Loading

Il segreto.

Era il 21 dicembre dell’annus horribilis delle scuole, e non solo, che comodamente seduto sul proprio divano di casa verde acido anemico, il sindaco Cessa comunicava al mondo intero le proprie dimissioni. Avrebbe avuto 20 giorni di tempo per tirare le fila e vedere se la maggioranza che lo aveva sostenuto sino a qual momento esisteva ancora nella realtà o era, ieri come oggi, frutto della sua fervida immaginazione. Ma due giorni prima della scadenza di quell’ultimatum che la legge gli metteva a disposizione, il sindaco Cessa, mentre i cittadini tentavano di uscire di casa con tutto quel ghiaccio che ti entrava anche nella ossa, con un altro magistrale colpo di teatro annunciava il ritiro delle dimissioni e comunicava che aveva gli elementi per fare “sintesi” e che presto sarebbe riuscito a mettersi in sella più forte e pimpante di prima. Ma il cavallo, rappresentato da quelle riunioni il più delle volte disertate dalla vecchia coalizione ed in più completamente infruttuose, anche la sella gli tolgono e senza più redini, cerca di salire in groppa cadendo più volte rovinosamente con il “coso” per terra.

Oggi, 18 gennaio anno domini 2017, 28 giorni dopo la presa di coscienza apparente che qualcosa all’interno della maggioranza non và, e continua a non andare, il Cessa sindaco, passando per altre emergenze che si aggiungono a quelle che tutti conosciamo, continua a tacere e a non comunicare quale la sintesi che lo potrebbe vedere vestire ancora quella fascia dal fascino irresistibile.

Cacciando in malo modo la Verna e Fortunato con quella voglia di protagonismo all’incontrario che ne ha sempre caratterizzato il cammino, e l’Innominato che è meglio non nominare che nervosissimo sta da quando tutti ne conoscono la vera identità, al Cessa sindaco non gli rimane che scegliere se seguire il guasta piani del Nitti che tutti esterni al mondo della politica li vuole, gli assessori, o se continuare con la tattica suicida del PD che proprio non vuol rinunciare ai suoi tre o al limite due assessori di riferimento partitici. A questo proposito una parentesi non guasta. Ma se dovessero essere due gli assessori a targa PD, sarebbero fra i tre uscenti? E chi potrebbe al di fuori di ogni ragionevole dubbio affermare che dovrebbe rimanere fuori Bagalà o Palmieri o la Spinelli? E chi sarebbe in grado di stilare una classifica? O i due eventuali o l’uno, non sarebbe il caso di sceglierli o sceglierlo al di fuori di questi tre? Quando un partito è allo sbando è allo sbando. Chiusa la parentesi.

Non crediamo possibile che i Nitti e i Bellomo possano accettare neanche se fosse solo uno degli assessori che il PD vorrebbe tenere in campo, ma anche se questa ipotesi trovasse accoglimento, quale il futuro del gruppo PD in Consiglio Comunale?

Il partito si è ormai immolato sulla strada del sacrificio che lo vede soccombere con il sindaco che non sappiamo ancora se martire o artefice di scelte sciagurate di un partito che seguendo le orme del rottamatore di Firenze è stato rottamato ormai dalla storia, ma il gruppo PD in consiglio, quello che vota, quello che “mette la faccia”, saprà soprassedere ancora una volta all’avventura dello stringere i denti per andare avanti a prescindere? Sembrerebbe che anche il soldato per eccellenza Manzari abbia storto un tantino il naso e che la Borracci e il Rella già da tempo vivano disagio, ed allora? Per esempio, la Borracci, che del PD non è iscritta e che è stata eletta come indipendente in quel partito, prenderà almeno «ella» il toro per le corna?

E quale sarebbe il futuro del giovane rampollo della Nitti’s family se dovesse accettare la controproposta capestre del PD? Convincere che lo si farebbe solo per il bene del paese troverebbe quasi inesistenti sostenitori, e quindi, cosa nasconde per il futuro del paesello a sud est il Cessa sindaco? E nella malaugurata ipotesi che il duo Nitti Bellomo dovesse accettare un posto al sole in questa maggioranza dai contorni brancaleonidi (vero Giuseppe?), quale sarebbe il destino della Presidente del Consiglio che inevitabilmente dovrà cedere la poltronissima (da zero bisognerà ripartire), riaprendo un’altra disputa perché lei non può essere solo consigliera?

Nel frattempo, tanto per non farci mancare nulla, la sola scuola primaria agibile a Casamassima sembra sia “sotto attacco” attraverso quegli atti vandalici scoperti prima ma denunciati molto dopo, la raccolta differenziata parte in ritardassimo e solo per una parte ristretta del paesello senza che un’isola ecologica sia stata trovata, l’emergenza neve gestita non male, ma di più, lascia crateri sulle strade come se quelli che ci fossero non bastassero, gli uffici vivono la drammatica situazione dell’abbandono al limite “dell’anarchia”, l’acqua continua a mancare e non sappiamo se quella poca che i rubinetti ci regalano sia o non buona.

Per amor di patria ci fermiamo qui.

Cosa aspetta il sindaco per sciogliere le riserve e svelare il segreto che è diventato più telenovela della telenovela che migliaia di migliaia di personaggetti amano guardare di fronte al camino nelle fredde serate che sotto le coperte è meglio?

Ma veramente vuole essere “sfiduciato” in consiglio sotto gli occhi delle telecamere che tutto registrerebbero per inviare questa fine indecorosa in mondo visione?

Che fegato ha il sindaco. Che stomaco.

Nel frattempo si gioca la più brutta partita mai vista con i cittadini presi e ripresi per i fondelli. (Fondelli mi sembrava più edulcorato).

Commenti

commenti

Rispondi