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Gli svarioni incongruenti. Serviti.

Le minoranze, visti i pareri dei Revisori dei Conti in riferimento al Bilancio Previsionale 2016 – 2019, che sono sembrati contradditori nella forma e considerando molto poco lusinghieri i giudizi espressi dal Collegio nei confronti degli uffici del Comune di Casamassima chiedevano, durante il Consiglio di ieri 2 maggio, un aggiornamento dello stesso al fine di consentire la discussione del provvedimento alla presenza dei Revisori stessi che avrebbero potuto dissipare dubbi e perplessità legittimi.

La maggioranza ha negato tale possibilità.

Ricordiamo, per i pochi tanti distratti seduti fra i banchi della maggioranza che risultano essere Giovanna Nero, Domenica Ferri, Nicola Guerra, Arianna Zizzo, Pasqua Borracci, Giacinto Rella, Antonio Manzari e Giuseppe Nitti , che fra le varie tipologie di controllo interno, il Collegio dei Revisori dei Conti rileva ai fini dell’erogazione delle spese anche e sopratutto quelli di regolarità amministrativa e contabile.

Maggioranza che chiedeva nello scorso Consiglio Comunale, il ritiro dell’approvazione del Bilancio visto proprio il parere non favorevole dei Revisori e che ieri, ne ha impedito l’aggiornamento al 5 maggio prossimo, data in cui i Revisori avevano assicurato la presenza ma che per impegni inderogabili da parte di alcuni consiglieri di maggioranza, (ma queste sono solo voci maligne di corridoio), ne hanno impedito la discussione.

Quella stessa maggioranza che approvava la Carta di Pisa, quella stessa maggioranza che ha fatto della trasparenza, della legalità e della differenzazione da tutti gli altri il suo cavallo di battaglia nega sfrontatamente la possibilità di poter discutere liberamente e senza pregiudizi cercando la massima condivisione assumendosi in prima persona la responsabilità di approvare un bilancio che passa impunemente sulla pelle dei cittadini che le tasse le pagano.

Una gran festa quella della maggioranza che esce trionfante da una seduta consiliare che se fosse durata 10 minuti non avrebbe sconvolto nessuno visto l’esisto scontato.

Finiti i tempi delle polemiche e delle accuse senza appello sui bilanci redatti dall’ANCREL che almeno con duemila euro o poco più figure meschine le hanno evitate, si è passati alle dichiarazioni di voto così imbarazzanti da far accapponare la pelle ad un elefante.

Chissà cosa avrebbe dichiarato il Nitti se fosse rimasto ancora in minoranza a proposito di quei giudizi sprezzanti sugli atti redatti da uffici il cui esito, scrivevano qualche giorno fa i revisori dei conti, con  stupore ne prendevano atto delle  vane  enunciazioni  indicate  nella nota  tecnica  del  Responsabile  del Servizio di Gestione economica e finanziaria irrilevanti dal punto di vista economico/finanziario/patrimoniale, in ordine alle criticità evidenziate dal Collegio con il parere al Bilancio di Previsione.

Ma quei tempi son finiti. Il Nitti, organico alla maggioranza ma con l’acume da prima repubblica di non prenderne il posto, ancora nei banchi della minoranza siede, con quella dichiarazione di voto cancella l’ultima possibilità di poter rappresentare la giovane politica lontana dai giochi del palazzo che puzza di vecchio.

Cosa potevano le minoranze se non dissociarsi da tali decisioni ed abbandonare l’aula non partecipando alla discussione, che inevitabilmente, mettendo da parte la logica, la sintassi, i numeri non poteva che supinamente approvare un Bilancio che da più parti si considera non veritiero?

Scrive la minoranza tutta:

«PREMESSO CHE

Le vicende relative all’iter procedurale delle attività previsionali deliberate che hanno caratterizzato questi ultimi mesi, destano inquietanti preoccupazioni ed il Gruppo di Minoranza rappresentato dai Consiglieri (omisis), nel rispetto delle funzioni ad essi attribuite dal T.U. 267/2000 che attiene al controllo delle Deliberazioni adottate dalla Giunta Comunale e dal Consiglio Comunale, ovvero della legittimità degli atti e per evitare di poter incorrere in forma indiretta a responsabilità qualora omettano di intervenire su questioni ed atti di pubblico interesse anche e semplicemente consentendo la legalità della seduta con la propria presenza e per evitare qualsivoglia omissione che possa essere lesiva di interessi altrui, come la  comunità da essi rappresentata, nel controllare l’attività amministrativa posta in essere dalla maggioranza di Governo per la responsabilità prettamente giuridica che ne deriva anche sui Consiglieri di minoranza per i compiti assegnati

….

I CONSIGLIERI DI MINORANZA

Esprimono la propria dissociazione individuale e di Gruppo dall’eventuale votazione positiva da parte della maggioranza per i deliberati pendenti e per quelli conclusi riservandosi di operare tutte le azioni di coinvolgimento di Organi sovracomunali preposti».

La cronaca spicciola vedeva gli interventi degli assessori e del sindaco che hanno illustrato il libro dei sogni che se fosse non solo sulla carta vedrebbe il paesello a sud est svettare nella classifica dei comuni più virtuosi e vivibili non solo d’Italia, ma del Mondo intero.

Ma la ciliegina sulla torta, non bastasse quello che ieri in consiglio ha messo in campo la classe politica del paesello, sono le parole del consigliere Nicola Guerra oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno, che a proposito della TARI e delle bollette pazze di aumenti dichiara candidamente:
«E’ stato uno svarione, diciamo così, da parte degli uffici».
L’assessore Tancorra, da parte sua, sempre in merito allo svarione annunciato dal Guerra, a proposito di considerare per le pertinenze una tassazione pari a 3 occupanti a prescindere dall’effettiva composizione del nucleo familiare, dichiara:
«E’ una incongruenza».

Ma come mai gli uffici e la politica contribuiscono a generare svarioni incongruenti sulla TARI, cari Guerra e Tancorra ed essere immuni dal generarli anche quando si parla di Bilancio?

Bastassero due indizi per confezionare una prova, eccola servita.

Ieri si sarebbe dovuto parlare anche di scuole….

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