Loading

Giù le maschere!!!, tuonarono … tutti.

Nonostante il periodo certamente non esaltante, i miei lettori mi chiedono una riflessione a voce alta. Sebbene non abbia voglia di commentare la politica di questi giorni, non posso esimermi. Eccola.

Tre le “scoperte sensazionali” in questi tempi supplementari che attraverso il ballottaggio di domenica prossima ci porteranno, come la pera giugnina di Città di Castello, il nuovo sindaco del paesello sempre più a sud e sempre più a est la grande metropoli.

La prima di queste impressionanti scoperte è che la legge, contrariamente a quanto sino ad oggi sostengono i più illustri giuristi, andrebbe interpretata più che applicata.

Queste le controdeduzioni di uno dei due candidati sindaco a proposito del sonoro ceffone da parte del TAR Puglia in riferimento a quel ricorso da parte di alcuni cittadini, stravinto da questi, che metteva in discussione le decisioni sulla TARI e sui suoi atti collegati assunte dalla passata amministrazione Cessa in quel famoso Consiglio Comunale del 29 marzo 2017 a cui lo stesso candidato, non faceva mancare il suo “interpretativo” voto favorevole. Pensiamo che le esternazioni dell’avvocato candidato sindaco siano indirizzate ad impugnare quella sentenza del TAR al Consiglio di Stato perché l’interpretazione della legge da parte degli uffici e della politica che quegli atti ha avvallato cozzerebbe con il giudizio dei Giudici del Tribunale Amministrativo pugliese, preposto a giudicare sui ricorsi contro gli atti delle pubbliche amministrazioni, come nel caso di specie.

Certo sarebbe il caso, nell’eventuale vittoria da parte degli uffici comunali e della politica intorno a quelle decisioni TARI, che come minimo la toponomastica della città sia rivisitata a favore di lor signori e che delle statue a grandezza naturale ci ricordino in ogni momento della giornata quanto il loro “lavoro” sia degno di tutta la nostra reverenza.

Al tempo stesso dovremmo richiedere tramite una petizione popolare che anche quelli di fuori dovrebbero firmare, che quei Giudici turbolenti del TAR Puglia che prendono siffatte decisioni siano allontanati per sempre dal suolo patrio.

Altra scoperta da lasciare con la bocca aperta anche i più distratti sarebbe l’elevazione politica di Mimmo Birardi, ex sindaco mai dimenticato, ai ranghi di statista come Alcide De Gasperi, Luigi Einaudi, Enrico Berlinguer, Sandro Pertini, Giulio Andreotti o Palmiro Togliatti. Winston Churchill  no perché ci risulta che Mimmo ed i  sigari non vanno d’accordo.

Quella bandiera dell’UDC sul palco dell’altro candidato sindaco, la sua presenza sui palchi e l’elezione di due persone riconducibili a lui, sarebbero la dimostrazione plastica di quanto afferma il sindaco candidato che le maschere non le sopporta proprio.

L’elezione della cognata del Birardi, prima degli eletti nelle liste di Forza Italia e del reggente l’UDC casamassimese, non si può sentire proprio e sarebbe questa la pistola fumante che inchioderebbe il Mimmone nazionale alle sue responsabilità.

Se volessimo, ma solo perché il sole in fronte ci da fastidio, volgere lo sguardo dall’altra parte, altri birardiani di ferro sbucherebbero sotto la luce impietosa del sole. Manderemmo al Purgatorio, se fossimo degni solo di lustrare le suole delle scarpe sporche del Sommo Poeta, anche un Valenzano ed una Montanaro. Il primo perché fu uno dei firmatari la sfiducia a Birardi presso un notaio e la seconda perché, dopo essere stata allontanata dalla giunta birardiana senza apparente giustificazione alcuna medita la “V di vendetta” come quelle eroine dei fumetti che il patrimonio di voti alla Lega di Salvini dello scorso 4 marzo hanno smarrito nei campi.

Con i pochi posti rimasti a disposizione nell’Inferno, il Paradiso non lo meriterebbe nessuno; dovrebbero fare i conti con i risicatissimi posti Luigi, detto Gino Petroni, sino all’ultimo giorno al “servizio” di Birardi con l’inseparabile  Salvatore detto Salvo Nacarlo.

Che Birardi sia riuscito a “sistemare le sue creature” politiche da una parte e dall’altra fa di lui non solo un fine e diabolico stratega, ma appunto uno statista da imitare.

Ma Birardi statista, mi perdoni Mimmone mio, non si può sentire proprio.

Poi, per ultimo, proprio per non farci mancare nulla, la ciliegina sulla torta.

Il civismo si sa è fuori da quelle inutili ed ottocentesche suddivisioni del mondo fra destra e sinistra. I fascismi non sono più un ostacolo così come gli antifascismi, superati, che fra un censimento ai rom e la chiusura di bambini all’interno di gabbie per evitarne il gioco libero in terra americana, permettendo lo sfacelo anche morale ed etico, possono dar vita ad un partito di trombati.

Ed è il mondo del civismo nostrano che farebbe i conti, in queste ore, con una serie consistente di rivendicazioni che lasciano basiti. Massimo Cassano, già sottosegretario nei governi PD ed oggi rientrato in Forza Italia a capo di un suo movimento personale, reclama come sua l’affermazione del civismo casamassimese e di una lista in particolare; quella personale di un candidato sindaco impegnato nel prossimo ballottaggio. Le numerose dichiarazioni rilasciate alla stampa e alla tv in merito alla questione, hanno trovato solo la smentita di quel candidato sindaco che a quella lista ha dato il proprio nome e non quello del movimento Puglia Popolare, senza che ancora abbiano permesso al Cassano onorevole, di specificare meglio il suo pensiero.

Eppure di giornalisti seri e preparati ed iscritti all’albo con tanto di tesserino, il paesello abbonda.

Ricordiamo, ma solo per rinfrescare la memoria, che Cassano fu artefice qui a Casamassima della fondazione e dell’apertura, in Piazza Moro n. 4, di Controvento, un’associazione di cittadini che si propongono di sviluppare iniziative culturali, sociali e politiche volte alla diffusione dei principi e dei valori della democrazia liberale”, così come si legge sul sito che ancora lascia traccia sul web.

Se la memoria non ci abbandona, anche uno dei due candidati sindaco di oggi e che ha dato il nome alla propria lista al centro di questa kermesse, fu Presidente di quell’associazione culturale fondata da Cassano Massimo.

Che aggiungere ancora a questa campagna elettorale gridata e non ragionata condita da invettive e senza volutamente minimamente sfiorare i veri problemi della quotidianità che ognuno di noi vive?

Non vorremmo essere nei panni di quelli che un sindaco devono scegliere.

Ma perché mai non fondiamo una scuola superiore di chirurgia ed estetica applicata per vivisezionare le vere ragioni recondite ancora non svelate da quelli che il Sindaco vogliono fare?

 

Clicca qui per vedere il servizio di TeleNorba del 19 giugno scorso a proposito delle liste di Massimo Cassano.

 

Commenti

commenti

Leave a Reply

This function has been disabled for Maurizio Saliani.