Loading

Fabio Nanna: prossimo candidato sindaco?

Ercole ne fece 12 di fatiche. Prima uccise l’invulnerabile leone di Nemea per portare la sua pelle come trofeo, poi catturò la cerva di Cerinea, poi catturò il cinghiale di Erimanto, poi ripulì in un giorno le stalle di Augia, disperse gli uccelli del lago Stinfalo, catturò il toro di Ceta, rubò le cavalle di Diomede, si impossessò della cintura di Ippolita, rubò anche i buoi a Gerione e i pomi d’oro del giardino delle Esperidi e infine portò vivo il cane a tre teste guardiano degli inferi Cerbero a Micene, prima di riposarsi.

Nessuno ci racconta della sua tredicesima e decisiva fatica: riunire il centro, con un’anticchia di destra, a Casamassima, sotto un’unica bandiera.

Operazione improba; appunto una fatica, sarebbe mettere insieme le anime che compongono il centro destra nostrano: vedere insieme, per esempio, Fratelli d’Italia della Meloni con Forza Italia del resuscitato Berlusconi, anche se a livello nazionale sembra un’alleanza possibile, qui al paesello non pensiamo abbia chance di successo. Anche se a questi dovesse aggiungersi la Lega di Salvini, presente anch’essa almeno sulla carta, l’alleanza traballerebbe. Se dovessimo a questi aggiungere l’UDC di Birardi, la frittata sarebbe completa.

Dall’altra parte, con il molto centro senza pervenuta sinistra, le cose non starebbero meglio.

Il Partito Democratico, lacerato e diviso al suo interno (basta vedere i componenti il coordinamento cittadino e la segreteria per accorgersene), al cui interno qualcuno ancora si chiede come mai non sia più sindaco e che il ricordo dell’ultima sindacatura sarebbe meglio rimuovere dalle cronache, che ha subito finanche una scissione con alcuni che hanno deciso di dar vita ad Articolo 1 MDP anche al paesello, non vive una vita tranquilla.

Gli ex vendoliani che non sappiamo ancora se viventi, almeno politicamente, non sono ancora pervenuti.

Annoverare nella sinistra ancora quelli che conservano una sede nella piazza centrale del paesello, ci riferiamo a Rifondazione Comunista, con quell’insegna spenta e che da oltre un quinquennio ha fatto perdere completamente le tracce, ci sembrerebbe fantascientifico. Un altro Partito Comunista, attivo sul web e nelle centinaia di atti che protocolla per denunciare ora questo ed ora quello, non sappiamo se avrà la forza e la capacità e la voglia di presentarsi all’elettorato.

E poi una caterva di liste civiche:

Libera Casamassima, in disarmo (?) dopo la politica da ballerina impazzita che con le sue piroette ci ha scaraventato a destra e a manca,  la pensiamo vogliosa di accasarsi con il PD pur di non morire nell’oblio.

E poi Insieme per Casamassima, con il Ronghi deciso a rivestire i panni del sindaco che cerca alleanze ma che non disdegna la solitudine, e Civicamente di Rubino e Guerra, che dopo quanto non prodotto, non saprebbero con chi andare.

E Rinascita per Casamassima della Nica Ferri, che farà?

Si presenterà? Accetterà alleanze? E con chi? A destra o a sinistra? Non pervenuta.

E la Zizzo Arianna, avrà ritrovato il filo tra patronato, società di volley e la politica attiva?

Si immolerà ancora a Casamassima o a Gioia del Colle?

Per non dimenticare la coppia Stefania Verna e Donato Fortunato: ritenteranno l’avventura?

E poi il M5S che attraverso quei patetici copia ed incolla comunica la sua onestà che pare si debba concretizzare attraverso il rendere pubblico prima delle elezioni la squadra che comporrà la giunta.

Staremo a vedere, il candidato sindaco, i candidati consiglieri e la truppa degli assessori. Tanto da soli dovrebbero andare.

Nel mezzo una marea di soggetti politici non ancora accasati e non sappiamo se ancora in politica attiva: Pino Gengo, Gino Petroni, i Montanaro quasi al completo, il sempre indeciso Salvo Nacarlo, Pietro Cristantielli, solo per fare qualche esempio.

Ed arriviamo ad Autonomia Cittadina, lista civica ma con propensioni verso il centro? la destra? o la sinistra?, che dal 2011 sembra oramai un soggetto politico credibile e per certi aspetti affidabile.

Mai al governo del paesello, risolti i problemi con evidenti dissapori al suo interno, stanca di produrre consiglieri solo per l’opposizione, si candida, questa volta, al governo della città.

Ma con chi?

Allearsi con il PD, che la scacciò in malo modo nel 2015 allorquando intese erano all’orizzonte, ci sembra, nonostante il rospo da buttar giù, l’unica soluzione plausibile. Certo sarà difficile far digerire al paesello, ai cittadini e ai propri elettori questo contribuire a togliere le castagne dal fuoco ad un PD in debacle, ma cos’altro potrebbero fare?

Il centro con un’anticchia di destra è ancora diviso e far convivere Gengo, Carelli, Pignataro, Reginella, Birardi, Petroni e i Montanaro, se dovessero scegliere di rientrare nella politica attiva, sembra difficile, ed allora che fare?

Nonostante tutti sappiano che il centro destra compatto ed unito avrebbe la vittoria certa, Autonomia, che non vuol rivestire i panni di coagulante, sceglie la strada più facile (?) con quell’abbraccio mortale al PD, che se non la dovesse premiare, ne decreterebbe la fine irreversibile. Spiegare quell’opposizione decisa a Cessa e alla politica del PD tutto anche attraverso manifesti e comunicati pubblici e l’azione nell’ultimo consiglio comunale è l’impresa, la fatica, che dovrà sopportare il segretario cittadino Pinuccio Fortunato che dovrà spiegare sin nei minimi dettagli perché questo repentino dietro front. Neanche l’allontanamento di Cessa dal PD sembra una ragione da cavalcare, vista la presenza non solo di Ardito, ex assessore tecnico, ma dello stesso Cessa nel coordinamento del Partito Democratico.

Ed allora?

Quell’ancora di salvezza che Bagalà ricerca per non far scomparire nelle urne il partito, non sappiamo ancora se di maggioranza relativa, potrebbe essere la mano tesa di Pinuccio Fortunato che, attraverso una serie di accordi pre-elettorali, possa ingabbiare le velleità del PD.

Alleanza e coalizione pericolosa per entrambi, ma se il centro destra rimane a guardare, possibile.

Autonomia dovrebbe imbarcarsi anche il Nitti Junior che quando vuole, la caramella negata la reclama per l’eternità.

Ma quali le possibili intese con il PD?

E se concordassero una candidatura a sindaco di un esponente PD?

Tra Fabio Nanna e Rocco Bagalà la spunterebbe certamente il secondo.

Se Autonomia concedesse a Rocco Bagalà l’investitura a candidato sindaco potrebbe accontentare il PD.

(Dopo quello che ha lasciato sul campo sarebbe più che sufficiente).

Se il PD concedesse carta bianca sugli assessorati potrebbe zittire i malumori in Autonomia.

Fantapolitica?

Vedremo.

Commenti

commenti

Rispondi