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Continua la “guerra” a distanza fra Degennaro e Nitti.

Partendo dal presupposto che sembra del tutto velleitario, da parte di qualcuno, continuare a sostenere che la “guerra” scoppiata fra il Gruppo Degennaro ed il sindaco di Casamassima Giuseppe Nitti in riferimento a quella mancata autorizzazione sulla lottizzazione della maglia DIP 2, possa rappresentare un momento di riscatto per Casamassima in “coma” a causa del Centro Commerciale, quello che ci interesserebbe approfondire sono solo aspetti che riguardano la legittimità degli atti e delle relative decisioni.

Anche oggi la stampa – Servizio al TG3 Puglia ed articolo su La Gazzetta del Mezzogiorno -, ci propone, attraverso la voce dei protagonisti, altre verità.

E le domande che ci siamo permessi di rivolgere a cui ancora non si è data una risposta compiuta ma che sembra trasparire dalla voce dei diretti interessati, ci raccontano ancora una storia non del tutto chiara.

Riepiloghiamo.

La Sud Commerci del gruppo Degennaro chiede venga portata a compimento l’approvazione di una variante non sostanziale ad un piano di lottizzazione sulla maglia DIP 2 per la realizzazione di un nuovo polo commerciale plurimarche.

Passano gli anni, tanti. Si susseguono sindaci e commissari prefettizi ma tutto rimane bloccato, ibernato.

Il provvedimento non giunge mai in Consiglio Comunale.

Arriva Giuseppe Nitti il quale dichiara che non ci sono motivi “burocratici” e/o ostativi che possono impedire la concessione di quella autorizzazione.

Quando tutto sembra essere pronto per far approdare finalmente in Consiglio il provvedimento, alcuni avvisi di garanzia inviati dalla Procura a soggetti non specificati, bloccherebbero l’iter ormai avviato da anni e che si voleva concludere.

Attraverso le dichiarazioni rilasciate dal sindaco Nitti si scopre che quegli avvisi di garanzia riguarderebbero la mancata realizzazione, attraverso una Convenzione con l’Auchan stipulata dal Comune di Casamassima, sul famoso percorso ciclo pedonabile e dell’illuminazione dei ponti che dal centro abitato portano al Centro Commerciale.

A questo proposito il Gruppo Degennaro specifica che la sua posizione è stata archiviata e che rimarrebbe in piedi solo quella inerente “l’abuso d’ufficio” che riguarderebbe il Comune che pose diniego ad un progetto presentato dal Gruppo qualche anno fa.

Il Comune decise che quel progetto non era più strategico e che voleva utilizzare quei fondi pari a 800 mila euro destinati al ponte ciclo pedonabile per altro.

Come possa non risultare prioritario un progetto riguardante l’illuminazione di quei ponti e di un percorso sicuro per i tanti che raggiungono a piedi o in bici l’ipermercato, anche dopo la tragica fine di una nostra concittadina che proprio per quei ponti non sicuri perdeva la vita, è di difficile comprensione.

E tornando alle dichiarazioni del sindaco e alla mancata autorizzazione si capisce che l’Ufficio Tecnico chiede, in virtù di quegli avvisi di garanzia, di soprassedere e sospendere quella decisione di autorizzazione sulla lottizzazione  che il sindaco accetta di buon grado.

Perché il sindaco decide di concedere questo periodo di riflessione all’Ufficio Tecnico se dichiara al tempo stesso di non aver mai espresso contrarietà negli incontri fra la Sud Commerci, l’Amministrazione Comunale e l’UTC per verificare la fattibilità tecnica del provvedimento?

Quello che rimane un mistero, almeno per noi, è quale sia l’attinenza fra due procedimenti del tutto slegati fra di loro e che relazione apparente hanno visto che il percorso ciclo pedonabile riguarderebbe il vecchio ampliamento Auchan e certamente non il nuovo polo commerciale che dovrà sorgere e di cui si chiede autorizzazione finale.   

I risvolti politici e tecnici, comprensivi del periodo di riflessione cui fa riferimento il sindaco, che sottendono questa mancata autorizzazione non potrebbero ritorcersi nei confronti del Comune e quindi dell’intera collettività chiamata a risarcire un danno, che pensiamo possa essere milionario, vista l’enormità dell’investimento, a fronte di un iter ancora tutto da chiarire?

E su chi ricadrebbero le eventuali responsabilità?   

Poi, se volessimo attraverso questo episodio avere la possibilità di disquisire su quali i meriti e i demeriti di un Centro Commerciale che a detta di molti benefici non ha portato alla collettività, dovremmo partire da lontano ed interrogare la politica che permise tali insediamenti, compreso il Baricentro, senza una visione prospettica sul futuro che si andava delineando e che oggi si lamenta di un paese svuotato, demotivato e che come tutte le periferie del mondo, dovrà ringraziare se stesso e le sue scelte se avrà ancora la fortuna di essere considerato un semplice dormitorio a buon prezzo. E dovremmo interrogare anche quella decina o forse centinaia di concittadini che dalla vendita di quei terreni destinati a quei capannoni in cemento armato hanno soddisfatto i loro conti correnti milionari e che oggi si lamentano se in piazza o sul corso i ragazzi non ci sono più e si preferisce assaporare il gelato in altri lidi.

Magari proprio nella Galleria dell’ipermercato.

Nella foto di copertina l’area interessata della maglia DIP 2  (in verde) dove dovrà sorgere il nuovo insediamento commerciale.

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