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Cimabue, fai una cosa e ne sbagli due.

Solo gli anzianotti si ricorderanno di un vecchio Carosello in cui Cimabue, un allegro fraticello, veniva canzonato dai suoi confratelli   perché ogni qualvolta era impegnato in una qualsiasi azione, su una ne sbagliava due.

Ed è questo che è capitato nel Consiglio Comunale di ieri in cui si dovevano approvare o meno i famosi debiti fuori bilancio. Un classico per tutte le amministrazioni che si sono succedute negli anni.

Ma la maggioranza, come al solito, non risultava al completo.

La Nica Ferri, ancora assente, non garantiva il numero legale sempre più striminzito nei numeri e nella sostanza.

Ci saremmo aspettati che le minoranze dessero segnali chiari ed inequivocabili non entrando nell’aula consiliare e che avessero la capacità di denunciare per l’ennesima volta l’uso abnorme dell’assise pubblica trattata senza riguardo da una maggioranza sempre più arrogante e senza alcun pudore politico.

Ma ad un Consiglio Comunale, quello del 26 giugno scorso, in cui le minoranze hanno dato segnali di ripresa, in quello di ieri, farneticando un assurdo ed inesistente senso del dovere, entrano nell’aula consiliare assicurando il numero legale. Per la verità a questo giochetto squallido ed ingiustificabile, si sono sottratti Annmaria Latrofa, Vito Mazzei, Pietro Savino e l’assente per motivi personali Rino Carelli.

Gli altri, compatti, con quel patetico voto in bianco e con addirittura l’astensione della Arianna Zizzo, consigliera di punta della maggioranza, hanno permesso l’approvazione dei provvedimenti.

Nonostante si sappia che di solito diventano debiti fuori bilancio quelli rivenienti da sentenze da parte di Tribunali e che la loro approvazione è praticamente automatica, non si capisce perché le minoranze assicuravano il numero legale in aula visto che tale garanzia spetterebbe a chi governa. Alla maggioranza, appunto.

Nessuno, fra le minoranze presenti, che sente la necessità di porre all’attenzione del Cessa sindaco, che l’eventuale presenza in consiglio da parte delle minoranze per non invischiare l’Ente in possibili e certi ulteriori risvolti legali, si sarebbe dovuta concludere con le dimissioni immediate del sindaco che non garantisce, in verità non ha mai garantito, il regolare svolgimento dei lavori consiliari.

Se anche le minoranze non capiscono l’importanza del ruolo che ricoprono e se la maggioranza continua nei suoi giochi nell’auto massacro sistematico delle sue prerogative, sarà giunta o no l’ora in cui qualcuno glielo gridi con forza?

Scaitavinn tutti a casa. Casamassima merita di più.

Voi avete fallito miseramente.

Nel frattempo una passeggiata con il cagnolino sconfiggerà la noia.

Il 10 luglio nuovo Consiglio Comunale sul rendiconto.

Buone vacanze.

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