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… ed ora tocca lavorare … Le contraddizioni sul RdC.

Sono milioni le ore da lavorare quale compenso per il Reddito di Cittadinanza che i percettori saranno tenuti ad assicurare alla collettività.

Molti comuni in Italia si stanno attrezzando per utilizzare tali soggetti nei Progetti Utili per la Collettività (PUC) che potranno essere attuati in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e nella tutela dei beni comuni.

I comuni sono responsabili dei PUC e li possono attuare in collaborazione con altri soggetti (ambito territoriale) utilizzando i beneficiari del RdC nel comune di residenza per almeno 8 ore settimanali aumentabili sino a 16.

Oltre ad un obbligo, i PUC rappresentano per il legislatore un’occasione di inclusione e crescita per il ricevente, perché i progetti saranno strutturati in coerenza con le sue competenze professionali, con quelle acquisite anche in altri contesti ed in base agli interessi e alle propensioni emerse nel corso dei colloqui sostenuti presso il Centro per l’impiego o presso il Servizio sociale del Comune e per la collettività perché i PUC dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità locale e dovranno intendersi come complementari, a supporto e integrazione rispetto alle attività ordinariamente svolte dai Comuni e dagli Enti pubblici coinvolti.

A titolo esemplificativo il Decreto del 22 ottobre 2019, riporta alcuni PUC che potrebbero essere messi in campo dai comuni:

Ambito culturale: supporto nella organizzazione e gestione di manifestazioni ed eventi: le attività possono riguardare la predisposizione e distribuzione di materiale informativo (manifesti, volantini, brochure…), il supporto alla segreteria organizzativa, la semplice messa in opera delle attrezzature, la pulizia degli ambienti, la collaborazione nella rendicontazione; supporto nella apertura di biblioteche, centri di lettura, videoteche: le attività possono riguardare sia il controllo delle sale, il riordino del patrimonio librario compresa la ricopertura dei libri destinati al prestito, del materiale informativo (quotidiani e periodici, riviste, CD) sia l’assistenza informativa agli utenti dei servizi sia il supporto nella apertura con un potenziamento dell’orario e delle attività di custodia e vigilanza; supporto all’organizzazione di momenti di aggregazione ed animazione; catalogazione e digitalizzazione di documenti; distribuzione di materiale informativo sulle attività…

Ambito sociale: attività di supporto domiciliare alle persone anziane e/o con disabilità con il trasporto o l’accompagnamento a servizi sanitari (prelievi, visite mediche), per la spesa e l’attività di relazione, ma anche il recapito della spesa e la consegna di medicinali; piccole manutenzioni domestiche, quali la pulizia straordinaria di ambienti, la tinteggiatura di ambienti e la riparazione di piccoli guasti; supporto nella organizzazione di escursioni e gite per anziani, supporto nella gestione di centri diurni per persone con disabilità e per persone anziane, attività di controllo all’uscita delle scuole, accompagnamento sullo scuolabus degli alunni della scuola infanzia e della scuola primaria, accompagnamento dei minori a scuola in bicicletta o a piedi,… Ambito artistico: supporto nella organizzazione di mostre o nella gestione di strutture museali: le attività possono prevedere, oltre alla predisposizione e distribuzione di materiale informativo ed il supporto alla segreteria organizzativa, la presenza attiva nelle giornate di apertura, con il supporto, previa formazione, al personale dell’Ente o della struttura; catalogazione di patrimonio artistico locale; supporto nella costruzione di piattaforme per la messa in rete di documentazione relativa al patrimonio artistico; accompagnamento nelle visite guidate di monumenti e musei…

Ambiente: riqualificazione di percorsi paesaggistici, supporto nella organizzazione e gestione di giornate per la sensibilizzazione dei temi ambientali, riqualificazione di aree (parchi, aree verdi, litorali, spiagge, luoghi di sosta e transito) mediante la raccolta di rifiuti abbandonati, la pulizia degli ambienti ed il posizionamento di attrezzature; manutenzione e cura di piccole aree verdi e di aree naturalistiche, manutenzione dei percorsi collinari e montani, supporto nella organizzazione di eventi di educazione ambientale, informazione nei quartieri sulla raccolta differenziata…

Ambito formativo: supporto nella organizzazione e gestione di corsi; supporto nella gestione dei doposcuola per tutti gli ordini di istruzione, prevedendo la collaborazione per il supporto agli alunni ed agli studenti sulla base delle competenze acquisite nel corso del percorso scolastico delle persone coinvolte; supporto nella gestione di laboratori professionali, fruendo delle competenze specifiche eventualmente possedute …

Ambito tutela dei beni comuni: manutenzione giochi per bambini nei parchi e nelle aree attrezzate (riparazione, verniciatura), restauro e mantenimento di barriere in muratura e staccionate, pulizia dei cortili scolastici, rimozione di tag e graffiti dagli edifici pubblici e dai luoghi di transito, tinteggiatura di locali scolastici, pulizia e riordino di ambienti …

Ma visto che siamo in Italia dove la segnalazione del barone vige tuttora come regola imperante, chi vigilerà per garantire ai partecipanti il ruolo all’interno di un progetto meno faticoso rispetto ad uno più ingrato?

Fra le mille criticità di questa forma di “assistenzialismo” dovremo aggiungere, nostro malgrado, accanto alle contraddizione in termini di diritto, facilmente riscontrabili all’interno del decreto attuativo, anche la propensione del legislatore a credere , senza alcun dubbio, che i percettori del reddito di cittadinanza siano tutti di bassa scolarizzazione e per questo destinati quasi esclusivamente in lavori che utilizzano mano d’opera spicciola. I laureati, magari con 110 e lode potranno continuare tranquillamente a concorrere, come hanno fatto a Barletta, per un posto da operatore ecologico.

Anche a Casamassima se i dati sui percettori lavoratori fossero confermati, le ore di lavoro “gratuito” potrebbero essere dalle 6 mila alle 12 mila mensili. In Puglia l’ammontare medio del RdC è pari a € 537,23.

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