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Il PD si consegna anima e corpo a Giuseppe Nitti.

La tattica, collaudata da anni, è sempre la stessa: ubriacare l’alleato intorno a progetti faraonici dimostrando a parole la massima condivisione negli intenti, apponendo la firma su impegni che si sa non si rispetteranno magari mascherando le vere intenzioni invocando beneficio per i cittadini ignari di tutto che sperando in un governo di responsabilità che sappia dare risposte alle mille domande sul tappeto, caschino nella trappola, per poi azzerare tutto ed imporre la responsabilità attraverso nomi che solo lui, il Partito Democratico di Casamassima, è autorizzato a fare.

Che un vero progetto di responsabilità si sia mai avuto la voglia di far nascere è difficile crederlo, come difficile è credere ancora in un partito, quello Democratico, che mai ha dato segnali di equilibrio facendo doverosa autocritica ormai inevitabile da oltre un decennio. E per questo confidare, non tanto per la lista civica Uniti per Casamassima,  ma che Articolo 1-MDP di Giacinto Rella ed Andrea Azzone potesse condividere la scelta imposta di Antonietta Spinelli, esponente da sempre del PD, ed anch’essa responsabile in parte della scorsa consiliatura catastrofica, sarebbe stato da folli. Ma la follia, si sa, ha sempre accompagnato i Dem del paesello che se li conosci, li eviti.

Possiamo pensare che fra i più nomi proposti la candidata suggerita Maria Paola Susca Bonerba, già sindaco di Casamassima dal 1993 al 2001, non trovasse riscontri nel PD, ma come si risponde a quella che a qualcuno pare una provocazione? Con un nome che non dà un taglio netto con il recente passato ancora vivo nella memoria collettiva stanca di parole e di vane promesse?  E perché non un nome della cosiddetta società civile che voglia impegnarsi per il bene comune? E perché no una giovane o un giovane anche con un underground assimilabile a quello dei giovani che animano il partito ma fuori dalla casta e che potrebbe rappresentare il futuro?

Abbandonare le trattative sfilandosi dal dialogo e designando la Spinelli a candidata sindaco non sembra la strada giusta.

Ed allora quale la strategia sottesa del PD a questo punto?

Tenere lontani gli alleati iniziali, specialmente quel Giacinto Rella fuoriuscito dal partito, ma nonostante tutto leale sino in fondo, per poi rinforzarsi con l’ingresso della Nica Ferri sin qui troppo silente ed in attesa di tempi migliori, sarebbe il primo passo.

Si, ma il secondo?

Sperare che la macchina da guerra messa su da Pinuccio Fortunato riesca nell’impresa di portare Giuseppe Nitti al ballottaggio per poi appoggiarlo incondizionatamente, nonostante l’inchino ai fondo schiena e conservare la speranza e la voglia di non abbandonare la stanza dei bottoni.

Ma i giochetti di palazzo non hanno fatto i conti con la realtà; e la realtà ci consegna un paesello ormai allo sfascio con schieramenti, centro sinistra e centro destra allo sbando a cui solo il Movimento 5 Stelle, stando così le cose, sarà la risposta dei cittadini.

E con il Movimento 5 Stelle, si sa, si perde sonoramente se non si ha un progetto credibile.

E quello del PD non lo è.

 

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