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Il commissario Aldo Aldi e la «maggiore dignità».

«Questa è la casa dei cittadini di Casamassima ed aveva bisogno di maggiore dignità rispetto allo stato in cui si trovava precedentemente. Non c’è stata da parte mia nessuna volontà di mettersi in mostra; l’unica volontà della gestione commissariale è quella di dare una casa dignitosa al popolo di Casamassima».

Questo dichiarava il Commissario Prefettizio Aldo Aldi il 19 dicembre del 2017 allorquando, dopo una serie di atti surreali compiuti in simbiosi con il tecnicismo burocratico, riapriva quel portone dell’Ingresso Monumentale e Storico del Comune di Casamassima.

Grande enfasi accompagnò quell’apertura e quella vista di un luogo finalmente ripulito e così finemente arredato da quella credenza e da quel gran vaso di plastica compressa che allietavano la vista lassù sulle scale.

Ma oggi, quel portone rimane chiuso.

Quella maggiore dignità cui faceva riferimento il Commissario Aldi è rimasta nella memoria per giustificare  un discorsetto di circostanza. Non vi sarà sfuggito che quelle promesse vane si sono scontrate con la triste e cupa realtà, come peraltro era facilmente prevedibile, che ci hanno consegnato un portone sempre chiuso.

Nel frattempo, il 29 dicembre 2017, solo dopo dieci giorni dalla riapertura del portone, altri soldini sarebbero stati stanziati per la sistemazione di quell’ingresso. Ottomila euro per disegnare, progettare, realizzare e montare una porta a bussola utile per migliorare la fruizione al pubblico dell’accesso alla struttura, tutelare le pregevoli opere compiute da atti vandalici e da agenti atmosferici, consentire la visione dell’interno del vano androne a tutta la cittadinanza, anche durante le ore di chiusura degli uffici comunali, e consentire l’utilizzo degli ambienti anche a fini culturali, artistici, di rappresentanza;….

Ma ancor prima di aprirlo quel portone, possibile che nessuno si sia posto il problema di quell’ingresso aperto e non custodito?

La Polizia Municipale no. Il comitato per le feste, si.

Nel frattempo, con un portone quasi sempre ermeticamente chiuso, ma che ci è costato tanti soldi buttando alle ortiche un cospicuo risparmio annuale se si fosse stati solo un po’ più oculati, neanche quelli che convolano a nozze hanno il piacere di varcarlo quell’uscio. Ancora riso e petali di fiori con le conseguenti foto di rito, immortalano per l’eternità l’ingresso di via Savino con relativi bidoni dell’immondizia che fanno bella mostra di se all’interno.

Ma quel portone si doveva aprire con questa somma urgenza senza nessun riguardo per le alternative proposte perché il Comitato Feste aveva fretta di occuparle quelle stanze?

 

 

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