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Esci dal recinto pure tu.

Uscire dal recinto ti permette di meravigliarsi per un’umanità che credevi non esistesse più. Uscire dal recinto ti fa ammirare un mondo a colori che il bianco e nero della tua vita è solo arroganza. Uscire dal recinto ti dimostra che sarebbe possibile, solo ce ci fosse la volontà. Uscire dal recinto ti dimostrerebbe che il tuo azzurro sono solo pietre scrostate dal tempo e dall’incuria e che la tua prosopopea non ha limiti. Uscire dal recinto sarebbe una comunità al servizio di se stessa dove l’economia dell’appartenenza  passa dai bar pieni, dalle trattorie e pizzerie colme e dove anche il panino con la salsiccia industriale diventa il meglio del mondo. Uscire dal recinto sarebbero i giochi per i più piccoli in piazza senza recinzioni e senza barriere. Uscire dal recinto sarebbero le fontane con i loro giochi d’acqua.

Uscire dal recinto sarebbero i sorrisi della gente che ti circonda.

Non i soliti venti che affollano la chiesetta sconsacrata con quelle scomodissime poltroncine blu che la scoliosi ti fanno venire è stata la manifestazione evento che ieri sera ha rallegrato le strade di Turi.

L’Associazione Smile con la fattiva partecipazione della Pro Loco di Turi e con il Patrocinio del Comune, hanno dato vita, ieri sera 25 giugno, nelle strade del paesello a un tiro di schioppo da Casamassima, ad una serata evento che ha visto la partecipazione di una moltitudine di persone che hanno trovato il modo di dimenticare, almeno per qualche ora, la cappa di calore che ci sta opprimendo.

Spettacoli di intrattenimento che spaziavano dall’equilibrista, al suonatore rockettaro di violino o a quello della più dolce arpa, passando dal mago che ha ipnotizzato i più piccoli con le sue palline fatte di sogno che scomparivano e riapparivano mentre l’orchestrina accompagnava i balli dei loro genitori che un bacio si davano ricordando la gioventù spensierata. E c’erano anche quei due serpenti enormi e spettrali che facevano bella mostra di sé ora sulla spalla del circense e poi su quella dell’eroe per una notte che si faceva immortalare nella foto storica lasciata ai posteri. E fra un giro sul cavallo e quello strano personaggio che le pentole da cucina ha fatto diventare la sua batteria, potevi apprezzare gli orecchini o le collanine fatte tutte rigorosamente a mano. Andare dietro la banda che suonava e che apriva la serata ti lasciava il tempo di socializzare, di parlare, di scambiare due chiacchiere e di salutare il sindaco e l’assessore sempre disponibile ed impegnato ad accogliere lo “straniero” in cerca di normalità. Fra il giocatore che diventa giocoliere con il pallone che anche Ronaldo si fermerebbe ad ammirare, il mangia fuoco che uccideva lo spettro della noia e l’artista che con il corpo dipingeva, quella moltitudine di uomini, di donne, di meno giovani e di bambini trascorrevano, non il quella chiesetta sconsacrata e scomoda, la loro serata d’estate che ricorderanno con gioia.

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