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Dall’uccello Auchan alla margherita Conad.

Si stanno tenendo in tutta Italia le assemblee dei lavoratori Auchan che da oggi dovranno cambiare casacca a favore di quella che porta i colori della bolognese Conad.

E’ questo il senso del messaggio indirizzato da Edgard Bonte, Presidente di Auchan Retail a tutti i dipendenti, che in questi casi diventano collaboratrici e collaboratori, in cui spiega che viste le difficoltà molto significative a partire dalla crisi economica del 2011 che ha colpito tutta Italia con enormi impatti sui consumi delle famiglie e quindi sui risultati dell’azienda, di fronte alle dimensioni e alla durata delle perdite accumulate al fine di garantire la sostenibilità delle attività commerciali in Italia decide di vendere a Conad il 100% di Auchan S.p.a. comprendenti tutte le attività Auchan e Simply sparse su tutto il territorio nazionale.

La maxi operazione, come scrive il Sole 24 Ore di oggi, è stata condotta da Conad in asse con il finanziere Raffaele Mincione e in particolare con Wrm Group, la società di quest’ultimo specializzata nel Real estate commerciale. Secondo quanto risulta a Radiocor l’acquisizione è stata condotta attraverso Bdc Italia, veicolo che vede Conad al 51% e Mincione al 49%. Fonti finanziarie attribuiscono all’operazione un valore vicino al miliardo di euro per un perimetro che comprende 1600 punti vendita di Auchan Retail Italia. Credit Agricole CIB è stato exclusive M&A advisor di Auchan.

In definitiva tutti gli ipermercati e i punti vendita Auchan, compreso quello di Casamassima, dopo il via libera da parte dell’Antitrust che potrebbe durare dai 2 ai 3 mesi, passerebbero dall’uccello dell’Auchan alla margherita della Conad (Consorzio Nazionale Dettaglianti).

La domanda che in queste ore si pongono le centinaia di dipendenti Auchan sparsi in Italia, attraverso i canali social che li vedono molto comprensibilmente attivi e a cui va la nostra più completa solidarietà, è se con questo nuovo assetto industriale scelto e messo in campo dal colosso bolognese (distribuzione) e Mincione (asset immobiliare), saranno garantiti gli stessi livelli occupazionali. Leggendo la stampa ed i commenti, le organizzazioni sindacali, a cominciare da quelle campane, sono già all’opera per studiare a fondo il piano industriale di Conad al fine di salvaguardare l’occupazione. Pensiamo però, nel nostro piccolo, che anche le amministrazioni regionali e ancor più quelle comunali dovrebbero avere un posto di rilievo sul tavolo perché nessuno vorrebbe che gli effetti della contrazione dei consumi che ha determinato la vendita di Auchan abbia ripercussioni sui comuni che dovrebbero fronteggiare una già preoccupante crisi occupazionale che investirebbe anche il comparto dell’indotto.

 

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