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Il Comitato Tari Equa Casamassima chiede di incontrare il sindaco.

In questi giorni sta facendo molto discutere la lettera che Pierfrancesco Fais il 17 giugno scorso ha indirizzato al Commissario Prefettizio e per conoscenza al Segretario Comunale, alla Responsabile dell’Ufficio Gestione Finanze e al Responsabile dell’Ufficio Igiene Urbana, a proposito della sentenza n. 869 del Tar Puglia che dichiarava illegittimi gli atti “legiferati” dal Comune di Casamassima in riferimento alla Tari 2017. (clicca qui)

Nel frattempo, vista l’elezione di Giuseppe Nitti a Sindaco, pensiamo naturale credere che la missiva ora sia nelle sue mani. Giuseppe Nitti, oggi sindaco, nonostante il suo voto favorevole in quel famoso Consiglio Comunale del 29 marzo 2017, che decisioni prenderà? Sarà disponibile, come richiede Fais anche a nome degli altri cittadini ricorrenti, ad un incontro con il Comitato Tari Equa? Ricordiamo che in campagna elettorale Agostino Mirizio, il candidato sindaco uscito sconfitto dal ballottaggio, si dichiarò disponibile a rivedere il piano Tari contestato non oppenendo appello.

Questo il testo del messaggio di Fais e a seguire la lettera inviata.

APPLICAZIONE SENTENZA PIANO TARI 2017:

All’esito della competizione elettorale, che subito dopo il primo turno ha avuto come argomento di confronto l’emissione della sentenza del TAR che ha annullato il Piano TARI 2017, è opportuno rendere pubblico, per evitare “dimenticanze”, che domenica 17 e lunedì 18 giugno, sono state notificate via PEC al Comune 2 inviti/diffida (che si allegano), affinché l’amministrazione non impugni tale sentenza solo per prendere tempo e spendendo inutilmente altri soldi ma, piuttosto, valuti ora per allora, le soluzioni ad errori compiuti in precedenza, lasciando inascoltate le contestazioni dei propri cittadini.  

Va da se che, tale sentenza, rappresenta una vittoria per tutti i casamassimesi, benché il sacrificio anche economico sia stato affrontato da sole 4 persone +1.

Per l’appunto, a seguito di notizie diffuse con travisazione dei fatti e la convinzione di aver contribuito alle spese per il ricorso di qualcuno che ha aderito al Comitato Tari Equa, è giusto anche chiarire che le spese sostenute per la proposizione del ricorso, sono state INTERAMENTE sostenute, di tasca propria dai 4 ricorrenti, oltre a Franco Busto (UIL), con ripartizione in parti uguali delle quote (in numero totale di 5).
Nessun contributo è stato erogato dal Comitato Tari Equa, estraneo al ricorso, benché 3 dei ricorrenti ne compongano il direttivo.
Si tenga conto che, avendo il TAR condannato il Comune al pagamento di soli 2000 euro per spese legali (considerando che tali spese ricadranno ugualmente sulla popolazione), chi ha proposto il ricorso non solo non ha guadagnato nulla ma, al contrario, ci ha rimesso. Tutto questo per amor di verità.  Pierfrancesco Fais

Cliccando qui la Sentenza del TAR Puglia n. 869.

Aggiornamento ore 18.01 del 29 giugno 2018
….. Il Comitato, non è parte in causa, pertanto ogni ricorrente, come ogni cittadino, avrebbe potuto fare una diffida al Comune. Se il Comitato nella persona del suo presidente non lo ha fatto, è una questione che non può riguardarmi personalmente, in quanto ho sempre agito come libero cittadino. Per quanto posso constatare, la funzione del Comitato è terminata con la divulgazione della sentenza TAR.  Questo dichiara Piefrancesco Fais.

Alla luce di ciò la lettera inviata al Comune di Casamassima è intesa esclusivamente a livello personale. I motivi che hanno spinto i ricorrenti a non procedere ancora sulla stessa strada che li ha condotti fin qui è un “mistero”.

 

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