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Il mercato al tempo del coronavirus.

Pochi (?) rispetto alla media, ma comunque troppi i casamassimesi che stamattina, approfittando della “libera uscita” concessa dal sindaco Giuseppe Nitti, scorrazzano a piacimento e in libertà per il paesello, alla ricerca disperata delle cicorielle da fare con le fave.

E così, mentre impazza la pandemia a cui l’Italia intera risponde con #iorestoacasa, a Casamassima che si fa? Si permette di tenere aperto il mercato settimanale del sabato, solo generi alimentari, perché il sindaco non riesce ad interpretare una semplice norma di buon senso che vieterebbe sull’intero territorio nazionale ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Eppure l’11 marzo con l’ordinanza n. 21 il sindaco ordinava in via precauzionale, al fine di prevenire il rischio di diffusione del virus COVID-19 nell’ambito del territorio comunale la sospensione del mercato settimanale merci varie (settore alimentare e non alimentare) che si tiene in Piazzale Nazariantz e Piazzale Baden Powell, nelle giornate di sabato 14, sabato 21 e sabato 28 marzo 2020.

Cosa è avvenuto il giorno dopo, 12 marzo, per averlo costretto a firmare una nuova ordinanza, la n. 22, in cui, revocando l’ordinanza del giorno prima, ordinava in via precauzionale, al fine di prevenire il rischio di diffusione del virus COVID-19 nell’ambito del territorio comunale che il mercato settimanale di sabato 14 e sabato 21 potrà tenersi regolarmente per la sola vendita di prodotti alimentari e che, al fine di evitare l’affollamento dell’area, le bancarelle siano dislocate ad una distanza superiore di mt. 8,00 l’una dall’altra e che in ogni caso dovrà essere garantita, da parte del gestore del banco di vendita, la distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro?

A parte l’incongruenza del testo che per prevenire la diffusione del virus (assembramenti di più persone in un luogo) concede seppur con restrizioni l’affollamento, la calca, la ressa e la canea che inevitabilmente un mercato settimanale all’aperto comporta, basterebbero le deduzioni che l’avv. Nitti fa del DPCM dell’11 marzo, per giustificare tale repentino ed irragionevole cambio di rotta?

E come dovremmo considerare la moltitudine di sindaci che interpretando il momento particolare che tutti noi stiamo vivendo, da buon padre di famiglia hanno deciso, nonostante le fantasiose e irragionevoli esegesi di tenere chiusi i mercati settimanali?

Qui non si è deciso di tenere aperto un mercato che seppure transennato e vigilato dai Vigili Urbani non dà nessuna garanzia affinché ipotetici soggetti positivi e/o asintomatici possano portare in giro il contagio, ma che si sia data la possibilità a una moltitudine di persone di spupazzarsi per le vie del paesello senza nessun tipo di controllo.

E poi, utilizzare le forze dell’ordine, specialmente in questo periodo, quasi da buttafuori all’esterno delle discoteche, ci sembra veramente troppo.

La politica in tutto questo questo, che fa?

Ad eccezione di Agostino Mirizio che attraverso un post contesta la decisione del sindaco di tenere aperto il mercato, tace di un silenzio assordante non esponendosi.

Per fortuna i social per una volta, hanno dato testimonianza di se: mettendo praticamente in sordina i soliti e patetici bene sindaco, bravo sindaco, bis, hanno gridato la loro rabbia nei confronti di una decisione che farà ancora discutere e che potrebbe far vanificare gli sforzi che ognuno di noi sta facendo accettando con giudizio e consapevolezza la segregazione che il coVid 19 impone.

La matita del grande Antonio Mariella crediamo sia significativa rispetto alla confusione che regna sovrana nelle istituzioni locali.

Comunque segniamoci la data, 14 marzo 2020, ed aspettiamo il tempo di «incubazione».

#AndràTuttoBene?

A proposito, alle 18.55 qualcuno mi fa notare: «Ma almeno la sanificazione e la disinfestazione dell’intera area mercatale, è stata eseguita dopo il mercato, o no?».

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