doveva ricorrere ad una turnazione mostruosa ed inconcepibile che costringerà i piccoli ad un ulteriore turno di riposo a settimana oltre quelli canonici del sabato e della domenica. E i genitori che lavorano entrambi, come faranno con quell’ulteriore giorno forzato di riposo? E gli insegnanti, cosa faranno? Saranno retribuiti regolarmente o decurteranno loro lo stipendio per pagare quegli inutili compensi agli amministratori?

Sindaco in testa.

Una valanga di parole inutili ed ipocritamente pronunciate, sia dal Cessa che dal Palmieri per raccontare le favolette che avevano imparato a memoria, per ubriacare di parole vuote e inutili quei genitori così pazienti che prima di mandarli a quel paese, nel vero senso della parola, ne hanno sentite di banalità, atte solo a nascondere il fatto principale ed incontrovertibile: loro sapevano e non hanno saputo mettere in campo assolutamente nulla per evitare questa ulteriore offesa non solo rivolta nei confronti dei cittadini più piccoli, ma nei confronti di tutta la comunità casamassimese.

La differenza sbandierata dal Cessa sindaco si sta ritorcendo contro lui stesso e la sua maggioranza che non vergognandosi affatto di quanti danni sta producendo, continua a prendersi pure quel gettone di presenza in consiglio.

Presenti, genitori, forze dell’ordine, i consiglieri di minoranza Carelli, Nitti, Latrofa, Palmieri e Savino e la consigliera di maggioranza Stefania Verna che ha invitato proprio lei il suo sindaco ad essere più costruttivo e propositivo, ad utilizzare toni più dimessi ricordandogli che erano loro a dover chiedere scusa ai cittadini. Ma il sindaco non ci sentiva da quell’orecchio, è ha continuato lui e il Palmieri nella cronistoria dei lavori non facendo cenno alle loro di responsabilità grosse come il Palazzo Ducale di Casamassima, senza impalcatura.

Quando il Consiglio di Circolo annuncia questa strana decisione, presa a quanto pare senza che il Collegio dei Docenti sia stato convocato, di questa turnazione abnorme, la protesta è montata. Per quale motivo il Consiglio di Circolo di mercoledì doveva essere così blindato e le cui decisioni dovevano essere comunicate solo alla presenza del sindaco è parso ed è incomprensibile. È per quale motivo, come se si trattasse di un segreto di stato, i genitori, a consiglio terminato, non potevano sapere le decisioni prese? Sembra alcune volte di vivere in clima dittatoriale e fascista. Quale cacchio (avrei voluto scrivere altro in verità), di segreto dovevano conservare i componenti il Consiglio di Circolo? Ancora una volta i genitori e i loro figli, ma tutti noi, trattati come tanti “somari” che non capiamo, che non decidiamo, che non contiamo. Pessimo il sevizio del Consiglio di Circolo, che a mio avviso avrebbe dovuto informare immediatamente i genitori per vagliare, informare, cercare consigli e suggerimenti che durante l’incontro con l’amministrazione comunale avrebbero potuto trovare accoglimento. Ma ha preferito conservare il segreto il Consiglio di Circolo.

Tutti protagonisti in negativo ieri sera, tranne i genitori e per quanto mi riguarda la Dirigente Scolastica, incolpevole per le deficienze enormi di questo comune e del suo sommo rappresentante.

Il sindaco è stato così pochissimo accorto non lavorando certo come un buon padre di famiglia, facendo accettare tutte quelle iscrizioni, anche alla scuola dell’infanzia Collodi, senza informare né dirigenza scolastica, né genitori dell’imminenza dei lavori, ed anzi, tranquillizzando tutti che una soluzione l’avrebbe trovata. Avrebbero potuto scegliere diversamente i genitori e non sarebbero sati messi in queste situazione ad anno scolastico iniziato. Ancora una volta i nonni, gli zii, le zie, i cugini, i fratelli in aiuto. Ma è possibile?

Il sindaco assicura che per lunedì 19 consegnerà le chiavi alla Dirigente Scolastica per l’apertura solo delle 4 aule della Collodi “cantiere di lavoro”, secondo lui agibili. Ma altre nubi si addensano all’orizzonte. Ma siamo sicuri che ci siano tutte le autorizzazioni e permessi, come quello dei Vigili del Fuoco o del Genio Civile, che certificano la sicurezza della struttura?

Il consigliere Nitti gli ha richiesti, loro saranno in grado di produrli per lunedì 19?

Nutriamo seri dubbi che la scuola per la Collodi inizi lunedì.

I cittadini imbestialiti, giustamente, richiedono le dimissioni non solo di Cessa, ma dell’intera Giunta Comunale.

Io, se potessi, stabilirei anche l’esilio. Se lo sono meritato tutti.

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