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Domani è lunedì

Quasi niente di nuovo sul fronte del paesello a sud est, questa settimana. A parte le solite cose.

La polemica più dirompente sembra sia scoppiata ieri, sabato, all’uscita nelle edicole de La Voce del Paese il quale, riportando una lunga intervista al consigliere comunale per antonomasia, Franco Pignataro, per 37 anni consigliere di opposizione e solo per due in maggioranza, ne pubblicava anche la foto, si, ma di Antonello Caravella, penta stellato e grillino. Apriti cielo. Sono scesi in campo tutti: l’offesa insopportabile, non ho ben capito se per Pignataro, Caravella o entrambi, ha scosso le coscienze collettive sino al punto di invocare l’intervento delle forze speciali al fine di dirimere la questione. Vedremo come finirà.

A parte questo, le solite cose.

I Nitti, ormai in maggioranza e in giunta, sia con che senza la firma del crono programma che non sappiamo ancora se dovranno firmare i partiti o gli assessori e il sindaco, per l’ennesima volta si contraddicono, (che non si farebbe per il bene del paesello a sud est), ed accetteranno quel consiglio comunale anche se convocato bel oltre i 10 giorni che quell’ultimatum reso pubblico ne dettava la scadenza improrogabilmente più ravvicinata. Ma i Nitti, gli unici che il bene del paese vogliono, sacrificano ancora una volta la parola data ed un calcio alla coerenza danno.

Il PD, non solo a livello nazionale sembra sull’orlo di una crisi di nervi, ma anche a livello locale è ormai non solo lacerato, ma pronto per la sepoltura ad aeternum e non si schioda da quell’appoggio esterno che tutte le scuole di pensiero si affannano a ricercare nei rivoli dei mille trattati non solo politici, ma filosofici tirati in ballo per coprire la mal celata volontà di abbandonare il sindaco a se stesso ma senza comparire.

Nel frattempo San Valentino e l’amore inondano con parole melense quello che assessori, soggetti politici e normali cittadini pensano del sentimento più bello del mondo. Sarà il più bello, poi?

Fra incidenti stradali, cozze e ricci mangiati sugli scogli, sogni, viaggi in treno, amori sbocciati fra i banchi di scuola e parrocchie galeotte, mercerie e comitive, vengono fuori storie inimmaginabili e così strappalacrime che i romanzi rosa di Harmony, un baffo ci fanno. Ma si sa, il paesello anche questo è. Delle sfumature di grigio, di bianco, di nero e di rosso fuoco, nessuno ne parla, naturalmente.
Echecacchio, un’ingiustizia è.

Però: che barba, che noia; mai niente succede in questa valle di lacrime.

Tutto perfetto e tranquillo fila liscio come l’olio.

I giardini son curati, le scuole efficientissime, la raccolta porta a porta che non costerà niente, che dico niente, aggratis sarà, i negozi stracolmi di ricchezza, le strade senza manco una buchetta, le rapine alle vecchiette nessuno si sognerebbe di farle, i pali per tener su i segnali stradali e non per incatenare i disoccupati, l’emergenza casa non esiste, i conflitti di interesse non pervenuti, la tassazione al minimo storico, il corso pieno di gioventù, nessun conflitto, le dispute fra le associazioni e il sindaco un lontanissimo e sbiadito ricordo, i voltagabbana esiliati, i giochi di bottega e/o nelle segrete stanze o magari all’angolo dei vendo oro un triste ricordo di un recente passato di inciuci, insomma, l’armonia regna sovrana ed il bene comune solo per qualcuno e di qualcuno al calduccio sta.

Buona domenica, paesello a sud est.

Domani è lunedì.

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