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Ci vorrebbe una rivolta popolare.

Mentre i falsamente civici impazzano nell’immaginario collettivo come unici possibili risolutori del tutto tentando maldestramente di dare risposte concrete alle contraddizioni e alla caterva di problemi messi su dai partiti tradizionali che tanti danni hanno fatto e continuano a fare, non solo al paesello, loro, i partiti costituiti, quelli granitici, quelli completi di tutto, che fanno?

Nicchiano tentando di sopravvivere a se stessi.

Chiusi al loro interno cercano di costruire la squadra migliore, con i nomi più altisonanti e blasonati pur di vincere le elezioni per ricominciare le beghe di sempre alla ricerca di quel posto al sole che se fosse una telenovela sarebbero decenni che ne vediamo le repliche.

Ci vorrebbe una rivolta popolare; una sommossa capace di lasciare il segno e che diventi monito alle future generazioni.

Sovvertimento sarebbe quello che dovrebbe vedere i cittadini chiedere a gran voce a lor signori di rimboccarsi le maniche, dopo il depauperamento delle coscienze e delle risorse perpetuato nel tempo, mettendo da parte quelle inutili e fantasiose divergenze ideologiche e con senso di responsabilità concorrere tutti insieme alla costruzione di un argine a quella deriva catastrofica in cui proprio loro, i partiti granitici costituiti e immobili, hanno mantenuto e fomentato per anni.

Un governo di salute pubblica o chiamatelo come più vi aggrada che si occupi di pochi ma essenziali punti e che sia da fondamento per una politica non più di palazzo ma di strada.

Continuare a discutere se le buche sono di destra o sinistra mi sembra assurdo. Come incredibile sarebbe dividere la parte destra di un parco giochi attrezzato da quella sinistra e se una scuola chiusa da anni o quella in affitto in un garage sia più di destra che di sinistra.

Tra centro destra e centro sinistra si sono spartiti in ugual misura, una parcellizzazione sarebbe impossibile allo stato attuale, responsabilità che con il passare del tempo sono diventate macigni che vedono i cittadini gli unici e soli costretti sotto il peso.

Non pensiamo che qui al paesello dove più o meno ci conosciamo tutti qualcuno possa arrogarsi il diritto di affermare che i cattivi o i buoni siano tutti a destra o tutti a sinistra. Non pensiamo che non ci possano essere capacità, competenza e voglia in ambedue gli schieramenti. Ed è proprio per questo che deve prevalere in tutti questi la consapevolezza che un percorso diverso è possibile, è auspicabile; è necessario. Dovrebbero essere tutti obbligati a riconoscere le loro insindacabili colpe e tentare, in primis loro, i responsabili dei partiti, a mettere da parte quegli insulsi e non credibili, almeno a livello locale, divergenze ideologiche al fine di ricostruire quello che hanno distrutto.

Dopo decenni di malgoverno della cosa pubblica dove interessi particolari hanno prevalso su interessi generali, proprio i partiti, gli artefici di tali soprusi, dovrebbero sentire la necessità di riportare la vita politica, sociale e culturale sui binari della trasparenza della legalità e del normale vivere civile di una comunità.

E così mentre ancora in queste ore riunioni si accavallano in case diroccate, in sottoscala angusti e in sedi di partito che anche un caffè fuori porta va bene per discutere di alleanze, i cittadini, inebetiti e fatti rimbecillire da false promesse che nessuno mai si sognerebbe di rispettare, aspettano che tutto si ripeta.

Non vedrei nulla di anormale in simboli di partiti che mai si sognerebbero di stare insieme se il fine è un ammissione di colpe per ricostruire su basi e fondamenta solide il nostro futuro e quello dei nostri figli che chiedono solo scuole sicure, strade immacolate e parchi per giocare. Far tornare il cittadino al centro della vita politica e sociale del paese sarebbe cosa gradita e se potesse partecipare attivamente anche attraverso lo strumento referendario alle decisioni che pesano su tutti, sarebbe la vera rivoluzione.

E mentre cari lettori cittadini vi accingete a decidere se votare l’amico suggerito, o il cugino da parte di madre, o la sorella che chi meglio di voi sa essere incapace o il politico riciclato che nella lista civica fa figo, il futuro vi viene sottratto e con esso la speranza che se potreste fuggire lo fareste senza pensarci su.

 

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