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Le persone in “esubero” oltre le cose.

Basterebbe leggere quell’allegato A alla lettera inviata ai sindacati da Conad il 12 febbraio scorso, per accorgersi che la situazione per i dipendenti ormai ex Auchan, (ma non ancora a tutti gli effetti Conad), è decisamente drammatica.

La francese Auchan, con 51 miliardi di fatturato globale, coprendo con 495 milioni le perdite previste per il 2019, cede il controllo a Conad, Francesco Pugliese, e al finanziere Raffaele Mincione, di tutti i punti vendita della Penisola.

Presto si capisce che lo scotto delle perdite e del rilancio di tutti i punti vendita, compreso quello di Casamassima, saranno solo ed unicamente i dipendenti a doverlo pagare per intero. E così il risanamento, questo il termine utilizzato dai vertici Conad per comunicare ai dipendenti tutti le sue intenzioni, dovrà necessariamente passare attraverso la CIGS (cassa integrazione straordinaria) almeno sino al 31 dicembre prossimo e per l’intera forza lavoro addetta al punto vendita ad esclusione dei 23 addetti appartenenti alla struttura di direzione e al reparto parafarmacia.

Che la CIGS, (perdite pubbliche e profitti privati) sia solo il prologo a mobilità volontarie, incentivate e finanche licenziamenti, è la preoccupazione, non solo per i sindacati, ma anche nostra.

Perché mai solo oggi, disertando il tavolo di crisi della Regione Puglia e chiedendo un incontro con le organizzazioni sindacali e non con i vertici aziendali, veri ed unici responsabili delle scelte che ricadono sulla testa dei dipendenti, qualche sindaco distratto a capo di un amministrazione anch’essa sbadata, si accorge come un prete negligente che deve correre con l’acquasantiera al capezzale del moribondo?

(L’allegato A al comunicato CONAD inviato ai sindacati il 12 febbraio scorso)

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