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I cancelli, per gli altri, rimarranno chiusi?

Ill.mo Sig. Sindaco di Casamassima

dott. avv. Giuseppe Nitti

e

Gent.ma Assessore ai Lavori Pubblici

dott.sa ing. Annamaria Latrofa,

non avremmo più voluto scrivere neanche una riga e nemmeno consumare inutilmente centinaia di pixel intorno alla vicenda che gira intorno alla riqualificazione del Campo Sportivo di Casamassima, ma nostro malgrado siamo costretti a tornare sull’argomento perché, letti i commenti che in questi giorni affollano i social, (non sempre lusinghieri sulla vostra scelta) e sentite le affermazioni che entrambi avete argomentato durante il Consiglio Comunale del 30 aprile scorso,  alcuni aspetti andrebbero chiariti.

Non ci aspettiamo risposte che siamo certi non ci saranno e tanto-meno non ambiamo a tanto, ma pensiamo che la chiarezza, sinonimo di trasparenza, vada salvaguardata.

La mancanza di spazi idonei per il gioco e per lo sport, non solo per i bambini del paesello ma anche per i più grandi, certamente non da imputare solo ed unicamente alla vostra di amministrazione e che si protrae ormai da tempo, è nota a tutti.

Mancano spazi pubblici all’aperto per lo sport e quelli al chiuso, anche se pubblici, diventano di colpo privati, garantendo le attività sportive solo a chi, munito di conto corrente, se le può permettere.

Abbiamo salutato con “corpose” perplessità ed interrogativi, che ancora rimangono intatti sul tappeto, la scelta di destinare 100 mila euro al recupero e riqualificazione del Campo Sportivo di via Pende da anni in abbandono come intervento prioritario e quasi ineludibile da parte Vostra. E qui non ci staremo a dilungare sull’opportunità o meno di iniziare i lavori nel modo che voi avete stabilito con un contenzioso in atto e di cui, ad oggi, non si conoscono i risvolti, senza peraltro informare la cittadinanza che dovrebbe credere alle vostre parole e senza aver avuto modo di visionare il progetto finale della riqualificazione tenuto nascosto in un cassetto senza trovare nessuno con la sensibilità di pubblicarlo, quasi si trattasse di un segreto aziendale top secret.

Far credere però, od illudere la cittadinanza che quel luogo, lo Stadium, possa essere visto come uno spazio da destinare al gioco dei bambini, che potranno praticare lo sport in un luogo dove Casamassima è ancora legata parole dell’assessora Latrofa  ci sembra un’affermazione leggermente forzata e che non risponde, secondo la stessa descrizione da Voi portata nell’assise comunale, corrispondente alla realtà. Non rispondente alla realtà per il semplice fatto che la stessa assessora dichiara:

«Avremmo voluto anche noi un mega centro polifunzionale in stile Pinetina, Trigoria o Milanello, ma oggi non è possibile».

Perché mai l’assessora Latrofa, questo il primo interrogativo, porta ad esempio 3 realtà, Pinetina, Trigoria e Milanello che sicuramente rappresentano eccellenze polifunzionali sportive ma che, conosciute da tutti come punto di riferimento imprescindibile di squadre di calcio di serie A, sono strutture private e non pubbliche?

Quale il paragone con il Campo Sportivo di Casamassima che in questi giorni state riqualificando? 

Nei progetti dell’amministrazione ci sarebbe forse, questo il secondo interrogativo, la volontà di destinare come sembra accertato dalle Vostre parole, la struttura solo alla pratica del calcio? E la struttura sarà gestita dal pubblico dando la possibilità a chiunque di usufruirne oppure si sceglierà la strada dell’affidamento al privato?

E a quali condizioni?

Come mai poi, se i lavori di recupero, sempre secondo le dichiarazioni rilasciate dall’assessora Latrofa, servono per ridare dignità al luogo rappresentativo dello sport a Casamassima ed in un paese privo di strutture sportive, la riqualificazione del Campo Sportivo diventa prioritaria perché rappresenta lo strumento attraverso il quale sarà possibile ridare e rivedere bambini e giovani praticare lo sport in un luogo dove Casamassima è ancora legata, non si portano ad esempio strutture pubbliche come il Parco 2 Giugno di Bari o similari nel circondario, ma strutture private distanti dal paesello centinaia di chilometri?

Non sarebbe stato più logico affermare senza enfasi a corollario che il Campo Sportivo di Casamassima che oggi vorreste riportare ai vecchi splendori dovrà servire unicamente per uno sport, il calcio, in cui non ci sarebbe la possibilità per ospitarne altri? In fin dei conti la progettazione dell’intera struttura porterebbe a credere che questo sia l’intento finale della riqualificazione vista anche l’assenza di una pista di atletica che potrebbe permettere se non altri sport, almeno la corsa.

E se oggi per Voi questo sport, il calcio, merita lo sforzo collettivo pari a 100 mila euro, per gli altri saranno garantite le stesse risorse?

Ed è per questo che ci permettiamo sommessamente di chiedere al sindaco in primis e all’assessora Latrofa, quando intendono reperire i 712 mila euro che oggi mancano all’appello per soddisfare le esigenze sportive dei bambini che il calcio non lo praticano e che non hanno nessuna intenzione di praticarlo preferendo altri sport, e che nel frattempo attendendo che altri “campi sportivi” siano riqualificati per loro.

E siccome i numeri sono difficilmente contestabili vi spieghiamo perché mancherebbero all’appello tutti questi denari per realizzare quello che voi affermate.

Dall’elaborazione su dati ISTAT, la popolazione per l’anno scolastico 2018/19 suddivisa per età a Casamassima, comprendente i bambini che vanno dai 3 anni (scuola dell’infanzia) sino all’età di 18 anni (scuola superiore) è pari a 3.249 (maschi 1.664 – femmine 1.585).

Ipotizziamo, illustrissimo sig. sindaco e gent.ma sig.ra assessora, che non tendendo conto da quanto risulta dall’ultimo report dell’ISTAT del 2017, (perché se tenessimo conto di ciò la proporzione che vi sottoponiamo sarebbe impietosa per la priorità che avete messo in campo), che le bambine ed i bambini interessati al calcio, e quindi possibili fruitori di quel campo sportivo in via Pende potrebbero essere da 200 (ci sembra un numero già eccessivo) ai 400.

Ma ammettendo questa maggiore possibilità la collettività avrebbe investito, per 400 ragazzi 100 mila euro.

E per i rimanenti 2.849 che il calcio non lo sopportano, preferendo la palla avvelenata o la corsa, oppure la bici immersi nel verde, o l’altalena o lo scivolo, quanto dovremmo reperire?

Ed i numeri ci dicono che se volessimo applicare lo stesso valore riconosciuto al calcio praticato all’interno del Campo Sportivo di via Pende, per tutti gli altri bambini ragazzi che richiederebbero solo l’altalena, lo spazio verde o la corsa, o due tiri a una palla senza l’assillo della partitella domenicale e senza la pretesa di diventare un futuro Messi, mancherebbero all’appello oltre 712 mila euro.

Vi chiediamo troppo se volessimo sapere cosa avete in mente per recuperare tale somma di danaro? Dovremmo sperare in un pizzico di fortuna come sostiene l’assessora Latrofa o che qualche finanziamento giunga dal cielo?

E poi, illustrissimo sig. Sindaco Nitti, visto che ha anticipato sempre durante il Consiglio Comunale del 30 aprile, che per future omologazioni per attività professionistiche lo Stadium avrà necessità di modifiche importanti,

siamo ancora tutti convinti che la scelta operata da Lei e dalla sua Giunta e dall’intera maggioranza possa essere considerata una scelta prioritaria non trattabile?

Quanto tempo dovranno aspettare i bambini e le loro famiglie per varcare i cancelli di un Parco Comunale Pubblico che certamente, nonostante gli sforzi, non potrà mai essere rappresentato dalla cosiddetta Villa Comunale di via Acquaviva, di cui, ahi noi, anche per essa, i progetti di riqualificazione sono ancora “segreti” nonostante le delibere di giunta “urgenti” ed i bandi di gara che …..?

Grati per il tempo che avrete voluto dedicare alla lettura, vi porgiamo
Cordiali saluti

Abbiamo scritto di Campo Sportivo anche qui:

Casamassima in Champions League?

Sul campo sportivo oltre i lavori “procedono” spedite anche le polemiche.

 

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