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Il Movimento 5 Stelle e le contraddizioni palesi.

Che anche a Casamassima il M5S è il tutto condito con il contrario del tutto, lo capirebbe anche un bambino di sei anni non scolarizzato.

Il 7 dicembre scorso le minoranze, esclusi Caravella e Patrono, vista l’illegittimità comportamentale del Presidente del Consiglio Comunale su una convocazione di un Consiglio Comunale, inviano un esposto al Prefetto di Bari. Constatata l’inerzia del M5S nessuno scrive nulla sulla loro scelta mentre continuano a crogiolarsi nel loro brodo primordiale.

L’8 dicembre, un noto e conosciuto cittadino attivista del Movimento 5 Stelle, così si definisce lui, che risponde al nome di Francesco Bracale, scrive sulla propria pagina, alle ore 10.36, dando inizio di fatto alla polemica politica, che loro definiscono gossip:

«Questa convocazione di Consiglio Comunale è irregolare, oltre alla tempistica che non permette di studiare i provvedimenti, mancano dei punti previsti da regolamento.

1)approvazione verbali consiglio precedente

2)comunicazioni

3)interpellanze

Il Presidente del Consiglio Comunale riveste un ruolo di arbitro, DEVE fare rispettare i normali processi democratici della Capigruppo e del regolare svolgimento del Consiglio Comunale, ciò che non PUÒ FARE è indossare la maglia sopprimendo le prerogative regolamentari delle opposizioni. Questo è un atteggiamento superbo, arrogante che non tutela le minoranze».

Nello scritto, che riuscirebbe anche ad interpretare un bambino di sei anni non scolarizzato, si coglie un certo disappunto misto a “rabbia” nei confronti del Presidente del Consiglio, Giuseppe Valenzano; disappunto posto alla base dalle altre minoranze tanto da indurli di informare il Prefetto di Bari, ad esclusione dei suoi consiglieri di riferimento. A questo punto tutti si chiedono del perché un noto esponente del moVimento scriva quello che scrive mentre i suoi di consiglieri di riferimento, decidono altrimenti.

Cioè di essere amorfi. Politicamente, naturalmente.

Ma il Bracale, visti i commenti che sta suscitando il suo post, e viste le domande, alcune di queste decisamente imbarazzanti per lui e l’intero moVimento, probabilmente conscio di aver aperto un vespaio, liquida tutti dicendo che da libero cittadino attivista può esprimere il suo pensiero e che lunedì ci sarebbe stata la risposta ufficiale dei movimentisti. Il problema, però, è che il Bracale, volente o nolente, non sembra ai più essere un semplice attivista del moVimento, ma una delle poche certezze su cui si basa il moVimento, almeno a Casamassima. Gossip?

Ed arriva il lunedì 10 dicembre.

Con un lungo post, il M5S, tralasciando le solite amenità sui gossippari, esterna una posizione che ha dell’incredibile:

… 1. A seguito di una convocazione ricevuta giovedì 6/12 di Consiglio Comunale per il giorno 11/12 ritenuta alquanto “discutibile” (per tempistiche e ODG) Il M5S di Casamassima ha ritenuto opportuno fare le proprie rimostranze e segnalare il vulnus creatosi in maniera DIRETTA al Presidente del Consiglio Comunale. ……. 2. OGGI, infatti, si è tenuta la conferenza dei capigruppo ed effettivamente si è concretizzata la serena dialettica DEMOCRATICA, connotazione decisionale e sovrana propria della conferenza dei capigruppo, UNICA SEDE DEPUTATA.

Insieme ai capigruppo presenti e su proposta del capogruppo M5S, si è cercato di mettere su diverso piano la diatriba regolamentare (regolamento fondamentale perché GARANZIA democratica di TUTTO il consiglio) e il reale procedimento dei lavori.

Questo con l’obiettivo di non ostacolare il regolare e produttivo andamento dei lavori, perché è questo che I CITTADINI CHIEDONO e devono avere per diritto: Amministratori che lavorino per il paese! …

La contraddizione in termine di queste dichiarazioni lascia sgomenti e basiti, ma non increduli visto che il tutto e il contrario di tutto e alla base della loro politica.

Il Movimento 5 Stelle, in definitiva, nonostante riconosca che quella convocazione di consiglio comunale sia alquanto discutibile e che il regolamento è fondamentale perché GARANZIA democratica di tutto il consiglio, ed essendo consapevoli che le norme non siano state rispettate, che fa? Non si appella all’organo superiore rappresentato dal Prefetto di Bari visto che il Presidente del Consiglio non vuole indietreggiare di un passo sulla decisone presa, come fa la rimanenza delle minoranze, ma si rivolge ossequioso allo stesso Presidente del Consiglio, che tale “illegittimità” mette in atto «con l’obiettivo di non ostacolare il regolare e produttivo andamento dei lavori, perché è questo che I CITTADINI CHIEDONO e devono avere per diritto: Amministratori che lavorino per il paese!»

Ma sarà vero che i cittadini richiedano agli amministratori che si lavori per il paese anche al di fuori delle leggi, dei regolamenti o delle norme? E non sarebbe compito soprattutto delle minoranze vigilare ancora di più affinché gli amministratori, proprio perché presi da quella smania di “amministrare la cosa pubblica” non si lascino prendere dalla foga che diventa cattiva se compiuta fuori dalle regole?

Quelli che le leggi, i regolamenti e le norme sono alla base del vivere democratico e che hanno fatto dell’Honestà bandiera di vita, piegati a logiche che se non ci fosse stata la tanto vituperata prima repubblica avremmo potuto comparare con l’uomo scopritore della pietra.

Ma sarebbe questo il gossip cui accennano i pentastellati?

 

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