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Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti.

A volte sembra di vivere in un film dell’assurdo, una sorta di Eraserhead, dove la trama sembra essere solo un pretesto perchè quello che conta sono le sequenze surreali, veri e propri incubi assortiti, proiezioni agghiaccianti di un’esistenza malsana e delirante.

E così mentre tutti, quando parlano di legalità e di lotta senza quartiere alle mille mafie che circondano non solo le nostre case, ma le nostre vite, mai si sottrarrebbero dall’obbligo di condividere immagini o pensieri dei vari Falcone, Borsellino o del sindaco Vassallo, portati a testimonianza della propria integrità morale con il bello di Impastato, al tempo stesso, in quella sorta di sequenze surreali, riconoscendo zone franche con itinerari “critici” amplificano quel detto non detto che diventa terreno fertile della malavita.

Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti, ritira il patrocinio alla Sagra della Cipolla perchè il cantante che dovrebbe concludere la tre giorni dedicata alla cipolla sarebbe un portatore di disvalori che l’amministrazione comunale non riconosce come propri. Nel battage, che inevitabilmente è divenuto un volano pubblicitario senza uguali, lo scontro fra organizzatori e cantante neomelodico da una parte e il Carlucci dall’altra, occupa non solo la carta stampata locale e nazionale, ma anche i telegiornali.

E quella richiesta di visionare in anteprima la scaletta dei pezzi che il giovane cantante dovrà intonare dal palco, accompagnata dalla richiesta di far precedere l’esibizione da un filmato antimafia a favore della legalità, diventano la proiezione agghiacciante non voluta di un’esistenza malsana e delirante affinché, immergendosi seraficamente nel sogno di quella strafiga griffata si possa dimenticare il penoso presente del figlio del boss assassinato che nella scia di sangue lasciata dalla sua colt potrà trovare giustizia.

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